3. La ragazza della porta accanto
Oggi Manu è scappato di casa.
L'ultima volta che l'ha fatto è stato quando io e Rita ci siamo separati.
Ero nello studio a lavorare, quando mi sono accorto che Manu non era in salotto e che la porta di casa era socchiusa. L'ho chiamato, ho girato tutto l'appartamento, anche se sapevo che stavo perdendo tempo prezioso perché lui era sicuramente in strada chissà da quanto.
Sono sceso a rotta di collo per le scale, e mi sono precipitato in strada.
Erano le tre del pomeriggio, c'era un caldo bestiale e non un'anima in giro.
E poi l’ho visto su una panchina in mezzo alla piazza, seduto accanto a una sventola di ragazza... a mangiare cracker.
Lei e lui comunicavano alla pari. Mi sono subito reso conto che, nel terzetto, lo svitato ero io.
In quella donna c'è qualcosa di strano, non stranissimo come Manu, ma non del tutto normale. Ecco.
Non voglio dare giudizi affrettati, ma quella Agata mi sembra la creatura più avulsa dagli schemi che io abbia mai incontrato. È più strana di un autistico, perché l'autistico almeno è autistico!
È venuto fuori che occuperà la mansarda all'ultimo piano del palazzo, e lavorerà per Andrea, il fratello di Rita, anche se non so ancora per che cosa. Delia? Ha pensato bene di non presentarsi per darle le chiavi e così l'abbiamo ospitata da noi.
Ho cercato di fare conversazione, ma dialogare con lei è quasi peggio che parlare con Manu.
In compenso lei e il mio ragazzo si intendono a meraviglia.
Hanno passato il pomeriggio a guardare per la millesima volta Guerre Stellari . Muti come pesci.
Mio figlio Emanuele ha la sua prima amica, una modella trentaduenne che abita nel nostro palazzo.
Manu passa quasi tutti i pomeriggi da Agata.
Guardano Guerre Stellari e fanno il sudoku.
Salgo le scale per spiarli ogni mezz'ora perché, nonostante sia evidente l'innocenza della cosa, non mi sembra normale che una donna di trentadue anni (un pezzo di donna che... va be' lasciamo perdere, sarà l'astinenza che parla...) passi il suo tempo libero con un quattordicenne disabile.
È abbastanza istruttivo sentirsi in minoranza.
Quando vado a spiare Manu e la sua amica, a volte se ne accorgono e tutti e due mi guardano come se fossi matto. Sì, come se il matto fossi io.
Invento ogni genere di scuse penose per giustificare le mie apparizioni, e loro mi guardano ancora più straniti. Manu è autistico e mi guarda così da sempre, ma lei...
Se le parli, Agata sembra anche normale, la classica bellona che se ne sbatte della gente non al suo livello (vedi il sottoscritto). In realtà non è così: non ti sta snobbando, non fa la superiore, è che non ragiona come gli altri.
O meglio: ragiona come gli altri, ma preferisce quelli che ragionano come Manu.
Agata ha invitato Manu a cena, solo Manu.
Direi che è la quadratura del cerchio.
Manu è tornato dalla sua cena alle undici passate.
Hanno mangiato dei panini, mi ha detto che non potevano perdere tempo a cucinare visto che dovevano inventarsi lo schema per un concorso di parole crociate.
Ho dato un'occhiata allo schema... va be' l'unico motivo per cui non penso che l'abbiano copiato è che non credo che nessuno dei due sia in grado di copiare.
Quindi sono geniali.
Manu era felice. Davvero felice.
Le persone come lui hanno una sfera emotiva molto delicata, sollecitarla è difficile e quello che noi ci aspettiamo in genere non succede mai.
È stato quello che più di tutto ha mandato in crisi Rita.
Avrebbe accettato qualsiasi difetto, se lui fosse stato in grado di ricambiare il suo amore come fanno tutti i figli, e invece Manu non ha niente di banale, di prevedibile.
Manu è spesso freddo con Rita, e anche con me. Con me un po' meno, forse.
Con Agata ride.
Hanno un loro umorismo incomprensibile.
Non so se lui le si stia affezionando. Io continuo a ragionare secondo il mio modo di sentire, e probabilmente sbaglio.
Manu ama in un modo che io nemmeno immagino, un modo che io non posso chiamare amore, per cui le mie domande sono assurde.
Eppure me le pongo lo stesso.
Ieri ho chiesto a Manu se si stava prendendo una cotta per Agata.
Lui mi ha guardato con quell’aria impenetrabile e poi è scoppiato a ridere.
Le cose che lo fanno ridere sono molto rare e per lo più stranissime.
Oggi pomeriggio sentivo delle risate da osteria provenire dalla mansarda. Origliando, ho scoperto che Manu aveva riferito a Agata la mia preoccupazione.
Sentirsi il deficiente della situazione è istruttivo.
Al museo del cinema hanno organizzato una visione speciale di Guerre Stellari. Ho prenotato i biglietti mesi fa... e oggi Manu se ne viene fuori dicendo che vuole cedere il mio biglietto ad Agata, tanto a me di Guerre stellari non me ne importa niente.
Ho provato a spiegargli che forse ad Agata non va di uscire con un quattordicenne. Il risultato è stato un putiferio. Che ha fatto apparire la modella nel nostro salotto nel giro di dieci minuti.
Quando lui sbrocca, lei appare.
Hanno confabulato un po' e poi si sono accordati per andare al museo da soli. Senza di me.
Non so davvero cosa pensare, perché la cosa più ovvia è terrificante.
Poi guardo questa donna stranissima e non riesco ad avere paura o a immaginare che possa far del male a Manu.
Ha uno sguardo così disarmante!
No, non può voler raggirare un ragazzo come mio figlio. Ma perché vuole passarci tutto quel tempo?
Io non ne ho voglia, per esempio. Il più delle volte devo armarmi di santa pazienza per fare le cose con lui. E lei si offre volontaria.