15.

1045 Words
«Puzzi di alcol da far schifo, Harry.» Logan lo guarda con irritazione e incrocia le braccia al petto col chiaro intento di farlo sentire in colpa, anche se ha già capito che non succederà niente di simile. Harry è palesemente sbronzo e lui sta parlando a vuoto. Grandioso. Fatto oltretutto confermato dal diretto interessato che scoppia a ridere e, con un ultimo e instabile passo, gli si piazza pericolosamente vicino. Harry allontana un ciuffo di ricci dalla fronte e sbatte le palpebre. «Nah... Non farmi la predica.» Si lecca i denti e ride. «Sei bello, stase—Sei sempre bellissimo, Lo» Harry farfuglia, scrollando poi la testa come se stesse cercando di capirci qualcosa. «Cosa ci fai qui?» «Ero venuto a prenderti, ma vedo che sei in ottima compagnia» Logan dice. Ci mette giusto un tocco di odio che sa non dovrebbe permettersi di usare, ma che invece usa comunque. «Divertiti a leccare tequila dallo stomaco di gente a caso.» «Dai, Lo!» Harry gli afferra la spalla con una mano e quello che vuole essere un occhiolino diventa uno sbattere due occhi persi a guardare chissà cosa. «Sei davvero… Sei bellissimo, lo sai?» «Harry.» «Sei venuto per me, no?» Logan scansa la sua mano e alza il tono di voce. «Tu sei arrabbiato! Non mi parli da settimane.» Harry sghignazza. «Siamo a una festa, amore.» Si guarda intorno. «Divertiti.» «Harry—» Ma – e se l'aspettava, perché è un'azione così classica che avrebbe dovuto segnarsela come scontata – Logan si ritrova la lingua di Harry in bocca l'attimo dopo, con le sue parole che vengono soffocate sul nascere. Non è un bacio che definirebbe bello, o al pari dei suoi desideri degli ultimi giorni. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per sentire le labbra di Harry sulle sue, anche solo per un secondo. Ma, ora, ora che il suo principale bisogno è stato soddisfatto, non sente quello che si aspettava. Il modo in cui Harry lo bacia esprime tutto, tranne l'amore di cui si è sempre dimostrato capace fin dall'inizio e di cui Logan sente così disperatamente la necessità. Ci sono denti e saliva che vengono a contatto in modo irruento, e la lingua di Harry che prende con violenza la sua come se, insieme alla debolezza da soddisfare, ci fosse la necessità di fargli del male. E, in un certo senso, Logan riesce a capire a cosa è dovuta. E riesce ad accettare il primo pensiero di allontanare Harry e andarsene. Solo che, alle sue mani premute sul petto del ragazzo con forza, il suo corpo reagisce in maniera opposta e gli impedisce di farlo davvero. Più cerca di tirarsi indietro e più Harry lo investe: sente la sua forza, la sua presenza, circondarlo da tutti i lati e fargli mancare il fiato. Harry è ovunque, ovunque cerchi di concentrare il pensiero. Harry occupa ogni angolo – ogni spiraglio – e lo trascina a fondo, sempre più a fondo, mentre il bacio si amplifica a livelli improponibili. Le mani di Harry scorrono su di lui; Logan le sente scivolare verso il basso e Harry ride, contro le sue labbra, un attimo prima di «Dimmi quanto ti piace» sibilare. Un gemito sfugge dalla bocca di Logan, quando gli strattona con una mano i capelli e gli tira indietro la testa. «Io bacio—» Harry gli morde il labbro. «Io bacio meglio di lui.» Logan sbarra gli occhi e riesce finalmente a spingere via Harry. «Ma che cavolo ti prende?!» Il ragazzo inizia a saltellare sul posto. «Non sai da quanto desideravo farlo» Si gratta la fronte e «Farei anche altro, se solo non fossimo in mezzo a tutta—Uh, c'è tanta gente, vero?» Logan sospira, sconfitto. «Non ho intenzione di parlare con te mentre sei in questo stato» dice. «Non saresti obbligato a farlo, se solo… Sai, se non avessi fatto la troia con Jake.» La spaventosa serietà di Harry scompare più velocemente di come è arrivata e un sorriso gli colora le labbra. «Dammi un altro bacio, Lo» piagnucola, incespicando in avanti. Logan si muove nella direzione opposta e scuote la testa. «No, Harry.» Non può farlo. Sia perché devono prima parlare e chiarire ogni cosa. Ma anche perché, se lasciasse fare al male che sente dentro, e che gli comanda di afferrare Harry e di approfittarne, otterrebbe come unico risultato quello di stare peggio. E di non aver concluso nulla, se non complicato a livelli indicibili tutto. «Dai, Logan!» «No.» Assottiglia lo sguardo. «Ne riparleremo quando sarai sobrio.» E si volta per allontanarsi dal buco nero nel quale non può permettersi di finire. Harry non lo segue. Non lo ferma. Forse questo lo uccide più del resto. *** «Logan!» I ragazzi intorno a lui stanno ballando su una canzone dei Queen e riceve un numero discutibile di gomitate, mentre distingue il volto di Caleb in mezzo alle luci così tremendamente da discoteca. «Caleb!» Il ragazzo agita le mani con esasperazione e «Che cosa stai facendo?!» urla. «Io?» Logan da uno spintone a una ragazza che comincia a ballargli addosso. «Tu, piuttosto!» Punta un dito contro l'amico. «Che ci fai qui?!» «Pensi che sia stupido?» Caleb gli afferra le mani e porta entrambi abbastanza lontano dalla massa per evitare scenette indesiderate. «Ho letto i messaggi. Jake e io siamo venuti qui appena abbiamo capito che avevi preso entrambi per il culo!» «Io non vi ho presi per il culo.» Caleb rotea gli occhi e «Fottiti» sibila. «Dov'è Harry?» Logan si morde il labbro inferiore. «Lui—Non lo so.» «Logan.» «Mi ha baciato.» Caleb sbarra gli occhi. «Lui cosa?!» «No, anzi, mi ha ficcato la lingua in bocca.» A Logan fa abbastanza strano dirlo, ma è proprio così che è andata. «E perché non sei con lui?!» Logan guarda l'espressione sconvolta di Caleb e sputa la risposta tanto per sottolineare che non deve azzardarsi a dargli la colpa. «Perché non ha senso. Mi odiava fino a dieci minuti fa.» «Oddio!» Caleb si colpisce la fronte con il palmo della mano e poi ricomincia ad agitarsi. «Ma sei davvero stupido!» «Come?!» «Vai da lui, Cristo! Va' a riprenderti Harry prima che ti ci mandi io a calci!» «Ma—» Logan punta i piedi, quando l'altro comincia a spingerlo. «Caleb!» «Vai, Logan! Mio Dio!»
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