Il desinare era già finito e Lucrezia, la principessa e Consalvo s'erano già levati di tavola, quando Raimondo rientrò. Mostrava di esser molto allegro e d'aver buon appetito. Alla domanda del duca, rispose che gli amici lo avevano trattenuto, che non s'era accorto dell'ora tarda. “ Del resto, qui desinate spaventevolmente presto! Nei paesi civili non si va a tavola prima dell'ave!” Il principe non rispose. Alzandosi da tavola mentre il fratello divorava la minestra serbata in caldo, disse al duca: “ Zio, vuol venire un momento con me?” e lo condusse nel suo scrittoio. Stava di nuovo sull'intonato, come se dovesse stipulare un trattato. Chiuso a chiave l'uscio della stanza precedente, offerta una poltrona allo zio, egli stesso in piedi, cominciò: “ Vostra Eccellenza mi scusi

