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Tutta Colpa degli Occhi Azzurri

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Blurb

Jessica ha trent'anni, vive a Londra e sta per sposare l'uomo più ricco del paese. Indole razionale, crede piuttosto in un ricco conto in banca invece che nelle favole d'amore. Anche se sotto sotto...Ma il suo  brillante futuro viene seriamente minacciato, la sua carriera sta per finire bruscamente. Quando incontra Jamie, il ragazzo dagli occhi più belli che abbia mai visto, strani ricordi si risvegliano in lei, provocandole una fortissima sensazione di deja-vu. Chi è questo misterioso Occhi-Azzurri, come mai è apparso nella sua vita proprio quando più ne aveva bisogno?Per scoprirlo, per vendicarsi del suo prepotente ex e per salvare la propria immagine nella high-society di Londra, Jessica architetta un piano inedito: un viaggio avventuroso in Grecia, destinato a cambiarle la vita per sempre. 

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TUTTA COLPA DEGLI OCCHI AZZURRI
TUTTA COLPA DEGLI OCCHI AZZURRI di Gabrielle Queen La favolosa commedia romantica che ha fatto sognare migliaia di lettori Seconda edizione: Luglio 2019 Copyright 2019, Gabrielle Queen Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, utilizzata o trasmessa senza l’autorizzazione dell’autore. Questo libro è un’opera di fantasia. Tutti i nomi presenti, i personaggi, istituzioni, luoghi ed episodi sono frutto dell’immaginazione dell’autore e non sono da considerarsi reali. Le similitudini con fatti, persone, nomi, istituzioni sono da considerarsi tutti casuali. Ci siamo conosciuti durante quello spot pubblicitario. Eravamo due modelli appena ventenni, bellissimi, carismatici e senza molta esperienza, ma ciò non contava. Lo ricordo bene: era una pubblicità per un profumo maschile. Il set era da qualche parte in Sardegna, tra quelle selvatiche bellezze naturali e l’azzurro inconfondibile del mare. L’odore di sale si mescolava piacevolmente con il profumo in causa, che respiravamo sempre durante le riprese per lo spot. Mi chiedevo perché avevano scelto proprio me. Lui era già un po’ noto, aveva girato anche per la Calvin Klein, ed aspirava al mondo del cinema. Come me, d’altronde. Ma perché io? - Siete molto affiatati – fu quella la loro spiegazione. Mi aveva reso curiosa. E quando ho conosciuto J. di persona, me ne sono convinta anche io. Era alto e ben fatto. Gli occhi intensamente azzurri contrastavano con i suoi capelli di un biondo impreciso. Una peluria marrone chiaro copriva il suo petto scolpito, spezzato in due da un tatuaggio intricato, in cui si vedevano un drago ed un viso di ragazza. Era un drago con due teste, visto da altro angolo sembrava anche una ragazza che apparteneva al corpo del drago. Un’immagine particolare. Non ho osato allora chiedergli perché quel tatuaggio, non osavo chiedergli nulla. A me non piacevano i tatuaggi, ma andavano di moda e probabilmente mi avrebbero chiesto di farmene. Lo avrei cancellato presto, pensavo. Ricordo quei giorni abbastanza bene, anzi, ricordo piuttosto le sensazioni che provavo. Sono stati giorni intensi, di profumi, sapori e brividi indimenticabili. Non fu difficile fingermi innamorata dal mio compagno di spot. Era così virile e serio, ma non appena si spegnevano le luci del set, diventava un ragazzo simpatico, che chiacchierava con tutti davanti ad una birra analcolica. Mi piaceva che non beveva alcol e non fumava. Non sarebbe diventato famoso se non iniziava a fumare, mi dissi. Mi piaceva che sapeva suonare la chitarra, e a volte la sera lo faceva, e noi tutti ad ascoltarlo e ad applaudire. Era una specie di piccola star, non avevamo dubbio che sarebbe diventato famoso di lì a poco. All’inizio dell’estate, la Sardegna era uno splendore. Non riuscivo a saziarmi dell’acqua cristallina e perfetta. Mi bagnavo ogni volta che potevo, nelle pause e durante la sera, deliziandomi con l’acqua meravigliosa. Era lì il vero paradiso. Ricordo che durante una pausa di nuoto, J. mi ha accompagnata. Ho avuto la sorpresa di vederlo a qualche metro accanto a me, ad esplorare le acque selvagge ed il loro misterioso mondo marino. -Bel posto, eh? Mi disse, non appena abbiamo raggiunto la riva. Gli ho sorriso, incerta. Eravamo più colleghi che amici, ed io ero una indole timida. Non legavo amicizie con la stessa facilità con la quale solcavo le fresche onde. Non mi fidavo molto degli uomini, alla fine si rivelavano tutti dei mascalzoni. Ho