Apro la valigia e cerco il vestito comprato a Perth per questa serata speciale. Le pagliette illuminano la stanza, il dorato è proprio quello che stavo cercando.
Il vestito, più corto del solito, non mi preoccupa. Questa volta, Hero sarà con me. La mia guardia del corpo preferita in assoluto.
Mi infilo il vestito e indosso dei tacchi, quando sento la porta alle mie spalle aprirsi e poi richiudersi in pochi secondi.
《Hai intenzione di farmi morire questa sera?》 Ripete.
《Ho intenzione di rendere felice il mio ragazzo che sta compiendo ventun'anni. È tanto sbagliato?》 Domando sarcastica.
《No...no assolutamente.》 Balbetta Hero.
《Direi che siamo pronti e possiamo andare, cosa ne dici?》 Domando
《Andiamo. Diamo inizio a questa serata piccola.》 Mi da un piccolo schiaffetto sulle natiche, come il suo solito quando è troppo euforico. E stasera lo è davvero.
Forse la sua euforia è un misto anche di ansia, dopo due mesi rivedere tutto il cast al completo, sinceramente mi angoscia un po' anche a me stessa. Ma ce la faremo ad affrontare tutto come due ragazzi adulti che stanno crescendo e stanno scrivendo il loro futuro insieme. Voglio dare questa impressione a chi ci guarderà stanotte. Sono molto ossessionata a fare del mio meglio, e questa è l' occasione giusta per dimostrare a tutti che stiamo bene e continueremo a farlo.
Arrivati al pub, Hero scende per primo e mi apre la portiera della macchina. È così cambiato, quasi non lo riconosco più. Questa scena mi sembra surreale, e mi sembra di vivere in uno di quei film strappalacrime con il finale sempre vincente.
《È la prima volta che entriamo insieme ad una festa da fidanzati...》 Mi guarda.
《È tutto perfetto, Hero.》
Rifletto su quest'ultima parola detta. "Perfetto". La nostra storia non è iniziata in maniera perfetta, e per di più non lo è mai stata. Una calma prima della tempesta? Penso e mi rabbuglio.
《Dai, entriamo.》 Mi prende per mano e i pensieri per un attimo volano via.
《Buon compleanno, Hero!》 Volano coriandoli sulle nostre teste e una folla di persone viene ad abbracciarci.
《Ragazzi, siete dei pazzi!》 Ringrazia Hero con un sorriso da bambino. Mi scalda il cuore vederlo così felice.
《Ci siete mancati tantissimo.》 Ci viene incontro Inanna e ripete 《e tu ragazza mia, sei uno schianto stasera!》
《Mi siete mancati moltissimo anche voi, ragazzi.》 Dico con fare angelico.
Dopo i primi saluti, la festa finalmente ha inizio. La musica è alta, fin troppo alta. Hero è già ubriaco e non viene a parlarmi da quando siamo entrati, ed io per distrarmi comincio a bere qualcosa.
Nell'arco di pochi minuti l'attenzione si focalizza su di me e tutti vengono a parlarmi per chiedermi del mio rientro a Perth e per domandarmi della storia fra me e Hero. Mi sento molto in imbarazzo, a rispondere per entrambi mentre Hero continua a bere e a fregarsene della mia presenza.
Mi arrabbio così tanto che accetto perfino di farmi una chiacchierata con Samuel, e con grande amaro in gola noto che Hero ne è completamente indifferente.
《Come procede tra voi due?》 Mi chiede Samuel continuando a giocare con il piercing sulla lingua. Indossa una camicia nera e i suoi capelli sono più corti del solito.
《Non saprei...a volte sembra di essere in paradiso, cinque minuti dopo all'inferno.》 Ridacchio mentre sorseggio un po' del mio cocktail.
《Tu hai bisogno di stabilità.》 Dice.
《Sono sicura che Hero ce la metterà tutta per darmi la stabilità che merito.》
《A volte le persone non cambiano...a volte confondiamo la realtà.》 Ripete
《Pensi che non riesca a cambiare?》
《Penso di no...è così giovane, pieno di ragazze che gli sbavano dietro, una carriera davanti...》 mi rabbuglio e Samuel cambia completamente opinione vedendomi rattristita. 《Scusa, non volevo. Riformulo la mia frase: credo proprio che riesca a cambiare.》 Sorride.
《Non devi dirlo perchè ti faccio pena.》 Ribatto.
《Perché faresti pena a Samuel?》 Domanda Hero mettendosi in mezzo nella conversazione.
《Ehi amico, stavamo solo parlando...》
《Fottiti.》 Ribatte. 《Josephine puoi dirmi di cosa stavate parlando in mia assenza?》 Domanda arrabbiato.
《Niente Hero, niente. 》 ribatto furiosa.
Per questo credo non possa cambiare. Mi aveva promesso di non fare più queste scenate, ma alla prima occasione è pronto per dare spettacolo. Come se esistesse solo lui!
《O mi dici di cosa stavate parlando o me ne vado.》 Continua lui
《Vattene allora.》 Sospiro.
《Bene, con piacere.》 E ripete 《Ma ricordati che con me hai chiuso questa volta.》 Sbatte la birra sul tavolino ed esce fuori dal locale.