CAPITOLO XX

2198 Words

CAPITOLO XX“L’hanno colpito in testa con un remo. C’erano sopra alcune macchie di sangue. L’ho fatto analizzare: è di Vercelli”. Il dottor Acquafresca non parlava mai a vanvera. Se apriva la bocca, aveva da dire cose essenziali. Il vicequestore sorrise. Ormai il suo aiutante si era trasformato in un angelo custode, non lo mollava un attimo. Angelo custode o rompiballe. Alle 8:00 era sotto casa in piazza Manzoni ad aspettarlo con l’auto della squadra. Falsopepe cercava di essere disponibile, anche se andare e venire da casa all’ufficio e viceversa sempre in macchina lo infastidiva. Lui era abituato a girare quasi sempre a piedi. Accettando frequenti deviazioni e divagazioni. Entrare in una chiesa sconosciuta, salire una crêuza deserta, gli serviva per meditare anche sui casi da risolvere.

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