Poi il fratello era rimasto lungo tempo senza dare sue nuove; forse le lettere erano andate smarrite. Intanto Guido, sempre più traviato da Nara, aveva perduto ogni riguardo verso la moglie adorabile, ed il suo palazzo, che avrebbe dovuto essere per lui un santuario, era diventato il teatro dei suoi piaceri, delle sue orgie. La contessa, dal proprio appartamento, sentiva ogni notte il cozzar dei bicchieri, le risa smodate, l’eco della musica e dei baci. Nara provava tant’odio contro la bella ed innocente contessa, che avrebbe voluto farla morire ad oncia ad oncia, assaporando tutti i sospiri di lei, la sua lenta agonia. Ma se il volto di Clara portava le tracce delle sofferenze interne, il suo sorriso ineffabile, la sua innata bontà non si smentivano mai! Una notte, che sedeva presso l

