La vecchia aveva detto che quello era un tempo di raro amore, ma credevo invece che fosse un’epoca di preghiere mal riposte. Tutti pregavano le Creature: chi per paura, chi per ottenere da loro favori, miracoli che chiamavano benedizioni. A differenza di Dio, i mostri esistevano e avevo visto con i miei occhi i loro doni, anche se ero convinto che delle preghiere non avessero alcuna coscienza. Le Creature semplicemente erano. Il loro agire, come aveva detto Anna, era quello del temporale, del terremoto: imprevedibile, casuale. Del tutto indifferente. Forse erano davvero divinità… In quell’istante però, rivolsi anch’io le mie suppliche. Non so a chi, ma in fondo che importava? Di ciò che desideriamo ci interessa solo che venga esaudito. Dio è il nome che diamo a colui che fugacemente pensi

