Sono in ansia. Manca meno di mezz'ora alla festa, e non so ancora cosa mettermi. Il mio problema in realtà non sono i vestiti, ne ho in abbondanza, almeno i soldi non erano mai stati un vero problema in famiglia, il mio vero problema sono io. Qualsiasi cosa mi sta malissimo addosso. Già io non mi definisco un gran che, quindi come minimo cerco qualcosa che mi valorizzi e non che mi sminuisca. Dopo una decina di "Questo mi fa grassa." e una manciata di "Sembro mia nonna!", riesco finalmente a trovare qualcosa di decente.
Un vestito nero, il mio colore preferito, aderente e corto al punto giusto, la sua particolarità era uno scollo abbastanza pronunciato, arricchito con dei punti luce. Completo il look con dei tacchi rossi, con borsetta e rossetto abbinati, e infine sistemandomi i capelli con il ferro, tentando di dar loro una forma. I miei non ci sono, tanto per cambiare, e Luke mi ha scritto che sarebbe stato qui a minuti. Ha in prestito la macchina del padre per questa sera, in modo da non crearci problemi per il ritorno. Spero tanto di piacergli, Luke è molto apprezzato dalle ragazze, e del resto come biasimarle, la prima a farlo sono io!
Ho occhi solo per lui, ormai ne sono certa, negarlo ancora non sarebbe servito a nulla, ma non sono ancora pronta per dirglielo, sapendo che lui non ricambia affatto. Per lui sono e sarei sempre stata la sua migliore amica, come la sorella che non ha mai avuto. E pensare che c'è gente convinta che solo i ragazzi possono essere friendzonati! Chissà come saremmo stati come coppia, mi tratta così bene quando sono solo sua amica, figuriamoci se fossi stata la sua ragazza. Il suono assordante del clacson mi riporta alla realtà, e afferrando chiavi e borsa, apro la porta con il serio rischio di svenire. Luke è splendido, anche più del solito, e non credevo fosse possibile; ha un pantalone color ghiaccio e una camicia abbinata piuttosto semplice. Lui infondo è così, semplice, e così mi piace.
"Heeeey, la mia amichetta è uno schianto stasera!", quasi urla dopo pochi secondi che io apro la porta. "Beh, grazie. Anche tu non sei male eh!" , dico sopraffatta dall'imbarazzo, e le mie guance ne sono la prova, anche loro si abbinano alle scarpe e alla borsa adesso.
"Grazie mille. Sali su adesso, altrimenti faremo tardi." , mi dice salutandomi con un bacio e aprendomi lo sportello, è proprio un gentiluomo.
In pochi minuti, piuttosto imbarazzanti aggiungerei, arriviamo a casa di James che si distingue facilmente da quelle del vicinato, per l'alta musica e le forti luci che emana.
Dopo aver bussato, ci accoglie lui stesso, stringendo la mano a Luke da vero amico, e pronunciando a stento il mio nome.
"Alice."
"James."
"Beh non vorremo certo rimanere sulla porta no? Andiamo a divertirci! " ,dice Luke spezzando l'atmosfera imbarazzante che appena creata, e io lo ringrazio mentalmente.
Entrando incontro un gruppo di vecchie amiche, e mi fermo a parlare con loro sorseggiando un paio di drink. Solo quando le saluto, mi accorgo di aver perso di vista Luke, che fino a pochi minuti fa ero certa fosse dietro di me a parlare ancora con James.
Con un drink in una mano e la borsa nell'altra, comincio a girare alla sua ricerca, scrutando la folla di gente che balla nell'immenso salotto di casa Stewart.
Dopo pochi passi, urto violentemente il petto di un ragazzo, che mi fa rovesciare tutto il drink addosso, facendomi anche cadere la borsa.
"Vuoi stare attento a dove metti i piedi coglione?!" urlo al ragazzo, chinandomi a prendere la borsa.
"Coglione a me? Sei tu che non guardi dove cammini, stronza! Apri gli occhi!", mi urla colui che mi ha appena versato del mojito addosso.
