«Scapperà via.»
Dex prese il giubbotto tattico del partner e lo consegnò a suo fratello nel BearCat. «Dici?» Sbirciò da uno dei finestrini antiproiettile del furgone ma non riuscì a vedere nulla a quell’ora della notte, soprattutto perché il loro amichetto era ben mimetizzato nel verde di Central Park. Non aiutava che Hobbs fosse riuscito in qualche modo a parcheggiare il veicolo nero in un boschetto di alberi talmente immerso nel buio da far pensare a Dex di essere stato risucchiato da un buco nero. Doveva ammettere che il suo compagno di squadra teriano era davvero abile. Hobbs sarebbe riuscito a parcheggiare il BearCat sopra un maledetto pennone di una bandiera, se ce ne fosse stato bisogno. Forse, essere un teriano grande e grosso gli rendeva più semplice la guida di veicoli grandi e grossi. Il dipartimento di manutenzione dei parchi pubblici si sarebbe infuriato se avesse scoperto che avevano guidato fuori strada.
«Scappa tutte le volte.» Sloane si tolse il marsupio da coscia e glielo porse. Dex lo passò prontamente a Cael. Suo fratello sbuffò ma lo prese senza fare domande, di certo sapeva che Dex lo stava facendo per dargli fastidio. Ah, le gioie di lavorare con i propri familiari. Rosa era seduta sulla panchina, osservava divertita la scena e controllava il suo kit di Cure del Trauma Post Mutazione, mentre Hobbs, seduto al posto del conducente nell’abitacolo, infastidiva il suo scontroso partner biondo. Calvin, stava sul sedile del passeggero e puliva il mirino del suo fucile tranquillante tenendo il broncio.
Dex non aveva idea del motivo per cui Calvin avesse quell’espressione. Non sarebbe stato sorpreso se fosse stato per colpa del suo migliore amico, seduto di fianco a lui. O Hobbs non si era accorto dell’umore di Calvin o lo stava ignorando apposta. Considerato che Hobbs si trovava a pochi centimetri dalla canna del fucile tranquillante del partner, gli conveniva comportarsi bene. Dex li aveva beccati mentre si baciavano in modo fin troppo appassionato in ospedale, dopo che Hobbs era rimasto ferito nell’esplosione della bomba nel Centro Giovanile Teriano. Era stata una gran bella sorpresa e spiegava il motivo dello strano comportamento che i due agenti avevano prima dell’incidente. Dopo quell’episodio, la loro relazione era tornata velocemente alla normalità. O quasi. Se Dex fosse stato un amante delle scommesse avrebbe detto che era proprio quello il problema. Hobbs si comportava come se non fosse successo niente, invece Calvin sperava che fosse cambiato qualcosa tra loro. Glielo aveva confidato in ospedale. Qualsiasi cosa stesse succedendo, Dex sperava che riuscissero a risolverla al più presto.
Letty stava controllando i caricatori delle varie pistole che aveva in dotazione. E Ash… Dex non sapeva dove diavolo fosse Ash. Il classico turno di lavoro della Destructive Delta.
Sloane si tolse gli stivali e, quando si alzò per sfilarsi la camicia dell’uniforme, Dex non riuscì a fare a meno di riprovarci. «Per quanto ci piaccia guardarti mentre fai lo spogliarello, caro partner, vorrei che almeno prendessi in considerazione…»
«Neanche per sogno.»
«Amico, il resto della tua roba pesa già abbastanza,» si lamentò Dex alzando le braccia per mostrargli i vari componenti dell’equipaggiamento che gli penzolavano dagli avambracci, il più pesante dei quali era il kit CTPM che serviva per aiutarlo nel post mutazione.
«Non mi sbarazzerò delle mie sneakers.»
Dex lasciò cadere le braccia lungo i fianchi. «Non sono nemmeno approvate dal governo!»
Sloane alzò le spalle. «Non mi interessa.»
«Ne hai già dovute cambiare due paia negli ultimi quattro mesi.»
Sloane smise di sbottonarsi la camicia per lanciargli un’occhiata con un sopracciglio alzato. «E di chi sarebbe la colpa?»
«È stato un incidente.» Dex lo guardò, sbattendo le palpebre con aria innocente. L’espressione sul volto di Sloane gli disse che non se l’era bevuta. Accidenti. Si potrebbe pensare che essere il fidanzato segreto del caposquadra ti desse almeno il diritto di farla franca in situazioni in cui gli altri non l’avrebbero scampata. Ma nel caso di Dex, significava passarla liscia in addirittura meno occasioni, perché Sloane lo conosceva molto meglio degli altri, se si escludevano i membri della sua famiglia, e adorava rompergli le scatole.
