Sotto un abbaino in cima a un vecchio palazzo ai margini del quartiere vecchio. Erica Luciano era rannicchiata sul letto da campo stretto sotto la finestra inclinata. La luna fuori era coperta da nuvole spesse, solo il bagliore fioco dei neon della città delineava i mobili semplici della stanza: una libreria storta, una scrivania piena di libri e... le pareti... coperte di disegni. Le premure silenziose dello zio Gabriele e i tentativi della zia Sofia di riempire la sua vita di chiacchiere e profumi di cibo non potevano penetrare il guscio di ghiaccio fatto di paura e dolore che la avvolgeva. L'abbaino era il suo rifugio e la sua prigione. Solo lì poteva togliersi la maschera di calma e affrontare l'incubo che la divorava. Lo aveva sognato di nuovo. Il tappeto di iris intriso di rosso

