1. Faremo senza camicia nuova.
Domenica prossima mia moglie si sposa.
Non con me.
Lei e Flavio convivono da sette anni e si vogliono bene.
Anche noi ce ne volevamo, quindici anni fa. A volte l’amore basta, altre no.
Da quando ci siamo separati, le nostre alleanze sono cambiate: prima eravamo una famiglia, ora siamo una squadra.
Come famiglia facevamo pena, come squadra andiamo già meglio.
Rita mi aveva detto che Manu l’aveva capita la faccenda del matrimonio; oggi ho provato a parlargli, ma non mi è sembrato così. Forse era il momento sbagliato, voleva vedere Guerre stellari , e quando ha in testa quel film non c'è verso di parlargli d'altro.
Rita vuole che gli compri una camicia bianca. Per convincerlo a uscire e comprarla dovrò inventarmi qualcosa.
Penso che faremo senza camicia nuova.
Ormai è quasi alto come me... forse Rita non si accorgerà se gliene presto una delle mie.
Mi spaventa l'idea di passare tutta l'estate con mio figlio.
Abbiamo sempre fatto turni di una settimana o due, Rita e io.
Quando eravamo sposati, studiavamo a tavolino piccole fette di calendario e ci dividevamo gli impegni di Manu.
Ecco perché come famiglia abbiamo fallito. Siamo diventati una squadra per sopravvivere.
Le cose sono migliorate parecchio. Le cose, i sentimenti no.
Rita si è sposata.
Manu aveva una camicia bianca, una delle mie, ma non se n'è accorto nessuno.
Mi ha chiesto un migliaio volte il motivo di quella cosa ridicola e io gli ho ripetuto che si stavano sposando, sarebbero andati in vacanza per due mesi e lui sarebbe rimasto con me.
Manu annuiva.
Non che questo sia una garanzia.
Ieri Manu ha cominciato a chiedermi perché sta solo con me e non va dalla mamma.
Non gli manca, non prova quel genere di emozione, ma i cambiamenti nella routine lo disturbano.
Prima di decidere che sarebbe stato con me tutta l'estate, ne abbiamo discusso a lungo Rita e io.
Lei non voleva, ma io e Flavio abbiamo insistito.
Per lei è sempre stato più pesante, per le madri è così.
Quando ci hanno detto che Manu era speciale (che termine del cazzo, ma hanno usato proprio quello, giuro), Rita ha fatto finta di niente ed è andata avanti a far finta di niente per quasi due anni.
C'eravamo arrivati da soli a capire che Manu non era proprio un modello standard di bambino, piangeva ore e ore senza motivo e poi dormiva per dieci ore filate. Qualunque cosa facesse era esagerata.
La sentenza ufficiale arrivò alla fine del primo anno di scuola materna: sindrome pervasiva dello sviluppo.
Rita ignorò la cosa.
Passerà, diceva.
Ovviamente, non è passata.
Manu cresceva e cambiava come tutti i bambini, ma non assomigliava a nessun altro bambino.
Adesso ha 14 anni ed è alto e bello. Tutto suo padre.
Ha lo sguardo un po' perso nel vuoto, risponde a tono quasi sempre e se rispettiamo la sua routine non urla.
Ora, per esempio, non lo stiamo facendo, perché starà con me per due mesi filati.
Un po' me la faccio sotto.