STORIA DI NATALE LYSBAK Non avevo mai incontrato fra le guide alpine un uomo di così nobile e maschia bellezza. Alto come un corazziere, asciutto ma non sottile, si atteggiava e muoveva con dignità naturale e disinvolta, era agile e sicuro, servizievole senza essere servile, parlava con proprietà, gestiva poco, non vantava ascensioni impossibili. Benché non dovessimo affrontare pericoli, s’era tuttavia stabilita fra me e lui quella dimestichezza cordiale, che nasce dalla comunanza delle fatiche e della vita; da tre giorni egli mi accompagnava per rupi e ghiacciaie e ci rimanevano, prima di giungere a Gressoney, due giornate di cammino. Quando lo invitavo a sedere alla mia tavola per desinare insieme, accettava semplicemente senza aver l’aria di pretenderlo e nemmeno di ricevere una grazi

