Il cielo sopra la capitale aveva finalmente ceduto sotto il peso dell'inchiostro e dello zolfo. Alla fine del pomeriggio, sopra la tenuta di Valtierre, le nuvole si erano addensate, pesanti, spesse, quasi nere e violacee, che oscuravano l'orizzonte. poi, il primo tuono scosse le finestre del castello. Una pioggia torrenziale, selvaggia e verticale, era caduta sul parco, trasformando i prati impeccabili in una palude di fango e foglie strappate. Di sopra Laurale soffocava. Hubert se n'era andato da appena ventiquattr'ore, ma la casa, svuotata della sua presenza, paradossalmente sembrava più stretta che mai. L'aria interna, saturata dall'aria condizionata e dal profumo dei gigli bianchi disposti nei vasi di Sèvres, gli bruciava i polmoni. ogni secondo trascorso tra quelle pareti rivestite d

