Derek

2282 Words
Derek era steso a terra, per lui erano trascorsi secondi, forse minuti da quando la donna lo aveva trascinato in quel posto, era stanco, quello che aveva fatto gli era costata molta energia, trasferire il suo essere lupo nel corpo di Stiles era sembrata l'unica cosa intelligente da fare per proteggerlo da quell'essere. Non era nemmeno sicuro che il trasferimento fosse andato bene, doveva sperare che quello che aveva letto fosse stato sufficiente. Si fece forza sulle braccia, il pensiero di Stiles gli faceva più male, non sapeva dov'era, con chi era e come stava, lo rincuorava sapere che il lupo lo avrebbe protetto, a stento si reggeva in piedi ma era già qualcosa, si guardò intorno per capire dove si trovasse, c'era solo il buio, nessun suono, nessun oggetto, nemmeno aria che provenisse da qualche finestra o spiraglio. Era in un luogo immenso e buio. - Stiles? – Chiamò il nome del ragazzo e all'improvviso vide una finestra di luce aprirsi davanti a lui, c'era il ragazzo che aveva chiamato davanti a lui, era in una specie di negozio, non fece in tempo ad aprire bocca che l'immagine sparì. - Stiles? Stiles? – Urlò più volte l'uomo ma non ottenne nulla. Si accasciò a terra, un po' per la stanchezza e un po' per essere felice che il ragazzo stava bene, non capiva però aveva lo sguardo spaventato, dovrebbe essere felice per essersi rivisti, qualcosa non tornava. - Pover'uomo... - La donna apparve alle sue spalle. – Devi essere esausto, fare quella sciocchezza ti è costato molto e ora sei un misero umano. – La donna gli prese il mento per alzargli il viso. – Sai quanto siete rari voi? – Lasciò il mento e spinse Derek ancora più a terra. – Un nato lupo mannaro che ottiene gli occhi blu per amore, non credevo nemmeno di poterlo mai trovare e credimi cammino da molto tempo su questa terra. – - So chi sei. – Sussurra il lupo. - Conosci anche la mia storia? – La donna lo chiese con rabbia. - La yuki- onna seduce gli uomini per sottrarre la loro energia o congelarli attraverso un bacio ma tu salvasti un ragazzo e gli chiedesti di non rivelare a nessuno la storia, ma ormai vecchio quel ragazzo lo rivelò alla moglie e morì, non so altro. – - Quella donna ero io. – Il demone cominciò a camminare intorno a Derek. – gli promisi che l'avrei lasciato in vita per amore dei nostri figli e sai cosa fece lui? Uscì fuori di senno e li uccise, tutti e 10, non risparmiò nemmeno il più piccolo, non aveva nemmeno un anno di vita, perché generati da un mostro disse lui. – Il freddo intorno a loro stava aumentando. – Lo venni a scoprire mesi dopo, anche lui si era tolto la vita, che vigliacco. – - Cosa cerchi? – Chiese tremando per il freddo. – Non penso sia vendetta. – - Per secoli ho continuato a congelare i cuori degli uomini, immaginando fosse quello di Minokichi ma non basta, la rabbia e il dolore fano ancora parte di me, perciò voglio riportalo in vita per torturarlo. – - E ti servo io per quello? – - Mi serve la tua combinazione ma tu hai rovinato tutto, buffo! Se tu non avessi tolto il tuo lupo da te a quest'ora avrei fatto tutto e il tuo cucciolo sarebbe al sicuro e non sarebbe ibernato in una vasca con lo spirito intrappolato in un mondo fittizio. – Fece una grossa risata. – Quello che hai visto è lui ma non è del tutto salvo. – Svanì nella nebbia che si era improvvisamente creata dal nulla, lasciando Derek nell'oscurità e nel terrore di sapere che Stiles non era al sicuro ma una marionetta nelle sue mani, pochi secondi dopo si stese a terra svenuto per la debolezza del suo corpo. Quando riprese coscienza era nella sua vecchia casa, intatta, nessun segno dell'incendio, sentì la porta aprirsi stava per muovere qualche passo ma un lupo nero gli aveva ringhiato, era lui, il suo lupo e se lui era presente in forma fisica, voleva dire che il ragazzo era in pericolo, i suoi pensieri vennero interrotti dall'apparizione di Stiles, ma anche questa volta la connessione s'interruppe. Gridò con tutta la voce che aveva in gola, era frustrato, arrabbiato, spaventato, era tutte le emozioni negative che potevano esistere al mondo, gridò il suo dolore fino a tornare a perdere nuovamente la coscienza. Riaprire gli occhi in quel buio diventava sempre più difficile, questa volta però non era da solo, Lydia era al suo fianco e piangeva. - Nessuno ricorda, nessuno sa chi è veramente, io