FENDITURE(Vincitore Esecranda 2015 – Ed. Esescifi) Immaginate una ferita. Immaginatela slabbrata, che lasci intravedere le lacerazioni dei tessuti all’interno della carne, ma senza sangue. Ora immaginatela nel cielo, larga un centinaio di metri; alta un chilometro, almeno. Immaginatene diverse e, mentre le guardate, che pulsino davanti ai vostri occhi come se fossero gravide di qualcosa. Ecco, è da lì che vengono i mostri. * * * Intuire la verità non la rende meno amara. Ingannarsi peggiora le cose, ma a volte non rimane altro. Si è fragili, il rischio di spezzarsi per sempre fa troppo male. Allora uno chiude gli occhi e va avanti così, alla cieca, pregando che il prossimo passo non lo conduca oltre il ciglio del baratro. O che lo faccia e tutto finalmente si concluda. * * * «Hai p

