Capitolo 13/2

1650 Words
Quando Scott aprì gli occhi la prima cosa che vide fu una lastra di ghiaccio sopra di lui, dalla sua bocca uscirono delle bolle d'aria, era immerso nell'acqua ghiacciata. Provò a non andare in panico e raccogliere un po' di lucidità, si guardò intorno, dallo spazio ristretto in cui si trovava capì che era in una vasca, con la poca forza che aveva provò a rompere la lastra, ci riuscì ma sentì l'osso della spalla spostarsi, il freddo non gli fece sentire il dolore. Cadde infreddolito e si guardò intorno, altre 3 vasche era accanto alla sua, corse per rompere le lastre, ma non aveva energie, frustrato, infreddolito e impaurito ringhiò, mise tutte l'emozioni negative che stava provando, i suoi occhi rossi brillarono in quella stanza che aveva poca luce. Le lastre delle vasche si riempirono di crepe e Inter ragazzi che erano lì sotto uscirono cercando aria e cercando di capire cosa stava succedendo e perché si trovavano lì. Stiles andò verso Lydia per abbracciarla e poi corse verso il suo migliore amico - scusa se ho provato a spararti in testa, era l'unico modo che avevo per risvegliare tutti noi. – - Va tutto bene amico mio. - Lo strinse come se non si vedessero da anni. - È tutto molto commuovente ragazzi, ma non pensate che sia meglio scappare da questo posto? Non sappiamo nemmeno dove siamo effettivamente e quella pazza potrebbe aver già capito che siamo svegli. - Isaac era seduto sul bordo della vasca dov'era addormentato fino a qualche secondo prima. - Ha ragione, per di più siamo deboli e non sapremmo difenderci. - Lentamente si guardarono intorno per individuare una porta per uscire da quella stanza, quando la videro si avviarono, quando le furono davanti avevano paura di trovarla bloccata, si guardarono speranzosi che non fosse chiusa e per fortuna non lo era, i loro sospiri ringraziarono il cielo. Mentre scendevano le scale capirono che doveva essere un vecchio edificio abbandonato, Stiles commentò con un semplice "ovviamente", si guardavano continuamente intorno, i sensi dei due lupi erano fuori uso dal congelamento e lo stesso valeva per la banshee. Arrivati fuori dall'edificio cercarono di capire dov'erano, tutto intorno a loro era nuovo, non avevano mai visto quel posto, per un momento credettero che non erano nemmeno più a Beacon Hills, il panico li stava assalendo. Cominciarono a camminare verso l'unica via che c'era, era buio e non si vedeva chiaramente dove stavano andando, la visione notturna del lupo era ancora debole, sentivano ancora molto freddo, i vestiti bagnati non aiutavano la loro ripresa fisica. Camminarono per almeno 1 ora, girarono un paio di volte a sinistra senza riuscire ad orientarsi, si era alzato il freddo e Stiles era già caduto un paio di volte a terra, tremava e sbatteva i denti dal freddo. All'improvviso videro dei fari di un'auto accecarli, tremarono più per la paura che per il freddo ma quando videro la fiancata, delle lacrime di gioia scesero per tutti quanti, era la macchina dello sceriffo, dal lato passeggero scese Peter Hale con delle coperte, pronte ad avvolgere i ragazzi. - come ci avete trovato? - chiese Isaac, le parole uscivano a tratti e balbettava dal freddo. - Peter ha sentito Scott. - Rispose lo sceriffo mentre abbracciava il figlio. - non abbiamo mai smesso di cercarvi. - - Quanto siamo stati congelati? - Stiles aveva avuto questo dubbio non appena avevano messo piede fuori, lui ricordava il caldo estivo, ma fuori il cielo era grigio e l'aria fredda. - È ottobre. - Disse Peter tenendo un tono basso, non aveva il coraggio di guardarli negli, si sentiva in colpa per aver impiegato tanto a trovarli e se non fosse stato per l'ultima dell'alba forse ci avrebbero messo anche di più. I ragazzi rimasero senza parole. Lentamente a uno a uno salirono sulla macchina e nel silenzio ritornarono dentro la città. Erano in una zona abbandonata fuori città, un vecchio edificio dove c'erano degli uffici, call center o qualche azienda che aveva fallito. Lo sceriffo li portò tutti a casa sua dove c'era Deaton pronto a visitarli, si lavorano con dell'acqua calda finalmente e si misero qualcosa di asciutto, in tutto il tempo nessuno disse molto, i ragazzi non erano ancora del tutto lucidi, nella loro mente c'era ancora il falso mondo dove avevano vissuto fino a qualche ora prima. Tranne la Banshee, lei era stata intrappolata in un limbo che le impediva il contatto con il resto del branco, doveva essere per via del suo potere, l'incanto su lei non aveva avuto effetto. Nessuno riuscì a mangiare nonostante fosse un po' deperiti, il ghiaccio li aveva tenuti abbastanza in salute, nonostante erano trascorsi almeno tre mesi. Si sedettero sul divano, vicini e guardarono gli adulti, alla fine Scott prese la parola. - raccontateci tutto, è inutile rimandare. Non andremo a dormire, lo abbiamo