Sogno.
Stiles era nella sua macchina, stava litigando con Derek.
- Perché ancora on vuoi fidarti di me? Credo di aver dimostrato più di una volta che il mio posto è più che meritato nel "branco" – mimò le virgolette con le dita. – Ho perso il conto di quante volte vi ho salvato la vita. - sbottò seccato.
- Non è questo quello che dico. – Ringhiò infastidito il lupo.
- E cosa dici? –
- Sei umano Stiles! Noi possiamo sopportare un proiettile o una coltellata, tu no! Credi che con quella stupida mazza da baseball che tieni nel cofano ti possa difendere da un attacco di una creatura soprannaturale? – Derek si era messo urlare verso la fine. Fece un respiro profondo. – Io mi fido di te, ma non voglio che corri rischi per cose di cui possiamo occuparci noi. –
Stiles rimase in silenzio, era la prima volta che sentiva il lupo parlare tanto ed ammettere che era preoccupato per la sua vita, non era del tutto preparato a questo discorso sincero, il suo cuore aveva iniziato a battere stranamente forte.
- Scusa. – Mormorò il giovane. Capiva cosa il più grande stesse cercando di dire, l'ultimo anno ha portato via molte persone a noi care, non voleva rischiare di perderne altre.
- Mhmh. – Mugugnò in risposta Derek, voleva dire che il discorso era finito lì.
I ragazzi si erano divisi in coppie per pattugliare meglio la città, ultimamente erano apparsi dei cadaveri con il cuore letteralmente ghiacciato, sembravano dei cristalli, belli da vedere ma facevano anche paura.
Il cuore di Stiles non smetteva di battere, le parole di Derek si ripetevano nella sua mente, faceva di tutto per controllarlo, sapeva che l'uomo al suo fianco lo poteva sentire.
Era già da un po' che aveva questo problema, spesso si ero ritrovato a fissare in silenzio il sourwolf, a notare i suoi occhi stanchi, a come non curavo più tanto spesso la sua barba o a come giocava con il bordo del maglione quando era sovrappensiero. Aveva iniziato notare tutto quello che riguardava lui, scacciò via quei pensieri, non era il momento di perdersi in fantasie.
Nervoso decise di scendere dalla macchina, era diventata improvvisamente troppo stretta e l'aria mancava, il dolce vento fresco lo risollevò, quell'estate era particolarmente calda, rendeva tutti un po' agitati a Beacon Hills non erano abituati.
Il vento fresco aveva qualcosa che non andava, diventava sempre più freddo, si girò per guardare Derek che a sua volta lo stava guardando preoccupato, stava per accadere qualcosa di poco piacevole.
La risata di una donna catturò la loro attenzione, nel frattempo il lupo si era messo accanto al ragazzo, pronto a scattare in avanti al momento del bisogno. – Immagino che voi facciate parte del branco di quell'alpha che ho incontrato prima. – Continuò a sorridere.
- Cos'hai fatto a Scott? – Stiles urlò e si precipitò verso di lei, ma Derek lo bloccò in tempo. – Derek... -
- Ma guarda, forse qui mi diverto di più. – Si portò una mano per nascondere il ghigno divertito.
Stiles non poteva fare a meno di non osservarla, era una donna bellissima, ma era chiaro che non era umano, era avvolta in un kimono bianco, i nastri dei bordi erano rossi e anche il nastro che le avvolgeva la vite. I suoi capelli erano lunghissimi, sottili e lisci ma erano di un bianco che richiamava la neve immacolata delle montagne, occhi grigi, pelle che sembrava di porcellana e le sue labbra, invece erano rosse.
- I tuoi amici sono al sicuro, vuoi vederli? – La donna fece un movimento con il braccio, facendo oscillare la lunga feste bianca, a terra apparvero Scott, Isaac e Lydia, erano chiaramente svenuti.
Ancora una volta Derek dovette bloccare il ragazzo che voleva andare a soccorrere i suoi amici, il lupo aveva capito che lei non fosse un nemico da sopravvalutare, il lupo dentro di lui ululava dalla rabbia e dal terrore.