visto lo sguardo di J. diventare un po’ più scuro, man mano che l’acqua dei miei capelli si stava sciogliendo sul mio costume. Indossavo due minuscoli pezzi simili a quelli dello spot che giravamo. Il mio corpo era quasi divorato dallo sguardo feroce di J., ed in quel momento ebbi quasi paura. Intuivo che i nostri rapporti non sarebbero stati professionali per sempre… Ma ero seria. Non mi piaceva avere nulla a che fare con nessuno, in quel preciso periodo della mia vita. Sapevo come sono i maschi: degli stronzi che sanno approfittarsene e mollarti sul più bello. Non avevo intenzione di farmi fregare ancora. Il guaio era che, durante lo spot, io e J. posavamo in maniera abbastanza esplicita. Dovevamo abbracciarci, sfiorarci e quasi baciarci. Lui che mi abbracciava da dietro, mentre io assaporavo l’odore aspro di agrumi del nuovo profumo dell’estate, una creazione di un famoso creatore di moda italiano. Lui che mi abbracciava, baciando la mia nuca o il lato laterale del mio collo. Non capivo perché i suoi baci non mi lasciavano indifferente, come con chiunque altro collega di shooting. Forse perché J. usava anche la lingua, nel mentre? La sua lingua era molto calda, e sulla mia pelle abbronzata produceva un effetto ancora più intenso. Faceva caldo sul set, perché quella era una delle estati più bollenti, negli ultimi dieci anni. Eppure, ogni volta che D. mi baciava il collo, avvertivo brividi in posti segreti e quasi vergini del mio corpo. Avrei voluto che smettesse, perché mi turbava. Una volta, mi diede persino un morso al collo, come se fossi un frutto tropicale, e glielo feci notare, arrabbiata. Non ero arrabbiata, ero soltanto… scombussolata. Quella volta abbiamo un po’ litigato, e penso che fu quello l’inizio. -Non puoi toccarmi in quel modo, non sono la tua ragazza! - sono esplosa, dopo le riprese. Erano le sei passate del pomeriggio, l’aria ancora calda faceva venir voglia di un bel bagno nelle acque turchine dell’isola. -Lo scopo dello spot è quello di sembrare follemente attratti l’uno dell’altra. Anche se -ovviamente, non lo siamo. Il modo brusco e crudele con il quale disse quella frase mi fece un po’ male dentro, ma non potevo mostrargli quello che provavo… a meno che non si leggesse nei miei occhi. - Possiamo sembrare tutto ciò che vuoi, ma per l’amor del cielo- non mordermi! -Troppo tardi – Josh ha amato l’idea. Anzi, domani sarai tu a dover mordere il mio collo, con un bacio molto lascivo... Josua Carr era il regista, un tipo simpatico di mezza età con il quale avevo lavorato in passato. -C… cosa? Josh ha detto una cosa del genere? Ma è assurdo! -Secondo me, dovremmo fare delle prove. Ti vedo molto scettica. -Ma… è… sapevo che dovevamo toccarci, ma nessuno mi ha parlato di baciarsi o mordersi! -Josh invece sembra molto convinto della nostra prestazione. Tanto che … ha deciso che dovremmo baciarci. Sarà un piccolo bacio di un secondo, nella parte finale della pubblicità. Che finirà con te alle mie spalle, mordendomi il collo con molta passione, come ti ho mostrato... -A me nessuno ha detto nulla, però… -Ti aggiorneranno domani. Suggerisco di esercitarci un po’, visto che la cosa non ti convince. Per la prima volta, rimasi senza parole. E… esercitarci? Cosa voleva dire?? J. posò sulla sabbia il virgin mojito che teneva in mano, con movimenti lenti e calcolati. Non so perché, notai in modo particolare la sua camicia azzurra con fiori gialli, che ricordavano le Hawaii. I primi bottoni erano slacciati, in modo da far intravedere un pezzo del suo petto tatuato. Era intensamente... Sì, la mia mente aveva formulato proprio quell’aggettivo, insieme al mio corpo che fremeva al suo tocco. Mi prese una mano dentro la sua, accarezzando lentamente il mio polso. I suoi occhi erano così intensi dentro ai miei, che mi fecero scoppiare qualcosa nel petto. Oh Dio, gemetti, sospirando quando lui mi portò più vicino a quel suo corpo muscoloso e talmente duro. Mi toccò in un modo che solo lui sapeva fare, prendendomi i capelli tra le dita. -Ho l’impressione di toccare seta di China… ce l’hai il ragazzo? chiese all’improvviso, fissandomi in un modo che se fossi stata una granita alla menta, mi avrebbe sciolta in un secondo. Scioccata da quella domanda così diretta, gli dissi di sì, poi di no. Sapevo che anche lui era single, lo aveva confessato qualche sera fa, durante una sessione di “singing”. -Bene. Allora non mi sentirò in colpa per questo – aggiunse. L e sue labbra toccarono leggermente le