«Intendi dire che hai accidentalmente fatto cadere le mie scarpe dal ponte di Brooklyn?»
Dex fece del suo meglio per sembrare offeso. «Cosa vorresti dire? Era una giornata ventosa.»
«Strano che non sia volato via nient’altro,» borbottò Sloane, togliendosi la camicia e lanciandola in testa a Dex. Si sentiva come un attaccapanni. Il resto della squadra non lo aiutava per niente, con il loro ridacchiare sotto i baffi. Dex sentì un forte tonfo di fronte ai suoi piedi e si tolse la camicia dalla testa per afferrare lo stivale di Sloane.
«Porti un quarantotto e mezzo, amico!» Dex sventolò l’enorme stivale nero verso Sloane. «Da qualche parte sul fiume Hudson c’è un’anatra che sta usando una delle tue scarpe da ginnastica come salvagente.»
«Le anatre sanno già nuotare.»
«Sì, ma a volte si stancano di dimenare le zampette avanti e indietro.» Dex mosse velocemente l’indice e il medio per simulare le zampe di un’anatra. Il suo fidanzato mezzo nudo e sexy da paura alzò una mano per fermare ogni ulteriore protesta. Dex desiderò che il furgone fosse vuoto per poter saltare addosso al suo partner teriano giaguaro.
«Ti dispiace se interrompo questo incongruo scambio sui volatili acquatici per prendere il nostro uomo?»
Dex trattenne un sorriso. «Oh, qualcuno gioca ancora a Scarabeo online con Cael. Quanti punti hai fatto con la parola incongruo?»
Al silenzio di Sloane, Dex si voltò verso suo fratello.
«Quattordici,» rispose Cael allegramente, guadagnandosi uno degli sguardi torvi di Sloane.
Dex scosse la testa. «Ne avresti potuti fare venti con Words With Friends.»
«Ma che…»
Rosa zittì Sloane, indicando il grande monitor di sorveglianza che aveva tenuto d’occhio il loro obiettivo attraverso un video a infrarossi. «Sembra che Sloane avesse ragione. Il cabron è nella sua forma teriana.»
«Lo spogliarello è finito,» li informò Sloane premendo il grosso bottone sul pannello laterale del BearCat per far scendere il paravento dal tettuccio del veicolo così da poter finire di spogliarsi e mutare in privato. Finito il suo spettacolino preferito, Dex si voltò verso suo fratello che sembrava avere un’aria imbambolata. Era così da qualche settimana e Dex stava cominciando a preoccuparsi.
«Che tipo di teriano è il nostro amico?» chiese Dex. Quando il fratello non rispose, Dex gli diede una spinta leggera. «Ti senti bene?»
«Sì, sto bene. Austen Payne è un teriano ghepardo.»
Quindi lo aveva sentito? E poi? Aveva deciso di ignorarlo? «Cael…»
Cael scosse la testa, la sua espressione severa fece capire a Dex che suo fratello non era in vena di parlarne. Dex aveva considerato la possibilità di forzare un po’ la cosa, ma riconobbe che quello non era il momento adatto. Cael aveva qualcosa, ed era così da quando era stato ricoverato in ospedale con Hobbs dopo lo scoppio della bomba. Qualsiasi cosa stesse succedendo, doveva avere a che fare con Ash. Quella mattina si era dato malato, a quanto sembrava per la seconda volta negli oltre vent’anni che erano passati da quando si era arruolato nei THIRDS. Negli ultimi tempi Cael si distraeva facilmente, aveva la testa da un’altra parte, il che era pericoloso non solo per lui ma anche per il resto della squadra. Già, Dex doveva assolutamente fare quattro chiacchiere con suo fratello minore. Per il momento, rivolse la sua attenzione a Rosa.
«Parlami di questo Austen.»
«È uno stronzetto sfuggente,» disse Rosa, anche se stava sorridendo in modo amorevole mentre lo diceva. «Ed è anche dannatamente veloce.»
«È la tua opinione professionale?» ironizzò Dex, ricevendo un paio di parolacce in spagnolo come risposta. «Come diavolo farà Sloane a prenderlo?» Se un ghepardo teriano non voleva essere preso, non si faceva prendere. A meno che non commettesse qualche stupido errore. Rosa aveva ragione riguardo alla loro velocità, anche quando erano in forma umana. Dex ricordava tutte le volte che aveva cercato di superare suo fratello nella corsa quando erano bambini. Non era mai riuscito nemmeno a raggiungerlo, nonostante fosse più grande e avesse le gambe più lunghe, almeno nella sua forma umana. L’unico problema per i ghepardi teriani era la distanza. Riuscivano a gestire le alte velocità solo in brevi scatti. Se Austen fosse scappato, Sloane sarebbe riuscito comunque a riprenderlo una volta che l’uomo si fosse stancato. Certo, chi diavolo sapeva dove sarebbe stato per allora?