non riesco a raggiungere a nessuno, solo Stiles può aiutarci, lui è rimasto collegato al nostro vero mondo. – La ragazza continuava a singhiozzare, portandosi le mani nei capelli. - Lidya! Guardami! Io so chi è lei e cosa vuole da me, insieme possiamo trovare un modo per sconfiggerla, ma dobbiamo uscire tutti da qui! – Derek la scosse un po' per avere la sua attenzione. – Non mollare, aiuta Stiles a ricordare. – La ragazza scomparve e Derek rimase nuovamente solo, si lasciò cadere con la schiena sul pavimento e sospirò pensando alle parole della ragazza, non erano solo ibernati e bloccati in un mondo fittizio, ma non avevano nemmeno memoria di chi fossero realmente. Era a causa del suo lupo che Stiles aveva mantenuto il so lupo? Sentì un ululato in distanza, si alzò per cercare di raggiungerlo, davanti a lui apparve nuovamente una luce bianca, decise di attraversarla, si ritrovò davanti ad una finestra, su un divano c'era Stiles mezzo addormentato - Perché mi hai chiamato? – Chiese al suo lupo che aveva ululato un secondo prima, portandolo lì, nel frattempo il ragazzo lo aveva raggiunto, poteva sentire il suo profumo dolciastro. Nel riflesso della finestra poteva vedere come il castano lo guardava, come se fosse un fantasma. Un battito di ciglio ed era tornato nella sua prigione. Passò diverso tempo da quando aveva visto il ragazzo l'ultima volta, il suo corpo stava ritrovando qualche energia ma non era sufficiente per una lotta o per scappare da lì e se aveva fatto giusto i calcoli, anche lui si trovava ibernato da qualche parte nella città, sicuramente era separato dal resto del branco, lui e Lydia erano gli unici a mantenere la propria coscienza, forse per le loro abilità soprannaturali. Ripensava spesso allo sguardo del ragazzo, non era più abituato a vedere la paura nei suoi occhi quado lo guardava, era una cosa che accadeva qualche anno fa, quado si erano conosciuti, ma da allora le cose erano cambiate, erano diventati amici, persone di fiducia, persone al quale affidare la propria vita. E negli ultimi mesi le cose erano cambiate ancora di più, lo aveva intuito dai battiti di Stiles che acceleravano quando si guardavano negli occhi o se per qualche motivo dovevano sedersi vicini, all'inizio ignorava quel suono fastidioso, dava la colpa all'iperattività del ragazzo, ma poi era stato attento ai dettagli, lo aveva messo alla prova e alla fine si era spaventato e stava scappando da quel suono. La sera in cui erano stati presi però stava cambiando qualcosa, nella lite stava ammettendo di tenerci un po' di più a come si tiene ad un amico. Perso nei suoi pensieri non si accorse che la ragazza dai capelli rossi apparve per dirgli che aveva visto Stiles e che ci aveva parlato per un breve momento, ma la donna dei ghiacci era apparsa e aveva messo fine a tutto. Rimasto nuovamente solo, quell'incontro fu per lui come una doccia fredda, per un'istante si stava abituando alla sua prigione, fece un grosso respiro e ripeté il nome di Stiles all'infinito, fino a quando una luce non riapparve nuovamente. - Cosa vuoi da me? – gli chiese il ragazzo. - Sei l'unico che può vedermi e sentirmi, aiutami ad uscire da qui. – E poi tutto tornò come prima. Bombardarlo di informazioni lo avrebbe solo confuso, preferì rimanere neutrale, aveva notato gli occhi stanchi del ragazzo, sicuramente lei ha fatto qualcosa, avrà notato del legame di Stiles con la realtà. Derek non aveva idea di quanto tempo fosse trascorso da quando quella notte erano stati prese dal demone, aveva preso l'abitudine di camminare per lungo tempo, per mantenere il suo fisico attivo, aveva notato l'assenza di fame o di fare bisogni, questo doveva essere collegato all'incantesimo di congelamento. Mentre camminava per tenere il suo corpo allenato, una voce aveva attirato la sua attenzione, anche perché l'avrebbe riconosciuta fra milioni. - C'è qualcuno? Dove sono? Ehi? Qualcuno mi risponda, dove diamine sono? – Stiles era lì che si guardava intorno spaventato. - Stiles? – Derek corse verso di lui. - Stiles cosa ci fai qui? Non dovresti essere in questo posto. – - Io... Non lo so, non so dove sono, ero sceso in cucina e qualcuno mi ha attaccato. - - Dannazione! Se solo avessi il mio lupo con me, avrei potuto rimandarti indietro. – Derek aveva iniziato a fare avanti e dietro, il lupo avrebbe dovuto proteggerlo, cosa ci faceva