XXIMio marito mi ricevette alla stazione del paese con un certo impaccio: si occupò specialmente del figlio nel tragitto verso casa. A casa la domestica mi avvolse in uno sguardo trepidante che mi sorprese. Ma erano lì anche mia suocera e mia cognata; dovetti comporre il volto alla calma cortesia che usavo con loro, assistere alle feste ch’esse prodigavano al bimbo un po’ restìo, un po’ annoiato. Osservavo mio marito e mi stupivo di trovarlo inverosimilmente invecchiato, con la traccia d’un guasto interno su la maschera pallida e contratta. Possibile che poche settimane soltanto fossero scorse dacchè ci eravamo separati? Anni mi parevano: più ancora: mi pareva di non avergli mai appartenuto, tanto lo sentivo lontano da me, estraneo. Quando restammo soli, egli mi disse di una indisposizion

