CAPITOLO III

1474 Words

CAPITOLO III Gergo che piange e gergo che ride Come si vede, tutto il gergo, tanto quello di quattrocento anni or sono quanto quello d’oggi, è penetrato di quel cupo spirito simbolico che dà a tutte le parole, ora un portamento dolente, ora un’aria minacciosa. Vi si sente la vecchia tristezza selvatica di quei paltonieri della Corte Dei Miracoli che giocavano a carte con mazzi particolari, alcuni dei quali ci sono stati conservati; l’otto di fiori, per esempio, rappresentava un grande albero che portava otto foglie di trifoglio, sorta di fantastica personificazione della foresta, e, ai piedi di esso, si vedeva un fuoco acceso, sul quale tre lepri facevano arrostire allo spiedo un cacciatore e dietro, sopra un altro fuoco, una pentola fumante, dalla quale usciva una testa di cane. Nulla

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