Capitolo XXXII Rimasero in silenzio. Riflettevano entrambi. Scuteri sollevò la bottiglia di birra e ingollò una sorsata di liquido tiepido, abbastanza schifoso, per sciogliere il nodo di tristezza che le stringeva la gola. «Saccodipane, che cosa ne pensi?» «Per me è una stronzata! Quel poveretto che parlava era malato e anche Soriani non ci doveva stare poi tanto con la testa.» «Certo che è una storia incredibile! Ce n’è ancora di birra in fresco?» «Ma certo, ispettore, e ci sono ancora un po’ di sfratti. Ne vuole?» «E perché no?» Si sedettero sul divano e Scuteri allungò le gambe. «Accidenti se sono stanca, questa storia mi pesa addosso...» «Sa che cosa le dico, ispettore?» E senza attendere risposta: «Noi siamo sbirri e dobbiamo scoprire chi ha fatto fuori Diotiaiuti e Soriani,

