Prologo

187 Words
Prologo Milano, Bastioni di porta Venezia, giovedì 16 marzo 1978, ore 3.00 I Bastioni di porta Venezia dormono con un occhio solo. Con l’altro osservano sospettosi una Bmw color vinaccia parcheggiata da poco in viale Vittorio Veneto, proprio all’angolo con corso Buenos Aires. A Milano, di questi tempi e soprattutto a quest’ora di notte, quando tutto è più scuro e silenzioso, anche il minimo movimento, il più insignificante rumore, può apparire, al contempo, sospetto e inquietante. Due colpi secchi rimbombano nella notte, la violentano, e destano di soprassalto tutto il circondario. Immediatamente si levano al cielo le grida disumane delle scimmie dello Zoo che s’affollano, idrofobe, contro le sbarre del gabbione. Gli fanno eco, come un coro da tragedia Greca, i richiami e i frulli d’ala degli uccelli tropicali, insieme alle prime voci degli uomini che s’affacciano alle finestre delle camere da letto. Nel mezzo di tutto questo frastuono, nessuno avverte il tonfo del corpo che stramazza a terra. Pensavano dormissi, di cogliermi di sorpresa. L’uscio si apre. Fuori dalla stamberga vedo le stelle, la notte che ha conquistato ogni cosa. Mi costringono a seguirli. Non ho nemmeno il tempo di prendere i miei occhiali.
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