XIX «Una settimana dopo che venni assunta, Tito passò dal laboratorio a salutarmi». «Ciao Sandra, Chiara sta ancora lavorando?». «Tra poco ha finito, vuoi aspettarla?». «Sì, grazie». «Tito che ci fai qui?». «Sono passato a trovarti, ti dispiace?». «No, è una bella sorpresa». «Ti va di fare una passeggiata e fermarci a mangiare qualcosa?». «D’accordo, non ho altri programmi». Tito si era vestito per l’occasione. Indossava una camicia blu oltremare e un paio di pantaloni bianco titanio. Ai piedi, scarpe sportive dello stesso colore della camicia e una giacca a vento che si intonava con i pantaloni. Gli occhiali, sfumati di azzurro, gli davano un’aria da giovane adulto. Era un po’ in ansia, aveva ripensato decine di volte a come approcciarsi, a come vestirsi, a dove portarla. Aveva

