UN ALTRO FIGLIO DI DIO(Inedito) Maria incespicò e rise, coprendosi la bocca con la mano, anche se a quell’ora, per strada, non c’era nessuno. Dio, doveva essere ubriaca. Rise più forte, spruzzando saliva, dimenticando la buona educazione di sua madre, ovunque fosse in quel momento la megera. Doveva anche scendere da quei tacchi, prima di rimetterci una caviglia. Starnazzò di nuovo nella notte. Ogni verso sghembo alimentava quello successivo. Era colpa del bambino. Era merito del bambino. Ticchettando sbilenca sull’asfalto sudato della notte, si carezzò istintivamente la curva accennata del ventre. Poco più di sei mesi e ancora poteva permettersi quel vestito attillato da cavaorbite. A volte le veniva il dubbio di non essere davvero incinta, ma l’ecografia non mentiva. E poi c’era l’

