Chapter 3

2014 Words
Allungandosi, mise gentilmente una mano sulla spalla di Trevor, poi pensò ad un modo per distrarlo e allo stesso tempo per procurarsi un compagno di caccia. Kat sorrise quando un’idea iniziò a prendere forma nella sua testa. L’altra sera lui non le aveva dato del giaguaro apertamente ma lo aveva lasciato intendere, quindi ovviamente non aveva mentito dicendo di essere un investigatore del paranormale. Se era un esercito che i ragazzi volevano, allora il minimo che lei potesse fare era aiutarli a reclutare gente... no? “Adesso, se vuoi scusarmi, vado a trasformarmi in un bersaglio per i vampiri che hanno lasciato i cadaveri alla nostra porta.” Fece per girare attorno al bancone, ma Trevor le afferrò il polso così in fretta che lei non l’aveva neppure visto muoversi. Lei si limitò ad alzare un sopracciglio verso la mano che la stringeva. “A meno che tu non voglia aiutarmi, magari potresti lasciarmi.” “Dici sul serio?” chiese Trevor. Era stato portato a pensare che si trattasse di vampiri per il solo fatto che sembrava esserci un boom di nascite al momento... oh, e la piccola questione dei segni di canini cancellati. La cosa negativa è che non aveva mai affrontato i vampiri... se non durante l’addestramento. Aveva bisogno di un motivo per restare in zona finché Envy non sarebbe tornata, quindi perché non andare in giro con la sorella del suo rivale? Quando Kat annuì e ritrasse lentamente la mano, Trevor scosse la testa sapendo che se ne sarebbe pentito. “I tuoi fratelli verranno con te?” “Oh, sicuro, ma prenderanno strade diverse.” Fece una smorfia imbronciata. “Sembra che nessuno voglia fare squadra con una ragazza.” Come per dimostrare la sua tesi, Steven e Nick scelsero quel momento per andare al piano di sotto e dirigersi insieme verso la porta. Nick lanciò a Kat uno sguardo duro, sperando che avrebbe recepito il messaggio e fatto ciò che Warren le aveva chiesto di fare... rimanere lì al sicuro. Si sentì un po’ più tranquillo quando lei gli fece un lieve sorriso come se tutto fosse stato perdonato. Guardando verso la porta del piano superiore Kat annuì, “Vedi, la squadra stasera ha lasciato a casa il numero dispari... cioè me.” Fece a Trevor un grande sorriso come se non le importasse. “Ma va bene così, non mi dispiace cacciare da sola.” Trevor sorrise ed incrociò le braccia sul bancone. Si sporse in avanti facendo cenno a Kat di fare lo stesso e sussurrò “Non sei da sola.” e scosse la testa. Quinn e Warren si fermarono mentre uscivano dalla discoteca. Warren sapeva che erano in troppi e quindi il bar sarebbe stato coperto ma ciò non gli impedì di dare un paio di ordini all’ultimo minuto. Mentre lo faceva, Quinn quasi incenerì Trevor con lo sguardo. Non aveva perso di vista il monitor, osservando il modo in cui Trevor allungò una mano e afferrò il polso di Kat... né la commovente scenetta che ne era seguita. Quanto conosceva quest’uomo, Kat? Il modo in cui si comportavano, era come se condividessero un segreto che tutti gli altri non potevano sapere e la cosa gli dava sui nervi. “Chi è quell’uomo con Kat?” chiese Quinn quando Warren ebbe finito con il suo auricolare. Warren si girò a guardare vedendo l’ex fidanzato di Envy. Pensò che Kat stesse dicendo a Trevor che Envy non era più libera, il che era una buona idea poiché senza lo zuccherino di Trevor in giro per il bar, forse l’investigatore del paranormale sarebbe andato ad indagare da qualche altra parte. “È solo un masochista del posto a cui piace essere aggredito con il taser da donne attraenti.” Warren rise della sua stessa battuta. Quando Quinn non sorrise, gli fece improvvisamente rimpiangere quando faceva squadra con Michael. Si chiese se fosse troppo tardi per cambiare partner, poi abbandonò l’idea. Quinn e Kane insieme sarebbero stati un disastro annunciato. Trevor sentì che qualcuno lo stava fissando e guardò verso la porta. Riuscì