17.

2293 Words
«Ja—» La lingua dell'amico si scontra prepotentemente con la sua. Caleb cerca di allontanarsi, ma dietro di sé c'è solo il muro e ogni parola viene soffocata da Jake che preme contro di lui. Cerca di farfugliare qualcos'altro, ma inutilmente. Non riesce a separare i pensieri dalle sensazioni, anche se sa benissimo che la maggioranza di queste ultime si colloca sotto il termine—Stranezza? Dio. Uno dei ragazzi con cui è cresciuto lo sta baciando e… Ok, non è questa gran cosa e Jake bacia anche bene, ma gli fa senso, ed è quando le guance dell’altro si bagnano che Caleb riesce finalmente a staccarsi; spinge l'amico abbastanza lontano per riprendere fiato e si accascia contro il muro, passandosi una mano sulla fronte sudata. Sono lacrime quelle che Caleb trova appena si tocca la faccia. Sposta lo sguardo su Jake e vede i suoi occhi scuri devastati, righe salate che gli bagnano il viso; il ragazzo comincia a singhiozzare, coprendosi la bocca con una mano e barcollando lontano da Caleb. «Jake.» Jake viene scosso dai tremiti. «Mi dispiace… Non—Caleb, scusami.» Si scontra con un ragazzo che sta ballando; si volta di scatto, indietreggia e poi crolla a terra, come se le forze lo avessero abbandonato in un unico istante. Caleb gli è subito accanto. Non gli serve sentire altre scuse. Ha già accantonato quello che è successo. Gli ha dato un senso, e l'unica cosa che fa è mettere un braccio di Jake intorno alle proprie spalle e condurre entrambi verso le scale per il primo piano. Ha dato troppo velocemente per scontati i pensieri di Jake. Alle azioni di Logan, evidentemente, non corrispondono quelle del suo migliore amico. Quando ha delle certezze – e pensa che Jake abbia finalmente chiarito con se stesso senza altri problemi –, ecco che la bomba esplode una seconda volta e manda all'aria tutto il resto. Se uno è riuscito a trovare la sua strada, l'altro la sta ancora evidentemente tracciando. Oppure deve capire i diversi percorsi che può intraprendere. Caleb ha dato troppo per scontata la capacità di Jake di accettare ciò che gli è piombato addosso negli ultimi mesi. «Mi dispiace.» «Tranquillo.» Caleb stringe la presa su di lui e controlla ogni singolo passo fatto da Jake. «Adesso andiamo via da qui. Hai bisogno di dormire, va bene?» Jake mugugna qualcosa. Caleb riesce a far arrivare entrambi fino all'ultimo gradino e «Dai, J! Ancora qualche metro» dice. Punta dritto verso camera di Josh, perché è l'unica che il ragazzo segna come off limits e l'unica in cui è certo di non trovare liceali in posizioni compromettenti. Spalanca la porta con un calcio e, sfinito, lascia cadere Jake sul letto. Il ragazzo crolla sul materasso senza dire nulla e Caleb lo spinge verso il centro, premurandosi di togliergli le scarpe. Si aspettava una rissa degna di nota. Perciò, in un certo senso, la serata è andata molto meglio. Caleb si gratta la testa e sta per uscire dalla stanza, ma Jake sussurra il suo nome; torna indietro, incuriosito. «Che c'è?» chiede, nel buio della stanza. Jake affonda maggiormente la testa nel cuscino. Ora respira normalmente e il pianto si è calmato. «Grazie.» Una sola, semplice, parola. Caleb sorride. Dovrebbe essere abituato ai ringraziamenti che praticamente tutti gli fanno. Ma invece non lo è. Non in queste circostanze, almeno. Sta solo cercando di aiutare i suoi amici e il grazie di Jake lo accoglie come un altro buon motivo per continuare a farlo. Anche se deve lasciarsi baciare, andare a una festa per fare da babysitter e sentire le urla di Logan mentre guarda Jake addormentarsi. Perché, nel silenzio della camera, sente distintamente Logan cominciare a gridare. *** Logan si trattiene dallo sbattere la porta solo perché non è casa sua e non ha intenzione di rompere nulla. Si limita a respirare profondamente per calmare i battiti e a fare un passo avanti. Harry è sdraiato, con la maglia leggermente sollevata e gli occhi che guardano il tizio che l'ha adescato. La sola nota positiva è che lo sta facendo in un modo non minimamente paragonabile a quello che riserva a lui. E a Logan questo basta per sentirsi molto meglio. Il problema attuale è dover affrontare un Harry ubriaco, che sembra non riuscire nemmeno a riconoscerlo, e uno sconosciuto con quell'unico e comune pensiero in testa. Pensiero che sicuramente sta contemplando ancora. Logan lascia un attimo da parte il centro dei suoi drammi e si concentra su quel coglione. Gli indica la porta e «Ti do due secondi per sparire dalla mia vista» sibila. «E per togliere quelle mani da Harry.» In tutta risposta, l'altro raddrizza la schiena e guarda Logan con un ghigno stampato in faccia. «Non credo di aver capito bene.» «Allora ti chiarisco le idee. Vattene da qui e stai alla larga dal mio ragazzo!» «Il tuo ragazzo?» Guardando il modo in cui il tipo barcolla avvicinandosi a lui e come i suoi occhi sbattano col chiaro intento di metterlo a fuoco, Logan conclude che non è messo tanto bene. Una cosa che può solo giocare a suo favore. Aspetta che gli arrivi perfettamente di fronte e pensa all'unica cosa che gli viene in mente di fare per finire alla svelta la faccenda. E perché è quello che gli ha insegnato Tyler, anche se lui è decisamente più per la non violenza. Logan piazza il volto a un niente dal suo e «Esci da qui e trovati qualcun altro» ringhia, stringendo i pugni lungo i fianchi quando le dita cominciano a bruciargli per la tentazione. «E se non lo faccio?» Un colpo in pieno stomaco obbliga il ragazzo a piegarsi letteralmente in due, con un gemito che gli abbandona le labbra. «Se pensi di avere una fottuta scelta ti sbagli di grosso.» Logan è veloce a stringergli il retro del collo e a spingerlo verso la porta. Ringrazia Dio per l'essere così tremendamente ubriaco dell'altro, perché lui sa di non essere adatto per queste cose. Gli arriva solo una gomitata nel fianco quando quello cerca di reagire, ma sapere che Harry è dietro di lui gli basta per non mollare la presa. Con uno scossone, lo butta fuori dalla stanza e si affretta a chiuderla a chiave per evitare interruzioni di qualsiasi tipo. Logan si appoggia contro la porta e inspira profondamente. Troppe cose in una sola serata. Decisamente troppe. Vorrebbe davvero chiudersi in una stanza buia e non pensare più a niente. Ma—No. Davanti a lui, due occhi quasi completamente neri lo stanno fissando con confusione. «Harry.» Logan distrugge la distanza tra di loro con pochi e veloci passi; si inginocchia a terra e afferra le sue mani, obbligandolo a sollevarsi dal materasso. «Harry, guardami!» Harry ciondola la testa e abbassa le palpebre. «Lo?» Un suono quasi inudibile. Apre un occhio e «Ciao» dice, curvando l'angolo della bocca all'insù. «Perché—Wow, mi sembri ancora più bello.» «Mio Dio, Harry.» Logan sospira, sconfitto, e gli preme i palmi sulle guance per fare in modo che si concentri solo ed esclusivamente su di lui. «Come ti senti?» «Mi gira la testa.» Ridacchia. Si agita per far sì che Logan lo lasci andare e cade di schiena sul materasso. Harry si solleva sulle braccia solo per poterlo guardare, anche se lo fa in un modo che lascia intendere il suo non riuscirci. Sbatte le palpebre e assottiglia lo sguardo, per smettere solo quando sembra più o meno convinto. Una buona manciata di minuti passa in questo modo. Harry abbandonato sul letto. E Logan inginocchiato a terra che studia il suo comportamento. Poi Harry getta la testa all'indietro e «Lo?» chiama. L'altro raddrizza la schiena. «Sì?» Silenzio. Harry respira profondamente, prima di sussurrare una semplice frase. «Puoi darmi un bacio?» Che basta a far morire, letteralmente, il cuore di Logan. I suoni cominciano ad arrivargli ovattati alle orecchie e sente che il pavimento sta diventando caldo, sotto di lui. «Harry—» «Ti prego.» Logan lo guarda, combattuto; pensa a un modo per tirarsi fuori da questo casino. Perché è un casino: Harry si pentirà di averlo fatto e – anche se ora sembra volerlo davvero – domani gli urlerà contro per essersi approfittato di un suo momento di debolezza. Ed è un colpo troppo basso, vista la necessità malata che ha di Harry. Il bacio ricevuto poco prima, in mezzo al caos, non ha fatto altro che riportare a galla una buona parte dei motivi che gli fottono il cervello appena si mette a pensare al ragazzo. Tutte cose rimaste per un po' contenute e controllate dalla lontananza ora sono state liberate e amplificate tanto da fargli scoppiare la testa. Logan non riesce a rifiutare. Non può recitare la parte di quello responsabile proprio ora. Se Harry ha mandato a quel paese tutti i suoi freni, propositi e motivi, grazie soprattutto all'alcol, lui lo fa grazie a questa droga che è il ragazzo di fronte a lui. Funzionano in modo strano, perché è Logan che in quantità maggiore fa del male a Harry. Ma Harry riesce a fare contemporaneamente del male e del bene a lui; lo distrugge e lo tiene insieme. E, adesso che ha capito, non si vergogna di mostrarsi così debole e vulnerabile di fronte a due iridi verdi. «Lo.» Logan alza gli occhi dalle mani strette sul piumone del letto e guarda Harry. Una freccia di improvvisa lucidità attraversa i suoi occhi e «Ti scongiuro» sussurra. Logan manda a cagare tutto e tutti, mentre si alza da terra e sale sul letto. Le mani di Harry afferrano il bordo della sua maglietta e lo obbligano a cadere sopra di lui; è veloce a sostenersi con le braccia per impedirsi di pesare sul suo corpo. I loro volti a un niente, i nasi che si toccano e i respiri di entrambi che si mescolano nel silenzio della stanza. Harry si sporge per coprire il minuscolo centimetro che li separa e bacia Logan. Come se fosse l'unica cosa sensata in tutta la serata. Dandole quell'importanza e sacralità che manda scariche lungo la schiena di Logan, intanto che il ragazzo registra il primo e unico pensiero razionale. Questo sì che è un bacio. Le labbra di Harry esplorano le sue con pazienza, quasi studiandone ogni dettaglio per imprimerlo sulle proprie. Poi gli sfiora i denti con la lingua e Logan li apre d'istinto, lasciando alla propria il piacere di scontrarsi con quella di Harry e aggiungere il tocco di passione. Desiderio. Urgenza. Bisogno. Erotismo. Quel tocco immancabile che deve avere. Logan punta le ginocchia sul materasso e obbliga Harry a sollevarsi, sedendosi con un sospiro sul suo bacino. Ma non pensa al contatto istantaneo che ne deriva. E nemmeno a cosa potrebbe e vorrebbe fare, no. Stringe solo le gambe contro i suoi fianchi; la mano sinistra si dedica alla pelle bollente del collo e l'altra vola tra i ricci sudati, mentre il loro bacio comincia ad abbandonare versi di piacere. Harry lo interrompe per lasciargli una scia bagnata sul mento. Sul collo. Infila una mano sotto la sua maglia e Logan lo aiuta togliendosela e gettandola a caso nella camera. Harry continua il lavoro baciandogli la spalla nuda, scorrendo più basso fino a soffermarsi sul capezzolo turgido che stringe con delicatezza tra i denti. A Logan sfugge un gemito incontrollato dalle labbra e sobbalza quando Harry comincia a succhiargli la pelle. Quando compie il percorso al contrario, lascia dietro di sé una macchia rossa che Logan sente pulsare in modo dannatamente piacevole. Poi si getta di nuovo sulle sue labbra. E lo bacia, senza più preoccuparsi di essere dolce e silenzioso. Harry si agita sotto di lui e sospira, geme; mentre muove la lingua nella sua bocca, sposta continuamente le braccia quasi ci fosse troppo da toccare. Alla fine, stringe tra le dita i fianchi di Logan. È caotico e frenetico. Ci sono labbra a contatto, denti che mordono e lingue che sembrano conoscersi così dannatamente bene. Si esplorano, alzando il livello di qualsiasi bacio si siano mai dati, e Logan sente la voce roca di Harry nella testa, dietro agli occhi. In tutto il suo corpo. Sente Harry intorno a lui e, come gli capita troppo spesso, dappertutto. Harry sembra essere il suo intero mondo e Logan si sente sopraffare da questa sensazione di poter toccare il cielo con un dito. Qualcosa che solo la fusione con questo fantastico ragazzo riesce a provocargli. Una capacità di perdizione perfetta e assolutamente positiva, che abbraccerebbe per il resto della vita. E costringe Harry – se possibile – ancora più vicino, solo per riuscire a esplodere del tutto in ogni fibra del suo essere. Logan si sente trascinare all'Inferno, dove il fuoco lo brucia senza sosta, per poi essere scagliato dritto verso il Paradiso, dove è tutto un piacere immenso. Baciare Harry è così troppe cose tutte diverse tra loro. Gli è mancato talmente tanto e nemmeno ora riesce a dire quanto. E quanto riuscirà ancora a stare lontano da lui senza impazzire. Sarà semplicemente impossibile. Se dovesse perderlo, se dovesse guardarlo mentre gli volta le spalle… Se Harry dovesse pentirsi di quello che sta succedendo ora, Logan non riuscirebbe a trovare la forza per combattere. Per questo si impone di non pensarci. Di rimandare il problema. «Lo sai—» Si lascia scappare un sorriso e «Sai che ti amo, vero?» sussurra contro le sue labbra. Harry ha gli occhi umidi, quando interrompe il bacio per guardarlo. Appoggia la fronte alla sua e si ritrovano a respirare l’uno l'aria dell'altro, mentre le mani di Harry abbandonano i fianchi di Logan. La destra resta sul suo corpo, fermandosi all'altezza del cuore, e «Lo so» Harry sussurra, prima di lasciargli un minuscolo bacio all'angolo della bocca.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD