— Che avete, donna Carmelina? siete malata? — No, grazie, sto benissimo, cavaliere, — Roberto Gargiulo vi ha lasciata, — disse lui, crudamente. — Come lo sapete? — balbettò la poveretta, guardandolo con occhi persi. — Come se me lo avesse detto lui, Carmelina. Non poteva essere diversamente. —... Già, — sussurrò lei, a voce fioca. — Non vi disperate troppo, mia bella ragazza. Le lagrime guastano la faccia e rovinano lo stomaco. — Io non ho pianto, cavaliere. Egli la scrutò bene: e le chiese subito — Dunque, non gli volevate bene? — No, cavaliere, — rispose ella, voltandosi in là. — Neppure lui, allora, ve ne voleva? — Lui, niente, — ella replicò. — E allora... perchè? — Perché?... e chi lo sa?... non si sa, il perché. Buongiorno, cavaliere. — Ve ne andate? Restate. Ricordate