fatto per tre mesi, non mangeremo perché non riusciremo a mandare giù un solo pezzo di pane. - Peter, lo sceriffo e adesione si guardarono preoccupati, non sapevano se era giusto informarli ora di quello che avevano scoperto in quei mesi. - Dov'è Derek? - Stiles si guardava intorno. - Era in quel mondo, era come Lydia. - I ragazzi si guardavano confusi, ancora non avevano modo di parlare del periodo di congelamento. - era sotto forma di fantasma e di lupo, era bloccato in un posto buio ma lui a differenza di noi era lucido, ora ricordo! Io quando sono finito li la mia memoria stava tornando ma poi qualcosa mi ha riportato a Beacon Hills e la mia memoria era stata nuovamente modificata. - Stiles si era alzato, gesticolava e parlava velocemente. - Hai detto sotto forma di lupo? - Peter aveva preso il ragazzo per le spalle, era chiaramente spaventato per quello che aveva detto il ragazzo. - Stiles sei sicuro di quello che dici? - Il lupo guardò Deaton preoccupato. - Cosa sta succedendo? - Lydia li guardava spaventata. - Se Derek è diviso dal suo lupo, è umano! Da umano non può affrontare quella donna dei ghiacci. E se lei lo tiene prigioniero è probabile che dopo tutti questi mesi il suo corpo umano sia agli sgoccioli! - Peter Hale stava quasi ringhiando per la paura, i suoi occhi erano azzurri e le sue unghie stavano diventando artigli. Lui aveva paura. Paura di perdere suo nipote. - Donna dei ghiacci? - Questa volta era Scott ad essersi alzato. - Avete capito quale creatura ci ha tenuto come ghiaccioli per mesi? - Di cosa state parlando? Derek sta morendo? Possiamo aiutarlo? Stile stava tremando e non più per il freddo, ma per la paura di perdere un altro loro compagno. La confusione nella sua testa si mischiava alla paura, la sua memoria cercava di collegare il momento prima di essere intrappolato al momento in cui si era svegliato, cercando di non rendere reale quei mesi in cui aveva vissuto nel mondo fittizio. Deaton aveva fatto un grosso respiro, non era molto quello che avevano trovato, si sentiva in colpa per aver impiegato troppo tempo a trovarli e dire loro che avevano poco e niente in mano, nonostante quei mesi trascorsi. - Sappiamo solo che è una creatura mitologica giapponese e che viene chiamata Yuki-Onna, pero di si trova davvero poco nei libri e le leggende sono tante e con in comune pochi dettagli da poter creare una base concreta. - - Sappiamo che s nutre degli essere umani congelandoli e nutrendosi della loro forza vitale. - Lo sceriffo aveva parlato dopo tanto tempo, ricordando agli altri della sua presenza. Il giovane umano si passo una mano fra i capelli, nella sua mente stava riaffiorando un ricordo, stava tonando in mente com'erano finiti a combattere quella creatura. Da tempo in città s trovavano corpi senza vita di uomini e donne, congelati e con il cuore che era stato trasformato in una scultura di ghiaccio. Si erano messi subito a indagare, era chiaro che la causa fosse soprannaturale, avevano creato dei pattugliamenti notturni e lui era con Derek la notte in cui erano stati presi. Un forte mal di testa lo costrinse a sedersi, allarmando tutti in stanza. - Ragazzi, capisco che volete sapere tutto e ora, ma non è il momento, siete deboli e il vostro corpo ha bisogno di riposo, andate a dormire, resteremo noi tre a fare da guardia, vi sveglieremo se dovesse succedere qualcosa. - Lo sceriffo fece alzare i ragazzi e li portò di sopra, dove avevano sistemato le stanze, Lydia avrebbe dormito nella camera di Stiles, mentre i tre ragazzi avrebbero dormito nella camera da letto dello sceriffo. Stiles era irrequieto, per quanto il suo corpo chiedeva riposo, la sua mente non riusciva a calmarsi, ripercorreva ogni minimo dettaglio della terribile esperienza in cui era immerso fino a poche ore fa. - Stiles sento la tua mente, sei esausto, dormi. - Il suo migliore amico gli stava dando le spalle, non aveva bisogno di girarsi per vedere Stiles sveglio. - Non smetto di pensare a Derek. – Sospirò esausto. - Sono sicuro che gli starà dando del filo da torcere a quella donna. – Questa volta a parlare fu Isaac, anche lui era sveglio. - C'è qualcuno che sta dormendo? – Chiese l'alpha stupito. - Sembrerebbe di no. – Lydia era sulla porta e li guardava un po' spaventata. – Ho paura di rimanere sola in una camera al buio, ho trascorso mesi così. – Si mise a sedere ai piedi del lettone. Tutti e quattro si guardarono in silenzio, Scott si spinse verso il centro del letto per fare spazio alla ragazza, che sorridendo si sdraiò accanto a lui. - Siamo spaventati, lo so, però dobbiamo recuperare le forze per salvare Derek e capire come sconfiggere questa donna dei ghiacci. – Il moro cercò di guardare tutti negli occhi e ricevette un cenno con la testa, poco dopo tutti si addormentarono.
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