«Sloane non si limiterà a inseguirlo,» disse Rosa, un bagliore maligno negli occhi. «Gli darà la caccia. Nessuno sa avvicinarsi di soppiatto come il nostro caposquadra.»
«Dillo a me,» borbottò Dex. Sloane aveva la pessima abitudine di entrare in una stanza e spaventare a morte Dex. Non era giusto che una persona della stazza di Sloane non producesse alcun rumore quando si muoveva nella sua forma umana. Era come un ninja sexy.
A proposito del suo partner ninja sexy, il pannello si alzò e Dex si accovacciò di fronte all’enorme giaguaro nero, e gli parlò a voce bassa. «Stai attento.» Sloane lo fissò con i suoi occhi luccicanti color ambra e Dex lo guardò cautamente. Conosceva quello sguardo. «Non farlo. Non…» Una lingua larga e ruvida lo leccò dal mento all’orecchio. «Dannazione! Nell’orecchio! Ogni maledetta volta!» Dex avrebbe dovuto imparare dopo le decine di volte che Sloane lo aveva leccato solo per dargli fastidio. «Come al solito, è stato estremamente spiacevole. Grazie. Lo apprezzo.»
Dex si alzò e si asciugò la faccia e l’orecchio con la manica, ignorando le risatine dei compagni di squadra alle sue spalle. Letty aprì uno degli sportelli posteriori del furgone ma, prima di saltare fuori, Sloane dovette strofinarsi velocemente contro la gamba di Dex per lasciare una sua traccia, come se non fosse già ben marcato. Fatto questo, Dex andò alla console dove suo fratello stava seguendo Sloane. Osservò il compagno teriano avanzare silenzioso verso dei cespugli prima di sparire nelle ombre. Dex avrebbe potuto giurare che c’era qualcosa sulla zampa posteriore di Sloane. Beh, non c’era modo di saperlo finché il suo partner non fosse tornato. «Sei sicuro che Sloane riuscirà a prenderlo?»
«Lo fa sempre,» mormorò Cael.
«E allora perché Austen scappa?»
Cael alzò le spalle. «Credo che gli piaccia.»
«In che senso “gli piace”?»
Le guance del fratello divennero rosse. Oh-oh. Conosceva quello sguardo. Cael si tormentò il labbro inferiore e Dex aspettò che suo fratello spremesse le sue dolcissime meningi nel tentativo di decidere se sputare il rospo oppure no. «Austen ha una cotta per Sloane.»
Dex guardò suo fratello, una conversazione silenziosa che si svolgeva tra di loro, nella quale Cael alzava le spalle e gli rivolgeva un sorriso di scuse. Interessante. Dex strinse le labbra ma non disse niente. Si allontanò di traverso in direzione della panchina dove si sedette stringendosi tra Rosa e Letty. Non c’era molto da fare in quel momento, a parte aspettare e strappare un po’ di informazioni ai suoi compagni di squadra.
«Questo Austen è un tipo affidabile?» chiese Dex. «E perché questa è la prima volta che sento parlare di lui?»
Letty passò il braccio attorno a quello di Dex e lui sorrise. Poteva sempre contare su Rosa e Letty quando si trattava di tornare con i piedi per terra. Erano entrambe schiette e dirette in modo brutale ma lo facevano sempre a fin di bene. A volte sembrava che fossero le uniche con una relazione sana. Rosa era felicemente legata alla sua fidanzata di vecchia data e Letty era felicemente legata a qualsiasi bel bocconcino le facesse arricciare le dita dei piedi al momento. Quel mese si trattava di un pompiere di Brooklyn con le fossette in tutti i punti giusti.
«Austen è bravo,» concesse Letty. «In pratica è cresciuto lavorando per noi grazie a Sloane. L’ha conosciuto anni fa quando era ancora un ragazzino e gli ha trovato lavoro. Non mi ricordo com’è andata, ma sono sicura che se lo chiedi a Sloane ti racconterà tutto. Austen è un SSA dei THIRDS, un Agente Specialista di Squadra. Non hai mai sentito parlare di lui perché, tecnicamente, non esiste. È gente che non lavora in ufficio. Devi avere un’autorizzazione di alto livello solo per poter avere accesso a un file con il loro nome sopra. Ogni squadra ha il suo agente specialista. Dato che lavorano anche come informatori devono mantenere un basso profilo. Austen è stato fuori sede per via di un lavoro che gli aveva assegnato il tenente Sparks. È molto in gamba. Se riesci a vederlo o a parlarci è solo perché è lui a concedertelo.»