— Taci! — ripeté Guido con voce convulsa, mentre le pupille di Nara brillavano di un fuoco crudele — tu capisci che quello che faccio non è per riguardo a mia moglie, ma per gli altri. — Ah! ti vergogni dei tuoi servitori? temi di perdere la tua dignità in faccia a loro? — Nara, — strillò Guido con stupore ed amarezza — sei tu che mi parli così? Che m’importa dei servi, di tutti, quando io ti stimo, ti adoro! — Ebbene, perchè mi rifiuti l’ingresso nella camera di tua moglie? Non temere, io non mi farò veder da lei; appena aprirà gli occhi, io sarò sparita. — Allora vieni, vieni, Nara! — esclamò il giovane alzando vivamente la portiera per far passare l’amante. Quando entrarono in camera della contessa, questa non era ancora rinvenuta. Al suo capezzale stava la cameriera, passandole li