nella sua prigione? Possibile che lei... Un lampo passò davanti ai suoi occhi, era una trappola. - Lupo? Quello che ho quasi investito qualche mese fa? – Stiles si rialzò lentamente, non si era nemmeno reso conto di essersi messo in ginocchio per lo spavento. - Tu hai fatto cosa? – Derek si era fermato. Una fitta alla testa fece piegare in due il ragazzo, l'uomo si piegò per vedere cos'aveva, ma in una nebbia il ragazzo sparì. - Avevo dimenticato che restando qui lui avrebbe riacquistato la sua vera memoria, per fortuna ho fatto in tempo a scacciarlo. – La Yuki-Onna apparve al suo fianco. - Perché lo hai mandato qui? – Derek cercava di rimanere il più calmo possibile, sapeva che nella sua forma umana non l'avrebbe mai potuta affrontare. - Credi che non sappia cosa state cercando di fare tu e la Banshee? – La donna si muoveva lentamente, come se l'enorme kimono bianco che aveva addosso non avesse peso. - Lydia è sveglia? – Si finse sorpreso. La donna alzò la mano destra e Derek si ritrovò piegato a terra dal dolore, sputando sangue dalla bocca, - voi creature inferiori non sapete proprio quando fermarvi, avete sempre questa idea folle di dover lottare per qualche stupido ideale. – - L'ho fatto venire per dimostrarti che posso farlo fuori quando voglio e che i vostri stupidi giochetti non funzioneranno – Com'era arrivata, la donna era svanita, lasciando Derek piegato a terra con il sangue che gli usciva dalla bocca. Si asciugò il sangue, si sentiva sconfitto, stava perdendo nuovamente tutto. Una luce apparve davanti a lui. - Stiles. – Disse con un filo di voce, rivederlo gli faceva temere ancora di più per la sua vita - Io non so chi sei. Non capisco che cosa vuoi da me. Non posso fare a meno di pensarti e di cercarti quando sono terrorizzato da qualcosa che vedo e che non capisco. Non so perché, nonostante tutto ciò mi spaventi da morire, voglio sapere tutto su di te. – Il ragazzo aveva mosso un passo in avanti ad ogni parola e non appena con le dita della mano aveva sfiorato il volto stanco dell'uomo, un filo di vento gelido lo aveva rispedito nella sua realtà. - Dannazione Stiles! – Un sorriso apparve sul suo volto. La donna riapparve, era chiaramente adirata, qualcosa non era andata come voleva lei. - Non appena il ragazzo ti ha sfiorato, lo scintillio della vita è tornato a bruciare nei tuoi occhi. – La donna dai lunghi capelli bianchi girava intorno a Derek. – Mi domando se basterà a farti rimanere in vita abbastanza a lungo per vedere i tuoi amici morire. Ma prima spiegami come hai fatto a farlo tornare nuovamente qui, anche se per poco. Visto che non parli. - Con un'unghia fece un piccolo taglio sulla guancia dell'uomo, il secondo dopo era a terra ad urlare per il dolore lancinante che quel piccolo tocco gli aveva causato. - Sciocchi. – Rise divertitala donna mentre si allontanava. – Mi state dando davvero sui nervi. – Un dettaglio aveva catturato l'attenzione di Derek, lei non sapeva chi aveva mandato qui Stiles, Lydia deve aver trovato un modo? Solo loro due erano svegli in quel posto. Si lasciò andare a terra, era divertito, per la prima volta era in pericolo di morto ma era anche divertito, sapeva che quel branco che si era creato Scott, ancora prima di diventare Alpha era particolare. Per la prima volta da quando era lì, si rilassò in quell'oscurità, stava dando completa fiducia a quei ragazzini. Un rumore assordante lo fece saltare, qualcosa stava accadendo alla sua prigione, sentiva il suo lupo chiamarlo ma oltre a lui c'erano altre voci. - Muoviti Scott! – La voce di Stiles. - Amico, dammi tempo, non è facile rompere questa lastra! – - Urla come hai fatto con noi! – Commentò Isaac. - Non ho riacquistato del tutto le forze. – - Solo degli idioti come noi potevano venire a salvare Derek non al 100% delle proprie forze! – Lydia non era stata del tutto d'accordo con il piano degli amici. - Siamo d'accordo che non è una delle nostre migliori idee, ora sbrighiamoci a prenderlo e a tornare a casa. – Stiles era molto nervoso e spaventato. Non appena la lastra si ruppe, Derek si alzò di scatto cercando aria, i ragazzi lo aiutarono ad uscire e lo coprirono subito con una coperta di lana, velocemente uscirono dalla botola, l'intuizione del ragazzo era stata giusta, l'uomo sarebbe stato dov'era morta Paige.
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