- Tu non sei un lupo comune, i tuoi occhi sono azzurri, deduco che le tue mani sono sporche di sangue innocente. – La donna si sporse con il viso in avanti, - posso sentire il tuo tormento da qui. – Mosse nuovamente il braccio e i tre ragazzi svenuti sparirono. – Non pensavo mi sarei divertita così tanto in questa città. –
Ancora prima che la donna si muovesse, Derek si era girato e aveva dato un bacio a Stiles e nel frattempo aveva spinto le sue unghie nel collo. – Ho sempre ascoltato il tuo battito, lui ti aiuterà. – E poi tutto divenne nero.
Fine sogno.
Quando Stiles riaprì gli occhi, si prese del tempo rimanendo fermo e osservando il soffitto, doveva fare mente locale, era vivo ed era nel mondo reale e aveva ricordato la sera in cui era stato catturato, il cuore perse un battito ricordando il bacio e le parole di Derek.
Qualcosa si mosse al suo fianco, era Isaac stava ancora dormendo beatamente, provò a mettersi seduto, ma le gambe del suo migliore amico erano sulle sue, fallì nel tentativo. Si sporse con la testa per vedere oltre Scott, anche Lydia stava ancora dormendo, dalla luce che entrava in camera poteva dedurre che era il tramonto, avevano dormito per un'intera giornata e ancora non bastava, sentiva ancora il suo corpo pesante.
Il suo stomaco fece qualche rumore, iniziava a sentire fame, in quei mesi non avevano toccato cibo, erano in quelle vasche ibernati, l'idea di un panino con patatine e altro cibo spazzatura appariva nella sua mente.
- Sento la tua pancia. – Mormorò mezzo addormentato Isaac.
- A voi non fa fame? – Chiese per giustificare il suo brontolio.
- Dio si! – Esclamò la rossa. – Voglio un cheeseburger, anzi cinque. – Scoppiarono tutti a ridere.
Decisero di comune accordo di scendere e cercare qualcosa da mangiare, quando arrivarono in salotto, la porta d'ingresso si aprì ed entrarono lo sceriffo e Deaton con in mano almeno otto pizze e altre buste con cibo.
I ragazzi si fiondarono sul cibo, lo sceriffo non poteva trattenere le lacrime, quella casa era stata così silenziosa negli ultimi mesi che aveva preferito rimanere a dormire in ufficio, non sopportava di tornare in una casa vuota e buia, nel frattempo, quella sera si erano unite la madre di Scott e la madre di Lydia.
- Pizza e lacrime. – Commentò Stiles.
- La miglior cena del mondo. – Aggiunse il padre, mettendo una mano intorno alla spalla del figlio.
Approfittando della confusione Stiles salì nella sua camera, c'era ancora la sua confusione ordinata, la chiama così lui, nel suo caos trovava l'ordine, quante volte lo aveva preso in giro Scott, si avvicinò alla finestra, pensando a tutte le volte che Derek l'aveva usata come porta principale.
Non appena pensò a lui, sul lato della strada apparve un lupo dagli occhi blu che brillavano nella semi oscurità, il ragazzo lo aveva riconosciuto, era quello del mondo parallelo, si precipitò di sotto e uscì in strada a cercarlo, ma era scomparso.
Tutti quanti si precipitarono fuori per vedere cos'era accaduto, videro solo Stiles che tornava dietro senza fiato e con il volto bianco.
Deaton si avvicinò per sostenerlo, i loro corpi non si erano ancora stabilizzati del tutto, il suo era umano e chiedeva anche più tempo.
- L'ho visto. – Sussurrava il ragazzo.
- Cos'hai visto? – Chiese il veterinario.
- Il lupo dagli occhi blu, quello che c'era nell'altro mondo, quello che mi ricordava Derek. –
Ci fu un momento di silenzio, nessuno capiva cosa stava realmente accadendo, per un primo momento chiunque avrebbe pensato che fossero ancora sotto shock e che potevano ancora confondere le due realtà, ma Deaton fece segno a Scott di chiamare Peter.
