Ma i suoi occhi azzurro chiaro hanno un sorriso così rassegnato, così umile da farli rassomigliare ad occhi di avola, a occhi di vecchia filatrice. “Quando vi sentirete bene, me ne andrò” ha ripreso. “Il signor Luigi non sarebbe contento di trovarmi qui. Non ha piacere che discorriamo; m’aveva ben raccomandato, andando via, di dirvi ch’ero una vicina.” Si è seduta su una seggiola bassa. “Dovete avere un’opinione ben cattiva di me: la camera non è nemmeno rifatta, tutto è sporco. È che io parto per il lavoro la mattina prestissimo, alle cinque. E neanch’io sono molto forte, come vedete ... ” “Siete infermiera?” “Infermiera? Immaginiamoci! Ero ragazza di sala, lassù, al sanatorio, quando ho incontrato il signor ... Ma, vi meraviglia, senza dubbio, ch’io lo chiami signor Luigi visto che st

