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7Ogni giorno di quelle due settimane senza Giorgio sembra­rono ad Anna un lungo sabato pomeriggio estivo passato in una città svuotata dei suoi abitanti: il ritmo rallentato, il caldo afoso, l’aria piena di pulviscolo, i rumori ovattati, il traffico assente; solo pochi passanti anziani nelle tarde ore preserali. Giorgio era l’anima del negozio: era lui che lo faceva vibrare e pulsare di vita. Senza lui non c’era energia, non c’era movi­mento. Tutto ero fisso, immobile e statico, e Anna aveva la sensazione che anche le luci delle vetrine fossero più fioche e appannate. E vedeva i colori delle etichette più sbiadite, come se fossero stati desaturati, e sentiva gli odori e i profumi me­no fragranti, meno aromatici. Sì chiese se le sarebbe piaciuto comunque lavorare lì, anche senza la presenza

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