Dall’altra parte della siepe sentivo gemere e soffiare il bestiame. Mi rendevo perfettamente conto che anche se fossi riuscito a mettermi in piedi era troppo tardi per fuggire, che non mi restava che sopportare pazientemente la curiosità di colui che m’aveva scoperto, il quale presto sarebbe tornato a cercare la lanterna. Ahimé, pensavo, la casa dei Dumouchel è proprio l’ultima presso la quale mi sarei augurato di venir raccolto. Ho potuto alzarmi sulle ginocchia: e ci siamo bruscamente trovati a faccia a faccia. In piedi, ella non era più alta di me. Il suo magro visetto non era meno scaltro del solito; ma ciò che vi notai subito era un’aria di dolce gravità, un po’ solenne, quasi comica. Avevo riconosciuta Serafita. Le ho sorriso. Ella ha probabilmente creduto che mi burlassi di le

