16.

1101 Words
Non ci sta capendo più nulla. Non sa che cosa deve fare. Harry è da qualche parte nelle vicinanze; l'ha da poco baciato: ha cancellato nell'istante di un niente tutto lo schifo che era riuscito a lanciargli addosso. E, probabilmente, domani non ricorderà nulla di tutto ciò… oppure ricomincerà a sputargli addosso quanto più odio possibile tanto per fargli tenere a mente che è un coglione. Logan questo lo sa già, grazie mille. Comunque. Andare da Harry è fuori discussione, perché è ubriaco e momentaneamente incapace di mantenere fede alle proprie scelte, a quanto pare. Non può nemmeno rischiare di tornare da Caleb e di farsi prendere a sberle. Perché Caleb ha ragione, no? Ci sono lui e Harry e una festa organizzata perché quest'ultimo si distragga; Logan può – di conseguenza –solo impedire che questo accada. Ma. Se Tyler fosse qui, gli direbbe che cosa fare e lui lo ascolterebbe, perché Tyler ha sempre ragione, in un modo o nell'altro. Solo che non c'è. Caleb gli ha detto di darsi una mossa. E Logan sente la presenza di Harry intorno a sé. Che cavolo devo fare! Non— Logan lo capisce quando vede Harry tra le braccia di un altro ragazzo: sta cercando di tenersi in piedi e intanto ride; si trovano a metà della scala per il primo piano e a Logan scatta all’istante qualcosa dentro la testa, perché si ritrova a correre, spintonando chiunque gli sbarri la strada. L’altro ragazzo posa un bacio tra i capelli di Harry e lo aiuta ad arrivare in cima alle scale, poi spariscono nel corridoio buio. Logan comincia a immaginare gli scenari peggiori e li cancella uno alla volta, per lasciar emergere l'unico pensiero che deve tenere a mente, l'unico che gli impedisca di comportarsi da codardo e mandare tutto a puttane. Harry è suo, suo e di nessun altro… Tantomeno di un ubriacone qualsiasi che deve avere un solo pensiero in testa. Harry è esclusivamente e fottutamente mio. *** Caleb colpisce il bicchiere di Josh con il proprio e beve la bevanda non meglio identificata che l’amico gli ha dato. Ok. Il suo principale obbiettivo era quello di trovare Logan e di riportarlo a casa. Purtroppo, ha deciso che la persona in questione non poteva andarsene senza prima aver fatto un qualcosa di minimamente concreto; e, in più, è circondato da gente che conosce e che non ha il minimo rispetto per la dura missione che deve portare a termine. Risultato: ha perso il conto di quanta roba gli hanno già fatto bere. Caleb deve ritenersi fortunato del suo reggere così bene l'alcol, davvero. Abbandona il bicchiere sul tavolo e si lascia stringere da Josh in un abbraccio. Gli sorride, guardandolo poi buttarsi nella mischia e afferrare una ragazza per i fianchi; i due cominciano a ballare e a quel punto Caleb sposta lo sguardo per non dover vedere cose di cui poi potrebbe pentirsi. Perciò. Logan e Harry sono dispersi chissà dove. Caleb deve ridurre a zero – o ad acqua – le prossime cose che deciderà di ingerire… Dio! Sta recitando la parte dello sfigato. A una festa liceale. Lui! Lui che normalmente è l'anima della festa, cazzo. Accidenti a Logan. Incrocia le braccia e indietreggia, poggiando la schiena contro il muro. La musica continua a rimbombare incessantemente nelle sue orecchie; comincia a battere un piede per terra a ritmo e tocca la parete alle sue spalle con la testa. Si sente sfinito. È a casa di Josh ed è distrutto. Roba fuori dal mondo. Caleb sobbalza all'improvviso quando chiamano il suo nome: la voce gli arriva in qualche modo amplificata e si volta di scatto per vedere a chi appartiene. Quando Jake esce dalla massa di persone, rilassa le spalle e «Ehi! Che fine avevi fatto?!» urla. Si sono divisi appena arrivati, con l'intento di trovare Logan, o Harry, e fare qualcosa. Ma poi Jake è praticamente sparito e— E adesso Caleb capisce il perché. Jake sorride e sbatte le palpebre un bel po' di volte, come se stesse cercando di metterlo a fuoco, mentre si avvicina a lui ciondolando la testa. Caleb registra i suoi movimenti scoordinati, le guance rosse e la bottiglia che ancora tiene in mano. Scuote la testa. «Sei ubriaco?!» Jake ride. «Uh… Cal—Non sono ubriaco.» Si sposta ciuffi scompigliati di capelli dalla fronte e riesce, rischiando di cadere per terra, ad arrivargli di fronte. «Son—Mi gira la testa... Caleb—» Alza la bottiglia e ride. «Caleb! Ehi… Ciao!» farfuglia, con un sorrisino divertito stampato in faccia. Caleb lo guarda, sconfitto: gli toglie di mano la bottiglia di vetro; sono rimaste solo poche gocce di birra, all’interno, e lui la nasconde dietro la schiena quando Jake cerca di riprendersela. «Dai... Cal—Sono ubriaco.» Jake scoppia in quella che sembra una risata isterica. «Dammela.» «No. Adesso io e te andiamo a prendere una boccata d'aria.» L'altro si strofina il volto con una mano. «Ho visto un unicorno. Mi… Ha detto che sono fuori.» «Oddio.» Caleb si trattiene dal ridere. «Dai, Jaky. Vieni.» «Mmh. No—'n voglio... Che palle.» Caleb rotea gli occhi e gli afferra un lembo della maglia per trascinarlo via. «Jake—» Ma il suo amico lo interrompe ridendo, di nuovo, e si lascia cadere in avanti. O, più precisamente, intrappola Caleb contro il muro puntando le mani ai lati della sua testa. Caleb sbarra gli occhi e la bottiglia vuota gli sfugge di mano, quando la bocca di Jake finisce sulla sua. *** Si scuserà con Josh per il modo in cui si è comportato, davvero. Non voleva essere così maleducato, ma il ragazzo gli ha sbarrato la strada per le scale in un momento in cui nessuno può permettersi di interferire nella sua drammatica vita da adolescente. Sente già rimbombare nelle orecchie i gemiti di Harry e cose che non dovrebbe sentire – cose che la sua testa non dovrebbe azzardarsi a creare proprio ora che le sue piccole crepe sono sul punto di mandarlo in pezzi. Non c'è tempo proprio per niente. Logan piomba nel corridoio con il respiro accelerato e cerca di controllarsi, mentre marcia colpendo con i pugni tutte le porte che trova: alcune si aprono, mentre altre restano chiuse… E sa che questo è un comportamento molto fuori luogo, soprattutto perché non è casa sua e non dovrebbe dare uno spettacolo del genere. Ma che si fottano tutti. La stanza che gli interessa è aperta. E ci arriva di fronte con l'inferno negli occhi. Giusto in tempo per vedere un idiota senza maglietta spingere Harry sul letto.
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