37. Quando mi sveglio mi sento bene. La febbre è passata, non ho più dolori e ho solo il naso che cola. Guardo l’ora, sono le sette del mattino. “Idiota”, dico ad alta voce. Bruno, vicino a me, si sveglia e stropiccia gli occhi. “Che succede?”, bofonchia con un alito pestilenziale. “Ce l’hai con me?”. “Con me stesso. Ho dormito quasi un giorno intero. Ho perso un sacco di tempo. Non va bene. Ma anche con te. Dovevi svegliarmi, cazzo”. “Rilassati, fratello che c’è qui il tuo amico Bruno”. Il click della luce in stanza mi ferisce gli occhi. Mi abituo poco dopo e mi guardo attorno. Vicino al letto, dalla parte di Bruno, ci sono tre sacchetti gonfi di oggetti. Da uno di questi spuntano delle ciabatte con il peluche rosa e il tacco, e un paio di manette fatte allo stesso modo. “Hai fatto

