III Per ora Laline Lester attirava ben poco David Lamont: c'era in lui come uno spirito arguto e battagliero che aveva potuto esercitarsi con quella fanciulla a Washington, niente altro. Lei rappresentava il prodotto di una femminilità giovanile carina ma guastata dai troppi capricci soddisfatti, poco attraente per qualsiasi uomo con un po' di cervello, tolto che per un aspetto, dietro il quale in quel momento lui non poteva perdersi. Non si era nemmeno ricordato dell'invito della fanciulla, nei pochi giorni passati a New York, e sapendo di dover trovare sull'Olympic Jack Lumley, non si era nemmeno messo a cercarlo. Tuttavia, mentre quel primo giorno era sulla veranda a bere un caffè, si domandava perché la vista del suo vecchio amico con le due signore avesse scatenato in lui un senso di