L'Hale non si fece attendere molto, ascoltò attentamente il racconto del ragazzo, anche la parte di come erano stati catturati, tralasciando il bacio, l'uomo fece qualche passo avanti e dietro e poi tornò vicino al ragazzo. – Sto per farti una cosa che potrebbe farti male, ok? – fece uscire i suoi artigli e li posizionò dietro il collo, nell'esatto momento in cui sfiorarono la pelle, una forte onda di energia trasparente, scaraventò lontano chiunque si trovava vicino Stiles.
- Tu hai il suo lupo! – Urlò Peter fra il contento e l'incazzato.
- Io ho cosa? Come posso avere il suo lupo, mica sono un essere soprannaturale, sei impazzito?! – Stiles si era alzato dal divano.
Peter gli posò una mano sulla spalla. – Quel giorno mio nipote deve aver intuito qualcosa che a noi ancora sfugge, avrà pensato che separarsi dal suo lupo fosse la cosa più sicura da fare, non ti ha dato il morso, ma mettila così, è come se ti avesse trasferito la sua energia lupesca? Lo spirito del lupo ora è in te? –
Stiles spostò via la mano dell'uomo, non so se stai cercando di calmarmi o prendermi per il culo. – Sbottò seccato il ragazzo.
- Questo spiega perché sei l'unico che nel mondo fittizio era costantemente collegato al mondo Hale, era il lupo che ti guidava. – Lydia si era avvicinata, dopo essersi alzata da terra, insieme a Scott e Isaac che si aggiunse al discorso della rossa. – I tuoi sogni giravano interamente intorno a Derek e se non era presente lui, erano situazioni che lui aveva condiviso con noi comunque. –
- Beh, effettivamente è vero. –
- Direi che è ore di riposare, si è fatto tardi e voi siete ancora deboli, domani mattina cercherò di capire cos'è che ha spinto Derek a fare questo gesto. – Deaton si era intromesso nel discorso cercando di tranquillizzare gli animi, poteva vedere che quella notizia li aveva rattristati nuovamente, erano tutti in pensiero per il loro amico.
I ragazzi annuirono e salirono al piano di sopra, lasciando gli adulti a guardarsi con aria preoccupata, le due donne erano andate via dopo l'episodio di Stiles, in quella casa erano rimasti lo sceriffo, Deaton e Peter.
Deaton fece segno loro di andare in cucina e di chiudersi, non dovevano dimenticare che due lupi erano al piano di sopra e potevano ascoltare i loro discorsi, i due uomini annuirono e seguirono il dottore nella stanza che dopo aver chiuso la porta si girò per guardarli. – Cosa spingerebbe un lupo mannaro ad allontanarsi dal suo lupo? – Chiese quasi spaventato a Peter.
- Nemmeno Talia ha mai fatto o parlato di questa pratica? La chiamiamo così? Io ho sentito solo storielle che parlavano di questa roba, non so nemmeno come faceva mio nipote a conoscerla! – Peter si accarezzò la barba, era davvero spaventato anche lui.
- Il punto ora non è se esiste o no questa cosa, ma capire perché l'ha fatto, giusto? – Lo sceriffo era appoggiato al bancone, preoccupato anche lui per quello che stava ascoltando. – Se lui ha trasferito il lupo da lui a mio figlio, non è che lei ora darà la caccia lui? –
- Avrà notato che Derek è umano, perciò non gli interessa o lo avrebbe ucciso già. Derek aveva capito contro cosa avremmo dovuto combattere. – Ipotizzò il veterinario.
Un preoccupante silenzio calò nella stanza, nessuno di loro non sapeva cosa pensare di questi nuovi dettagli.
Mentre loro cercavano di capire il perché del gesto, i ragazzi sopra anche avevano iniziato a creare teorie e piani.
- Prima di tutto, dobbiamo salvare Derek, poi penseremo a lei. – Disse secco Scott. – Se noi eravamo ibernati, lo sarà anche lui. –
- Ma dove? – Chiese la ragazza.
- Dove tutto è iniziato per Derek. – Disse con un filo di voce Stiles, aveva visto e provato quel dolore, ricordava anche che la donna era rimasta affascinata dagli occhi blu di Derek e c'era un luogo nei suoi ricordi che non era ma sparito, il posto in cui li aveva ottenuti. – Dove Paige è morta. –