a malapena a nascondere la sorpresa sul proprio viso quando vide Quinn Wilder con Warren Santos. Se non avesse avuto i suoi sospetti, Trevor avrebbe pensato che i due fossero coinvolti negli omicidi e stessero tramando la loro prossima mossa. Ma quella linea di pensiero era riservata a quei cretini della polizia locale. “Cosa ci fa qui il proprietario del Night Light?” chiese Trevor girandosi di nuovo verso Kat. “Cerchiamo tutti di risolvere il problema con i vampiri.” disse Kat mentre i suoi occhi incrociarono quelli di Quinn con aria di sfida. Oh cavolo, lui sembrava un po’ irritato. Giusto per confermare la sua teoria, lei si avvicinò a Trevor come se gli stesse sussurrando paroline dolci all’orecchio, “Hai qualche arma che possiamo usare per metterci in pari?” Fece l’occhiolino sapendo di aver appena trovato un compagno di squadra per quella sera. Trevor ci pensò un attimo, facendo un elenco mentale di ciò che aveva nel bagagliaio. “Sì, ho un paio di cose in macchina.” ammise Trevor. “Forse dovremmo tornare da me per prendere qualche pezzo che ho nascosto nella cassaforte per le armi.” ‘Perfetto.’ pensò Kat. Mentre Warren e Quinn si dirigevano verso il bar, Warren fu distratto di nuovo dall’auricolare che gli suonò in un orecchio. A Quinn non dispiacque quella pausa. Gli diede l’occasione per scoprire cosa succedeva con l’allegra coppia al bar. Kat vide Quinn arrivare e si mosse rapidamente lungo il bancone in modo che Trevor non potesse sentire e Quinn non facesse saltare la sua copertura. Allungandosi per prendere una bottiglia, si girò per poi trovare Quinn in piedi tra lei e il bancone. “Come posso aiutarla, signore?” chiese Kat con un sopracciglio sarcasticamente alzato. “Sa che i clienti non sono ammessi dietro il bancone.” Quinn fece un passo verso di lei, anche se era già abbastanza vicino. Poggiando una mano sullo scaffale accanto al braccio di lei, la bloccò adeguatamente nel punto in cui si trovava. Vedendo i suoi occhi vagare dietro le proprie spalle verso l’uomo con cui stava parlando... Quinn ringhiò, “Non distrarti stasera, Kat. Ti avverto. Solo perché non vieni a caccia con noi non significa che un vampiro non possa mettere piede in questo bar.” Kat sospirò sapendo che era il trucco più vecchio del mondo. Far credere a qualcuno di essere importante, affidandogli un innocuo compito secondario. “Me la caverò.” lo informò lei mentre passava sotto il suo braccio e si diresse di nuovo verso Trevor. “E se avrò bisogno di qualunque cosa, ho già qualcuno disposto a darmela.” Le ultime parole furono dette con un accenno di malizia nella sua voce. Era una bugia, ma Quinn l’aveva fatta incazzare. Lei sorrise tra sé sapendo che Quinn pensava che si riferisse al sesso e Trevor pensava si riferisse alla caccia di vampiri. Warren scelse quel momento per finire la conversazione e fare cenno a Quinn di essere pronto. Le labbra di Quinn si assottigliarono quando indietreggiò da Kat e si chinò, quasi strofinando le labbra sul suo orecchio. “Buona serata.” Osservò con soddisfazione la pelle d’oca sul collo di lei e sulla spalla. Kat si aggrappò al bordo del bancone quando le ginocchia divennero deboli. Raddrizzandosi sussultò quando sentì la voce di Michael da dietro. “Attenta a come tiri la coda di quel gatto, tesoro.” le ricordò Michael poi fece un cenno a Trevor prima di raggiungere Kane sul tetto. Trevor aggrottò la fronte allo sguardo stupito sul volto di Kat. “Non era un vampiro, quello?” “No, era un gentiluomo che ci sta aiutando a trovare i veri mostri.” disse Kat fiduciosa mentre aggiunse in silenzio ‘Ed è l’unico che non ha fatto storie sul fatto che io andassi a caccia stasera.’ “Comunque, sembra che siamo rimasti indietro. Sei pronto a partire?” ***** Kane camminava avanti e indietro sul tetto, fumando una sigaretta e agitando le braccia di tanto in tanto. Stava cominciando ad innervosirsi aspettando Michael. “Giaguari e puma.” borbottò. “Sono peggio dei gatti domestici. Ognuno vuole prevalere sugli altri. Preferirei collaborare con i Coyote piuttosto.” Michael arrivò sul tetto proprio dietro Kane, sorprendendolo nel suo sproloquio agitato. Si accigliò quando Kane subito tacque e guardò di lato avvertendo la sua presenza. “Dannazione Kane, vogliamo parlare di quello che ti preoccupa o no?” chiese Michael mentre gli si avvicinava. “No.” rispose Kane. “Bene.” Michael aspettò, sapendo che Kane odiava il silenzio più dei litigi. Adorava avere ragione. Kane camminò verso il bordo dell’edificio, aumentando di nuovo la distanza tra loro. Aveva dimenticato che Michael fosse capace di avvicinarsi di soppiatto... non succedeva da così tanto tempo. “Raven sembrava un po’ deluso dal fatto che il suo esercito fosse scarso giù al magazzino... alcuni dei suoi squilibrati mancavano all’appello. La mia ipotesi è che i vampiri assenti alla nostra piccola festa mortale probabilmente avevano bisogno di un posto in cui passare la giornata, quindi andrò a dare un’occhiata.” Michael non disse una parola quando Kane saltò ancora una volta dal tetto ed atterrò sul marciapiede sottostante. Proprio mentre fece un passo verso il bordo, pronto a saltare come Kane, qualcosa sul tetto dall’altra parte della strada attirò la sua attenzione. Girandosi a guardare di scatto, Michael intravide un’ombra che sparì. Qualcosa di quell’ombra gli era sembrato familiare, ma non riuscì ad indentificarla. Kane aveva uno stalker o era un bersaglio? Cercando di sopprimere quel sentimento per il momento, abbassò lo sguardo e sorrise mentre saltava. Anche se non riusciva più a vedere Kane, e sapeva che era diretto al magazzino, invece di seguire la strada seguì la scia del proprio sangue nelle vene di Kane. Quando arrivò al deposito, poteva sentire le urla dei vampiri che Kane aveva preso alla sprovvista. Si fermò sulla soglia usando la sua vista potenziata per vedere nel buio dell’enorme stanza. Kane aveva già due vampiri su di sé e molti altri pensavano che il gioco di squadra fosse una grande idea. Facendo un passo all’interno, chiuse la porta alle sue spalle e avanzò quando la voce di Kane echeggiò. “Lascia fare a me. Basta che nessuno di loro ti oltrepassi.” disse Kane un po’ affannato, mentre torceva il collo del vampiro che stava cercando di strappargli la gola. Sobbalzò quando delle zanne si affondarono nella sua spalla, facendogli mollare la presa. Entrambe le sopracciglia di Michael sparirono sotto i capelli spettinati, ma rimase fermo sulla porta. “Beh, se lo dici tu.” Incrociò le braccia sul petto e si appoggiò contro la porta. “Beh… Mi annoio.” disse poco dopo e guardò verso i vampiri senz’anima che non combattevano ancora. “Immagino che nessuno di voi mi farebbe l’onore di farsi inseguire.” Quando Kane riuscì a decapitare il primo vampiro, uno che stava in disparte fece proprio quello che Michael aveva suggerito, ma il braccio di Kane si allungò e lo afferrò per la giacca di pelle che indossava. “Non credo proprio.” ringhiò mentre lo gettava nella mischia. “La mamma non ti ha insegnato a condividere le cose?” Michael sorrise mentre guardava Kane colpire di santa ragione. Aveva la sensazione che ora Kane avesse bisogno del dolore per sentirsi vivo. Non aveva dubbi che Kane sarebbe stato l’ultimo vampiro rimasto e questo sfogo di rabbia e violenza avrebbe anche potuto aiutare il suo amico ad aprirsi di nuovo... Una terapia bella e buona. “Mia madre era una ladra.” rispose Kane, saltando e spingendo i piedi sul petto di un vampiro che correva verso di lui. Il vampiro volò e Kane atterrò sulla schiena. Scalciando, fu di nuovo in piedi in un istante. “Lei non credeva nella condivisione.” “Sappiamo entrambi che tua madre non era una ladra.” lo rimproverò Michael. “Era una donna di buona famiglia.”
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD