18.

1717 Words
Quando Caleb apre gli occhi, trova Jake praticamente stretto al suo fianco destro: è raggomitolato contro di lui e sente il suo respiro caldo scontrarsi con il sottile tessuto della sua maglia. Intorno a loro regna il silenzio più totale e, a detta dell'orologio digitale sul comodino, sono solo le otto di mattina. O sono tutti morti, o stanno dormendo sparsi in giro per la casa. Caleb lascia ricadere un attimo la testa sul cuscino e sbuffa. Ha un mal di testa da definire atroce e non ricorda molto bene il corso degli eventi appena passati. È davvero rimasto a dormire con Jake? Dio. Doveva essere molto ubriaco per essersi messo a letto prima dell'alba. Nota: non far sapere a nessuno di questa macchia sulla sua reputazione. Caleb prende un profondo respiro e si toglie le coperte di dosso; con tutta l'attenzione possibile, riesce ad alzarsi senza svegliare Jake. Il ragazzo si agita solo per un attimo e le sue mani si stringono al cuscino su cui un attimo prima stava dormendo Caleb, ma poi torna subito a respirare regolarmente. Caleb scuote la testa con un sorriso affettuoso ed esce dalla camera, chiudendosi la porta alle spalle. Ok. Riordinare i pensieri. Deve cercare Logan. Harry lo troverà quasi sicuramente in sua compagnia, quindi anche il secondo problema è presto risolto. L'unico ostacolo alla cosa si presenta quando deve trovare l'effettiva camera in cui sono andati a cacciarsi i suoi amici. Apre praticamente metà delle porte che si affacciano sul corridoio, e vede cose che non dovrebbe vedere – Megan con Olly? Ugh, orrore –, pima di trovare quella giusta. O, almeno, dà per scontato che lo sia dal fatto che è l’unica chiusa a chiave. Quale idiota chiuderebbe la porta di una camera in cui si è nascosto durante un festa assurda organizzata da una persona come Josh?! Logan. Che domande. Caleb sbuffa un verso seccato e guarda tutte le serrature in cerca di una che abbia la chiave posta all'esterno; una volta trovata, la prende senza fare rumore e torna indietro, infilandola nella toppa. La porta cigola leggermente e Caleb guarda con terrore nella camera; riconosce la massa informe dei capelli ricci di Harry e un Logan addormentato. Un sospiro di sollievo gli sfugge automatico dalle labbra. «Logan?» bisbiglia. Niente. Prevedibile. Si sporge in avanti. «Logan» dice, con un tono più scocciato. Logan continua a dormire, con un braccio intorno al corpo di Harry. Sdolcinati. Caleb cammina verso il letto e avvicina le labbra all'orecchio di Logan. Si allontana, espirando per mantenere la calma. Ritorna vicino al ragazzo e «Logan!»urla. È solo un mezzo urlo, soffocato dal fatto che ha tenuto i denti stretti e si è ripetuto di non dover svegliare Harry. Ha l'effetto desiderato. Logan sobbalza e spalanca gli occhi appannati dal sonno. «Eh?!» Harry si agita, al suo fianco, e Logan muove la testa da una parte all’altra. Guarda il ragazzo addormentato accanto a lui, poi Caleb. «Che vuoi?» ringhia. Caleb rotea gli occhi e «Vieni» dice. «Ma… Cal—» «Alza il culo e vieni.» Logan lo fulmina con un'occhiata che vuole uccidere. Rivolge un ultimo sguardo a Harry ed esce dal letto, con quanta più calma possibile per non disturbarlo. Recupera una maglietta a maniche corte dal pavimento – che Caleb è più che sicuro di aver visto addosso a Harry – e lo segue, socchiudendo la porta dietro di loro. Logan fa appena in tempo a sistemarsi i capelli scompigliati e a rivolgere un'occhiata seccata a Caleb, perché questo «Ci sei andato a letto?» subito gli chiede, incrociando le braccia al petto. «Cosa?!» Logan sgrana gli occhi e boccheggia. «No!» «Sei in mutande, Logan.» Caleb marca il concetto squadrandolo con chiara esasperazione negli occhi – e un bel po' di divertimento. Logan lo imita, fissando lo stato pietoso in cui si trova e concludendo che, già, non ha i pantaloni. «Oh.» Si gratta il collo e le guance gli si colorano di rosso. «No, non abbiamo fatto niente.» Ma Caleb inclina la testa e ghigna, perciò le labbra iniziano a tremargli mentre cerca di tirarsi fuori da questa situazione, con discorso che comincia con «Te lo giuro! Ci—Ci siamo baciati... Tanto baciati» per arrivare a un «Dio. Harry ha cercato di andare oltre e… Io—» a cui Caleb risponde con un'espressione al limite dell'ironico. «Ovviamente l'hai fermato» dice. «Era ubriaco, Caleb.» «E quindi?» Logan solleva le braccia. «Fai sul serio?!» Poi si tappa la bocca, appena si accorge di aver alzato il volume. «Va bene, va bene» Caleb dice. «Sei un gentiluomo, ok.» Curva l'angolo delle labbra e «Ma sei anche tonto» decreta. «Mi hai svegliato solo per rompere le palle?» «No. Volevo sapere se avevate scopato.» Gli occhi di Logan passano dall'orlo dell'odio al chiaro intento di volerlo fulminare vivo. Caleb finge di proteggersi mettendo davanti a sé le mani. «Ok. Quello e anche trascinarti a casa.» «CHE?!» «Shh!" Caleb gli tappa la bocca e si guarda intorno. «Non urlare.» Logan lo allontana con uno spintone. «Perché dovremmo andare via? Ora?! Sei pazzo?» ringhia. «Guarda, mi piacerebbe spiegartelo adesso, nel mezzo di un corridoio devastato su cui si affacciano porte piene di gente addormentata e che oggi dovrà riprendersi da una bella sbronza. Ma. No.» Caleb è consapevole di aver assunto una posa imbarazzante, nel mentre del discorso – con tanto di ammirarsi le unghie –, ma decide di ignorare la cosa e punta un dito contro Logan. «Ti vesti, salutiamo Josh, se lo troviamo, e torniamo tranquillamente a casa.» «Ma perché?» Logan lo guarda con… Non sta per mettersi a piangere, vero? «Caleb!» «Ti fidi di me?» «No.» Caleb annuisce. «Perfetto.» Apre la porta e lo spinge di nuovo nella stanza. «Vai a metterti i pantaloni e muoviti.» *** [08:19] Caleb: Sono successe un bel po' di cose, Tyler. [08:19] Caleb: Più tardi ti chiamo e ti aggiorno. [08:20] Caleb: Ma dovresti anche venire qui... Perché voglio vederti degenerare quando Logan e Harry ci annunceranno il loro matrimonio e ci ringrazieranno per tutti i nostri sforzi. [08:22] Caleb: E lo so che è presto e che non devo assillarti e che sei ancora leggermente arrabbiato con me, ma la discussione dell'altro giorno io l'ho presa come un chiaro invito a dimenticare il passato e ad andare avanti. Tanto più che da solo non posso gestire tutta questa commedia. [08:24] Caleb: Perciò. Fai pace con Logan. Di' a Logan di essere diventato amico di Harry. Parla con Jake perché anche parlare con Jake è qualcosa che voglio tu faccia. E vieni qui. Vieni assolutamente qui a darmi una mano. [08:25] Caleb: (Buongiorno!) Non si aspetta di ricevere subito una risposta da Tyler, davvero. Primo, perché è domenica e di sicuro il ragazzo starà ancora dormendo. Secondo, perché ha capito che lascia passare di proposito più tempo del dovuto tra i messaggi e le risposte. E lui potrebbe anche essere seccato da questa cosa, visto che la sua unica colpa è il non averlo avvertito, motivo per il quale Tyler l'ha cancellato dal mondo per la bellezza di davvero tanti giorni, ma ha deciso di mantenere il suo ruolo del bravo bambino che non crea problemi. A quanto pare riesce a crearli anche senza volerlo, quindi. Comunque. L'importante è essere riuscito a chiarire con Tyler, anche se l'ha fatto lontano da Logan perché gli sembrava da bastardi farglielo sapere. Tyler ancora non parla con Logan. E Logan ancora non parla con Tyler per non peggiorare le cose. E lui ha scelto la strada più facile: non ficcare il naso in affari che non lo riguardano. Prima o poi quei due faranno pace. Logan sta sistemando le cose da solo e Tyler non avrà più motivi per mantenere le distanze. Caleb blocca il cellulare, accettando il fatto che nessuno gli risponderà, per il momento, e si appoggia al muro alle sue spalle. Nella camera, sente la voce di Logan, un sussurro nel silenzio tombale della casa. *** Le parole continuano a rimanergli incastrate in gola. Non sa nemmeno perché le sta dicendo. Harry dorme. Non può sentirlo. Dovrebbe conservarle per quando è sveglio, cosciente e capace di decidere se accettarle o meno. Ma invece si ostina a balbettare frasi sconnesse su quanto è successo e su quanto sia sempre più sicuro di ciò che vuole. Logan finisce di vestirsi, senza però cambiare la maglietta… Vuole tenere addosso quella di Harry. Si inginocchia accanto al materasso e prova a mettere in ordine le parole nella testa, prima di dirle; il suono quasi inudibile che gli esce dalle labbra ha un qualcosa di almeno comprensibile. Ma la voce gli trema comunque. «Forse non ricorderai nulla, Harry... Ma—Io sì.» Le ha sulla punta della lungua e le libera. «Ti amo. Io—Me ne rendo conto ogni giorno di più.» Logan si passa le mani sulla faccia e sospira. «E ho intenzione di fartelo capire come le persone innamorate sanno fare... Senza Fancind, senza problemi.» Si sporge in avanti. Sfiora con le labbra la fronte calda di Harry. «Ci siamo solo io e te, ora.» Harry. Che mugugna qualcosa di incomprensibile nel sonno. Harry. Che continua a dormire. Harry. Che ha le labbra bloccate in un sorriso spontaneo come se stesse vivendo un sogno fantastico. Un sogno che Logan non ha il potere e il diritto di vedere. Logan respira profondamente e inclina la testa per poter fingere di appoggiare la fronte alla sua, una cosa che non fa per evitare di svegliarlo. Ma, un attimo prima di allontanarsi e lasciarlo solo, abbandona il fantasma di un velocissimo bacio sulla sua bocca. Non è sicuro di volere che Harry ricordi la notte appena trascorsa. Non è più sicuro di nulla. Sa solo di aver avuto la conferma di non esser stato definitivamente eliminato dalla sua mente. Ma l'ansia che gli provoca l'incertezza riguardo a quello che Harry ricorderà è assordante; gli martella nella testa anche adesso che guardarlo addormentato tra coperte che hanno condiviso è forse la cosa più dolce che abbia mai visto. Una lacrima solitaria gli scorre lungo la guancia. La lascia scivolare, attribuendola alla tempesta che sta lentamente cominciando a incasinargli il petto. Poi, con un ultimo sguardo verso il suo ragazzo, esce dalla camera e raggiunge Caleb in fondo alle scale.
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