"Sai un 'mi scusi signorina' sarebbe stato meglio da parte tua, visto quello che hai combinato!" ,rispondo in fretta alzando lo sguardo. Oh mio Dio, ma contro chi sono appena andata a sbattere, una divinità greca? Il ragazzo che mi ha appena insultato è di una bellezza indescrivibile, alto, muscoloso, dai capelli e occhi scuri, con una barba ben curata, e una bocca, beh, wow.
"Dovrei anche scusarmi per la tua distrazione? Chi ti credi di essere?!" ,urla ancora interrompendo i miei pensieri poco casti.
"Anche? Sai cosa? Vaffanculo!" , gli urlo trattenendomi dal dargli un pugno.
"Va' a farti fottere." ,dice dandomi una spallata prima di andarsene.
In sottofondo si sente il ritornello della canzone: "A little party never killed nobody." ,e io in preda all'odio per quel ragazzo, penso tra me e me: "Un party forse non ha mai ucciso nessuno, ma se io rincontrassi quello stronzo, non potrei dire lo stesso."
**
Dopo una mezz'ora passata alla ricerca di Luke, facendo sta volta più attenzione a non finire addosso a nessuno, lo trovo sul divano con addosso una biondina, entrambi intenti a limonare spudoratamente. Per poco non vomito a quella scena. Per evitare di farlo mi volto, con tutta l'intenzione di tornarmene a casa a piedi, per abbandonare questa orribile festa. Purtroppo però, prima che possa finalmente scappare, Luke mi chiama: "Hey Alice!"
"Hey Luke." ,rispondo. Sono entrambi palesemente ubriachi, e non poco aggiungerei.
"Alice ti presento Ashley."
Ma è una mia impressione o tutte le bionde che tutti odiano si chiamano Ashley? Che cosa strana.
Luke ci presenta l'una all'altra, e io non posso evitare di stringerle la mano, Dio che schifo, chissà per cosa può averla usata. Ritorna nuovamente il disgusto.
Saltati i convenevoli dico: "Beh Luke io sono molto stanca, ho deciso di tornare a casa, ma tu non disturbarti, rimani pure."
"Oh no Alice, non ti lascio andare da sola a quest'ora, intratteniamoci un'altra mezz'oretta e poi andiamo, promesso." ,risponde.
Anche da ubriaco è sempre gentile e premuroso, come è possibile?
Annuisco, e me ne pento subito. Infatti passiamo quella mezz'ora in modo orribile: loro che continuavano a pomiciare indisturbati dalla mia presenta, ed io seduta accanto, che continuo a bere drink, con un ubriacone alla mia sinistra che prova pateticamente di attaccare bottone con me. E' così ubriaco, che non riesce neanche a parlare correttamente, è incomprensibile. Un vero strazio.
Quando finalmente Luke decide lentamente di alzarsi, quell'ubriacone è ormai addormentato sulla mia spalla, e senza preoccuparmi di svegliarlo, lo sposto bruscamente seguendo Luke verso l'uscita. In auto nessuno dei due apre bocca, ma non per gli stessi motivi, infatti lui a mala pena riesce a tenere gli occhi aperti. Frena davanti casa mia e pronuncia qualcosa di simile a "Buonanotte.", e io ricambio aprendo lo sportello e cercando le chiavi nella borsa, anche lei macchiata di Mojito.
A quella vista mi ricordo di quell'imbecille, Dio che odio che era. Come si può essere così prepotenti e maleducati allo stesso tempo? Smetto di pensarci, concentrandomi sulla serratura di casa, e con tanta fatica, dopo un paio di giri, riesco ad infilare la chiave aprendo finalmente la porta. Togliendomi le scarpe, silenziosamente salgo le scale, cercando di fare meno rumore possibile. Capisco solo alla fine che non c'è nessuno in casa, e così butto le scarpe per terra, e mi lancio sul letto esausta.
Un vero disastro, questa sera è stata un vero disastro. Uno sconosciuto mi ha rovesciato un Mojito addosso macchiandomi il vestito e dopo averlo fatto invece di scusarsi mi ha preso a parolacce, non ho ballato un istante, ho visto il ragazzo che mi piace scambiarsi saliva con un'altra e un ubriacone si è addormentato sulla mia spalla, beh direi che tutto sommato è da rifare no? Il mal di testa non mi da altra scelta che addormentarmi, non desidero altro.