La porta produsse un rumore sordo.
《Sì?》 Chiese gentilmente la donna, aprendola appena.
Davanti le si presentarono degli uomini con indosso un uniforme ricca di vari stemmi appartenenti al loro Regno.
《Il signor Hyun Lin è in casa? Avremmo urgente bisogno di parlargli.》
《Certo, entrate pure.》
~
Il messaggero di Cuori, di ritorno dal lavoro, passeggiava. Aveva lasciato che il destriero riposasse nella prateria ad Est del suo Regno dalla quale non sarebbe potuto fuggire. Era abbastanza soddisfatto: era sicuro che almeno più della metà del popolo sapeva ora l'importante notizia che i messaggeri avevano il dovere di spargere. Tuttavia era anche un po' irritato: perché il Re non gli aveva comunicato notizia alcuna?
Solitamente, Arthur Ayad comunicava a Britta tutto ciò che poi avrebbe dovuto riferire in riunioni o altri affari importanti. La situazione era strana, Federico sentiva che c'era qualcosa che non andava come sarebbe dovuto.
《Lo chiederò al Re.》 Fece spallucce, iniziando a fischiettare con le mani dietro la nuca, a schiacciare i riccioli biondi. Solitamente il Re di Cuori era gentile, quindi il ragazzo non si preoccupava più di tanto a chiedergli spiegazioni di persona.
Nel silenzio della campagna, gli unici rumori erano quelli dei passi del biondo, contornati dai diurni suoni della natura. Nonostante fosse un ragazzo molto estroverso e socievole, a Federico Britta piaceva passare alcuni momenti in solitudine.
Chiuse gli occhi, inspirando ed espirando lentamente, mentre rallentava il passo. Si aiutò anche con le braccia, alzandole dai capelli, e coordinò i movimenti di esse a quelli del torace, che si innalzava e abbassava ad ogni respiro.
Continuò così per un po', rendendosi conto che quell'esercizio lo stava veramente rilassando: c'era solo lui, il cinguettio degli uccelli, i rumori dei sassi sotto gli stivali e quelli delle foglie degli alberi al vento. Stava proprio bene, quando...
《Ahia!》
Del sangue iniziò a gocciolargli dal naso.
《Devi avere un quoziente intellettivo molto basso per andare a sbattere conto gli alberi nel bel mezzo del giorno.》 Disse una voce gentile, per quanto non lo fossero le parole appena pronunciate, alle sue spalle.
Subito il messaggero si voltò, abbastanza irritato.
Era una ragazza.
《Hehe, perché tu devi averne uno molto alto, immagino...》parlò il messaggero usando un tono lusinghiero, tenendosi comunque una mano sul naso, che non smetteva di sanguinare.
《Non posso definirmi intelligente, sarebbe da egoisti auto complimentarsi.》
La ragazza era piuttosto carina: i capelli azzurri le contornavano il capo sotto forma di grandi trecce, mentre il resto della chioma le ricadeva poco al di sotto delle spalle. Il viso dolce e la carnagione chiara ispiravano fiducia, e gli occhi chiari, di un azzurro ciano, seppur dolci trasmettevano una sensazione di freddezza e furbizia. Il messaggero, da buon corteggiatore qual'era, non si fece scappare l'occasione di conoscere meglio quella splendida fanciulla.
《Bene, comunque... Con chi ho il piacere di parlare?》 Fece per prenderle la mano con quella ancora rimasta a disposizione; anche se si vergognava un po', data la cascata di sangue che cercava di nascondere.
《Victoire Vannini, dal regno di Fiori, Sacerdotessa del Dio del Raccolto.》 Disse, scostando la mano del neopretendente.
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Immerso nei suoi pensieri, dall'altro lato del monumento, Lee osservava inconsciamente la strana figura del ragazzo dagli occhi rossi.
Si comportava in modo strano.
Carezzava il marmo, dolcemente, e gli sussurrava parole. Agli occhi del moro pareva uno psicopatico.
Questo suo particolare comportamento fece risvegliare Qiqiang, ravvivando la curiosità in lui. Non avrebbe dovuto origliare, era scorretto, ma voleva capire cosa non andasse esattamente in quel tipo. Forse la conosceva...? Scosse la testa. Non era possibile, la bambina era deceduta troppo giovane, e in più era di sangue reale.
L'unica opzione rimasta era che quel tizio non avesse tutte le rotelle al proprio posto... Eppure, era così giovane che dispiaceva.
Qiqiang si sporse un po' più avanti, per udire le parole della persona poco distante dalla sua posizione. Tuttavia, la sua voce era troppo fievole per far sì che le parole si udissero ben scandite; riusciva a sentire a malapena parole tronche, che apparentemente non sembravano poter formare una frase di senso compiuto.
Il corvino decise di abbandonare lo spionaggio per il momento, dato che non sarebbe riuscito comunque a comprendere una parola.
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La donna non ricordava quanto tempo esattamente prese il colloquio fra il marito e gli uomini in divisa; poteva solo dire che a lei era sembrata passare un'eternità. Quando finalmente quella porta si aprì e ne uscirono gli uomini, salutando poi cortesemente i padroni di casa prima di uscire, Zhaohui tirò un sospiro.
《Allora...》Tentò di iniziare un discorso senza imbarazzo la donna.《Cosa ti hanno comunicato?》
Il volto di Hyun non lasciava trasparire emozioni. Era serio, determinato. Qualcosa le fece sperare che Nadir fosse sopravvissuto, ma la risposta che giunse alle orecchie della donna fu un'altra.
《Zhaohui.》 iniziò il marito.
Si inginocchiò, le prese dolcemente la mano.
L'uomo abbassò il capo, ancora la moglie non sapeva cosa la aspettasse.
《Zhaohui, da oggi in poi, un'enorme responsabilità ricadrà sulla nostra famiglia.》
Stava cercando di tenere una voce ferma, per infondere sicurezza e non spaventare la moglie; e a dir la verità, non voleva spaventare neanche se stesso.
《Spiegati meglio, tesoro》 balbettò la donna, che in piedi fissava il capo rivolto verso terra del marito.
《Nadir è morto.》 La donna, nonostante la speranza, non si stupì. Da tempo era quasi ovvio che quello sarebbe stato l'esito della faccenda; in più la voce tremante dell'uomo si palesava come un pianto: si stava trattenendo dal non scoppiare in lacrime.
《E...》 continuò l'uomo, alzando finalmente il capo fino ad incrociare i meravigliosi occhi smeraldini della moglie. Allora, ella, non seppe descrivere l'espressione del suo volto; ancora oggi ne era incapace. Poteva solo dire che quell'espressione la fece preoccupare.
《La gestione del Regno... Nadir ha deciso di affidarla a noi.》
La donna non poteva crederci. Ciò che il marito le stava promettendo era una vita di agi, di lusso e di divertimento. La mente sarebbe stata libera da qualsiasi pensiero relativo al denaro; avrebbero potuto viaggiare, mangiare specialità costose provenienti da tutta l'isola, pensare ad avere dei bambini... E allora perché il petto sembrava così pesante? Adesso la famiglia Lin aveva un enorme carico sulle spalle, un compito di immisurabile importanza. E la profezia, se fosse stata alterata... Ora avrebbe gravato su di loro?