— Bismarck però ha fatto veramente qualcosa! – osservò Diederich con leggero trionfo. — Ha avuto la fortuna che l’han lasciato fare. E fattivamente soltanto. Formalmente agiva nel nome del suo signore. Noi eravamo più sinceri, noi del quarantotto; quel che ho osato io, l’ho pagato io. — Lo so, ella fu condannato a morte! — Sono stato condannato perchè ho difeso i diritti dell’assemblea nazionale di fronte a un uomo e ho condotto il popolo, che doveva difendersi, nella sollevazione. Questo intendevamo noi per unità: dovere di coscienza di ciascuno per il quale ciascuno accettava la sua parte di responsabilità. Noi non riconosciamo nessun creatore dell’unità tedesca. Quando io, qui, in casa mia, vinto, circondato da pochi amici, aspettavo i soldati del re, ero un uomo che lavorava a foggi

