13Aveva pensato: cazzo ho sbagliato tutto e poi si era infilato veloce sotto la doccia. Prima bollente e poi ghiacciata, come piaceva a lui. Il bagno era piccolissimo, quasi spartano, come la brutta stanza dove Colasanti viveva quando non era in giro per il mondo. Nemmeno i libri e le stampe dei velieri la rendevano attraente; i mobili erano di serie, identici a quelli che si potevano trovare in tutte le altre stanze della caserma, tenuti lucidi e spolverati dall’attendente Laudadio che aveva cura anche di una pianticella posata sulla scrivania e che Colasanti detestava, ma non osava disfarsene. Certe volte pensava che quella pianticella fosse l’unica cosa viva di tutta la caserma. Piccola e stenta, ma viva. Gocciolando, Colasanti andò alla finestra e prese a fissare di malumore la fila d

