Mi sorrise con tristezza, senza rancore e mi disse: - Siete riposato? Avevate ragione, è un gran tempaccio, fa bene un po’ di ricovero. Andiamo? Mi sentivo rimordere come di una cattiva azione. Mentre stavamo per muovere, la ragazza si fece sull’uscio di casa gridando: - Siete ancora lì, signore? Al mio sì, scese la scala e venne verso di noi. - È detta - mormorò Lysbak fra i denti, e si voltò tutto dall’altra parte. - Avete scordato il cannocchiale e ve lo riporto. - Grazie. La ragazza fece per tornarsene; Lysbak, rapidissimo le prese una mano, poi l’altra, la tenne ferma un istante dirimpetto a sé, la guardò fissamente negli occhi con una tenerezza piena di martirio e le disse: - Addio, figlia mia. - Siete voi, padre? Buon viaggio - rispose l’altra con un riso sfrontato e perve