mie. Una leggerezza simile alla carezza di una piuma, ma per questo – intensamente sensuale. Ho sentito tutto il sangue nelle labbra, ed in parti segrete del mio corpo. -Stiamo provando per lo spot, tranquillizzati. Dovremmo farlo domani, sembrando convincenti. Mi sa che dobbiamo fingere di baciarci… molto a lungo – concluse, fissandomi in una maniera tale che mi tremarono le ginocchia. Era assurdo, mi stavo comportando come una ragazzina al primo incontro ma non potevo lottare contro le mie stesse sensazioni. Sospirai, confusa e leggermente arrabbiata. Non permettevo a nessuno di prendersi delle libertà con me. Maledizione. Lo desideravo – era quella la verità. Quel bellissimo posto, la spiaggia e la brezza, l’acqua meravigliosa, il pesce fresco e le macedonie con frutta tropicali accendevano i miei sensi. Aumentava dentro me un bisogno, come la marea serale dell’isola. Un bisogno vago e lontano di essere baciata, coccolata e riempita. Improvvisamente, la mano sinistra di J. toccò l’interno del mio braccio destro, lì dove la pelle era più sensibile. Ho avuto in tutto il corpo un fremito che non saprei spiegare. Ero in qualche modo ipnotizzata da quegli occhi azzurri, così lisci e somiglianti a due magiche superficie argentate. Nell’ora del tramonto, i suoi occhi sembravano argento fuso, un colore fantastico che non ho mai più incontrato da allora. Mi tirò in un luogo appartato della spiaggia, dove non potevamo essere visti. L’ho seguito, pensando che non avevamo nulla da perdere, e che in fondo – era solo una prova. L’attrazione sessuale tra noi doveva risultare alquanto convincente, davanti alla macchina di ripresa. Mi stavo raccontando delle belle bugie. -Dobbiamo sembrare molto convincenti… cosa suggerisci di fare? Ho avuto l’impressione che anche lui stava tremando. Non smetteva di accarezzarmi il braccio. Mi sentii sul punto di svenire, speravo solo che non lo notava. - Credo che … che dobbiamo… - sussurrai, vicino alla sua bocca. Ci respiravamo con gli occhi. I o chiusi i miei, toccandolo con le labbra. Sul mento. Sapeva di sale marino e di uomo. Lui toccò di nuovo le mie labbra con le sue. Ebbi un brivido. Avevo voglia di lui. Emozioni incontrollate si agitavano in me. Mi baciò, ed io gemetti. Anche le sue labbra sapevano un po’ di sale, finché il bacio non fu più intenso. Finalmente, la sua bocca catturò la mia. Fui accolta di sorpresa. Una miriade di selvatiche emozioni trasmisero un doloroso calore nel mio sesso, già gonfio. Mi ero persino dimenticata che baciare era così. Una specie di dolce tempesta. Un frutto proibito, per questo ancora più dolce ed intenso. J. mi baciò con tanta intensità, che per poco non mi sollevò da terra. Mi stava assorbendo nel suo corpo nella sua bocca, come la sabbia assorbe la sensuale dolcezza del mare. Le sue mani non smettevano di accarezzarmi la schiena e le sinuose curve del sedere, attirandomi sempre più vicino al suo corpo durissimo. Altro che provino per lo spot pubblicitario! Quello che lui mi dava era un bacio vero ed appassionato, che mi stava divorando la bocca e stava accendendo in me un’ardente passione, un immediato bisogno di essere posseduta. La sua bocca non si limitò a quello, iniziò ad esplorare il mio corpo. Mi sentii gemere quando la sua lingua bagnò un mio capezzolo indurito. Lo morse con gentilezza, scoprendolo dal piccolo costume blu che indossavo. Non potevo più resistere. Dentro ero bagnata come un frutto tropicale, dolce morbido e completamente proibito. Sospirai socchiudendo gli occhi. Poi guardai se qualcuno ci poteva vedere. Ma non c’era nessuno, ed il sole scivolava piano verso il lato ovest dell’isola. Proprio come la mano di J. scivolò nel mio bikini, lasciando una scia di fuoco sulla mia pelle. -Questa è la strada che la mia mente ha percorso un milione di volte, ad occhi chiusi, nel buio della notte… da quando ti ho vista per la prima volta. E no, non è una frase da ripetere nel nostro spot pubblicitario. Te lo sto dicendo davvero. Mi ossessioni. Vorrei trascorrere le giornate qui dentro… Deglutii con un brivido. La sua mano non aveva difficoltà nel trovare punti che potevano offrirmi piacere massimo nel giro di qualche secondo. Ero bagnata ed eccitata come non mi capitava da tempo… tutto a causa di quelle dita magiche che si muovevano con lentezza sopra I petali del mio sesso, e del suo sguardo pieno di fiamme azzurre, che faceva già l’amore con la mia anima.

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