XII

266 Words
XII «Sono contenta che tu abbia deciso di trasferirti qui da noi, io avrò di nuovo una sorella accanto ed Elia, una zia con cui giocare». «Grazie Anna, sono felice anch’io di poter passare del tempo con voi, ma sai bene che devo cercare la mia strada e potrebbe comportare anche un’altra separazione. Vorrei che tu fossi pronta in quel frangente». «Cara sorella dopo più di vent’anni in cui ho potuto vederti e sentirti con il contagocce non credo che possa esserci una separazione più dolorosa». Il sorriso di Anna cancellò in pochi istanti il dolore incancrenito di anni. Si abbracciarono e si ritrovarono come dopo un lungo viaggio. «Zia, vieni a giocare con me?». «Arrivo Elia». Anna li osservava divertita e serena. Avrebbe voluto che quella diapositiva potesse restare impressa nella sua mente per sempre. «Come va amore?». «Ora bene». Il calore di Livio non si era mai spento. Era il suo camino negli inverni dell’anima, il suo rifugio nelle tempeste del cuore. Non avrebbe potuto desiderare un compagno di vita migliore, un padre diverso per suo figlio. Livio sentiva che Anna ricambiava il suo amore. Anche lui aveva i suoi momenti di difficoltà ma con Anna era sempre stato forte e deciso, per difendere quella sua fragilità che lui adorava con tutto se stesso. L’avrebbe protetta qualunque cosa fosse accaduta, avrebbe dato la sua vita per lei e per Elia. Chiara li stava osservando persi in quel-l’abbraccio e arrossì. Anche lei desiderava essere amata in quel modo. Alla Madre Superiora non aveva detto tutta la verità. Aveva omesso i tumulti che la stavano sconquassando.
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