CAPITOLO XVI In cui si ritrova una canzone sopra un’aria inglese, di moda nel 1832 Mario sedette sul letto. Potevan essere le cinque e mezzo e solo mezz’ora lo separava da quello che doveva accadere; sentiva battere le arterie, come si sente il battito d’un orologio nell’oscurità. Pensava a quella doppia marcia che andava compiendosi nelle tenebre, all’avanzata del delitto da una parte e della giustizia dall’altra. Non aveva paura, ma non poteva pensare senza trepidazione a ciò che stava per accadere; e, come a tutti coloro che vengono a trovarsi all’improvviso, in una strana avventura, tutta quella giornata gli faceva l’effetto di un sogno tanto che, per non credersi in preda ad un incubo, aveva bisogno di sentire nei taschini il freddo delle due pistole d’acciaio. Non nevicava p

