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《Qiqiang... Quando arriviamo a casa devo dirti una cosa. È importante.》 Casa... Castello... Diamine, Christian! Il castano andò nel pallone: se il pomeriggio precedente si fosse sbrigato, sarebbe potuto arrivare in tempo? Christian... Il Principe si sentiva uno stupido. Non gli era minimamente passato per la testa che se non fosse tornato quella notte avrebbe messo nei guai il migliore amico. 《Io devo andare!》 Si rivolse poi agitato al ragazzo accanto a sé. 《Eh? Così all'improvviso?》 Il Nobile era visibilmente nervoso. “Sì, cavolo, non ti impicciare!” 《Me lo sono ricordato ora, ok?》 rispose irritato. 《C'è qualcosa che devo fare.》 Era già troppo tardi, non aveva più tempo da perdere. 《Ah... Allora ci vendiamo Zi!》 sorrise. Come sarebbe a dire “ci vediamo?” Il castano non aveva alcuna intenzione di incontrare nuovamente quel tizio. 《Eh? cosa... No, io...》 《Io mio sono divertito molto con te Zi! Vorrei rivederti! Tanto ci incontreremo per le strade, no?》 “No scemo, io sto a Castello, non posso uscire!” pensò. Christian, Federico... Sperava solo che il padre non avesse scoperto che lo avevano aiutato. Sapeva benissimo che in caso contrario sarebbe scoppiato il caos: il padre non si arrabbiava mai, ma quando succedeva... 《Sì, certo, ci vediamo!》 Gridò infine, quando già aveva iniziato a correre. Più tardi sarebbe arrivato, peggio sarebbe stato per tutti. ~ Impegnato nella ricerca del Principe, il messaggero di Cuori pensava. Non riusciva a crederci. Christian... Stava bene, vero? Federico non credeva il Re capace di condannare a morte, infondo erano tutti una grande famiglia, no? Si arrestò un attimo: gli mancava il fiato. A quel punto, quanto davvero poteva dire di conoscere la sua presunta “grande famiglia” ? Se il Sovrano aveva davvero giustiziato una delle persone più speciali, se non la più speciale tra i membri della sua famiglia allora non lo conosceva affatto. Il biondo si appoggiò ad un albero, stanco. Stanco di tutto: di correre, di cercare e di pensare. Si accorse che, travolto dal flusso dei suoi pensieri, aveva finito per non tenere d'occhio la rotta. Si trovava in un bosco, chissà dove. Probabilmente non sarebbe neanche potuto tornare indietro se non con una bussola, ma non l'aveva. 《Chi va là?》 Udendo quella voce, il biondo si voltò di scatto. Scorse un contadino armato di rastrello, che al momento stava puntando verso la sua faccia. 《Ah, io, io sono solo...》 《Il messaggero... Vedo.》 si accorse l'estraneo scrutando la veste che il biondo indossava, posando il rastrello. 《E che ci fa da queste parti?》 chiese. 《Beh in realtà non lo so... Sto cercando una persona.》 Rispose vago il messaggero, non potendo spargere la voce della fuga del Principe. 《Guarda che qui non c'è anima viva, dovresti cercare altrove.》 《Ecco beh... La verità è che mi sono perso》 rise imbarazzato il biondo. L'altro scoppiò in una sonora risata: 《Pensavo che i messaggeri dovessero conoscere il territorio!》 《Potresti solo indicarmi la strada invece di prendermi in giro...》lo sfidò Federico, leggermente irritato. 《Beh, oggi mi sento buono, solitamente aiuto solo amici o persone come me, boscaioli e selvaggi, per capirci...》 A grandi linee il messaggero aveva afferrato. 《Da qui》 riprese il discorso il contadino, indicando la via. 《puoi svoltare per tornare verso la civiltà, ovvero imboccare il sentiero che hai percorso prima; oppure puoi entrare nel Regno di Fiori, passando per il bosco. La mia casa è praticamente sul confine.》 Certo! Il regno di Fiori! Britta ricordava bene che quella fosse la destinazione di Zixin. 《Grazie, mi potresti condurre nel regno di Fiori, signor...》 《Johan Hui; ricordi il mio nome, se ci sono ricompense!》 ~ La messaggera dai mossi capelli violacei girava beatamente per il suo Regno, quello di Quadri. Nel tempo libero adorava rifugiarsi in luoghi isolati e ascoltare i suoni prodotti dalla natura. Ciò la rilassava molto, e amava sentirsi parte del luogo, come se la natura fosse la sua vera famiglia, e quello il suo posto speciale all'interno di essa. Sospirò. Molte volte si sentiva sola. Pensandoci, lei non aveva nessuno al suo fianco: una famiglia, un fidanzato, un'amica o un amico. Un amico... Pensandoci, c'era una sola persona che si comportava da tale con la ragazza: Federico Britta, il messaggero di Cuori. Lui cercava sempre di far sorridere tutti, anche lei. Lui fu la prima persona ad interessarsi della sua situazione, dei suoi sentimenti, e l'unica che aveva mai provato a portarle un briciolo di felicità. Probabilmente tutto questo al ragazzo veniva naturale: era molto estroverso e simpatico, il comportamento che assumeva in presenza della ragazza probabilmente lo aveva con tutti, non era niente di speciale. Però Mikaela stava bene con lui, e avrebbe voluto essergli amica. Ma era assolutamente troppo timida per farsi avanti. Ad un tratto la ragazza alzò lo sguardo e si accorse di aver camminato un bel po', trovandosi davanti il Regno di Fiori. Data la professione esercitata, era ovviamente già stata varie volte in quel luogo, ma non se ne preoccupò: valeva soltanto fare un giro. Così si incamminò, finché non vide due ragazzi: uno biondo e uno castano incappucciato, correvano uno dietro l'altro come se si fossero accordati per andare nello stesso posto. Mikaela strizzò gli occhi: Quel biondo era proprio Federico, indossava l'uniforme... “Parli del diavolo” si disse la ragazza. L'altro, però, chi era? Un poveraccio? Osservò meglio i due, prima di rendersi conto con non poca sorpresa che quel ragazzo castano era proprio Zixin Ayad, il Principe di Cuori. La ragazza corse dietro ai due, curiosa. Seppur fosse strano che il Principe di Cuori si trovasse fuori dal castello, non immaginava che ci fosse una situazione tanto particolare e che i due stessero semplicemente passando del tempo insieme. In più, la voglia di parlare al biondo la spinse ad andare: qualsiasi cosa sarebbe successa, la ragazza decise che non ne avrebbe avuto alcun rimorso. ~ Il modo in cui Zi lo aveva improvvisamente lasciato solo con la madre non piacque per niente a Qiqiang. Aveva risposto in modo strano – non che precedentemente rispondesse in modo più accettabile – e Qiqiang si chiese se gli avesse fatto qualcosa di male senza che se ne accorgesse. Era così brutto passare del tempo con lui? Forse era questo il motivo per cui Berger usciva sempre meno con il trio e Arlette non provava e non aveva mai provato nulla per lui. Forse, Qiqiang, si stava solo illudendo si avere degli amici. Forse era lui a non andar bene. 《Siamo arrivati, Qiqi.》 lo fece ritornare alla realtà la madre. Dopo che Zi l'aveva abbandonato, sua madre era improvvisamente corsa al cimitero, trascinando il figlio per un braccio, senza nessuna spiegazione. Lo aveva portato alla medesima lapide che sempre visitavano, ma stavolta non pregò, non parlò, non sorrise. Piuttosto, si comportò in una maniera inaccettabile. 《Mamma! ma che cosa stai facendo?》 《Per favore, non una parola Qiqiang.》 Sua madre stava in ginocchio, e con le mani spostava i bianchi sassi ornamentali della tomba appartenente alla piccola Shiroara. 《Eccola.》 disse infine dopo aver scavato. Rimise i sassi spostati al loro posto per poi ricominciare a correre con una busta in mano e il figlio dietro, ignorando le sue domande. 《Adesso esigo delle spiegazioni, Madre.》
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