Sandro Non ho dormito. Sono rimasto lì. In piedi, immobile, a fissare l'oscurità dietro la grande vetrata, come se la notte potesse darmi delle risposte. Come se potessi leggerci qualcosa di diverso dal riflesso di un uomo sull'orlo di se stesso. La città sottostante è calma. Troppo calma. Le luci sono sfocate, irreali. Costellazioni artificiali in un cielo che non perdona nulla. Sono solo. E dovrei esserne sollevato. Ma questo silenzio… Questo silenzio mi lacera. C'è ancora il suo profumo nell'aria. Il suo respiro impresso da qualche parte nei muri. Il suo sguardo piantato nella mia carne. Potrei disegnarla a occhi chiusi. Potrei indovinare ogni suo battito di ciglia, la piega esatta delle sue labbra quando mente, la tensione nella sua mascella quando lotta. E lei lotta. Contro d

