Giochi Innocui?

4519 Words
Izuku pov.  Il giorno dopo eravamo a pezzi. Hitoshi era crollato nel suo letto e lo stesso avevamo fatto io e shoto.  Non mi ero neanche reso conto che ormai fosse mezzogiorno quando sentii dei forti colpi alla porta che mi svegliarono. "Nerd è ora di pranzo, sbrigati o devo buttare giù di nuovo la porta?" "Kacchan?" - Aiuto che vuole adesso? Perché mai mi avrà svegliato? - pensai. Corsi alla porta e aprii. "Finalmente! Alla buon'ora, si può sapere perché ancora dorm..." I suoi occhi si spostarono sul mio corpo e mi resi conto di essere ancora in boxer.  Tornai sul suo volto, era rosso come un pomodoro ed anch'io sentivo il mio avvampare. "Scu-scusami non mi sono ancora vestito, adesso vado a prepararmi." dissi nel più totale imbarazzo. Intanto lui aveva girato la testa verso il corridoio.  "No... tranquillo, aspetto qui fuori." Dopo quella scena ero più che sveglio, misi una felpa a caso e un paio di pantaloni ed uscii dalla stanza. "Andiamo di sotto che è ora di pranzo. Ma sveglia anche le altre due belle addormentate del piano che non sono ancora uscite." mi disse lui.  "Oh, va bene." Così, dopo aver svegliato i miei amici, scesi insieme a loro. C'era gran agitazione e movimento nella sala comune, scoprimmo subito il perché. "Ragazzi!" kaminari venne verso di noi. "Prima che inizi il festival dello sport, abbiamo deciso di fare un piccolo party, stasera e voi non potete evitarlo! " "Tanto anche se domani è lunedì non ci sono lezioni per via della preparazione in corso dell'evento. Abbiamo solo gli allenamenti del pomeriggio." sottolineò Sero.  "Quindi se qualcuno esagera andrà bene comunque." concluse l'altro biondo, implicando nel contesto che, tutti avrebbero fatto le ore piccole quella notte. Non ero portato per le feste lo stesso gli altri due che erano scesi con me ma hitoshi mi aveva dato un'altra impressione il giorno prima.  Credo che in fondo a lui non dispiacesse il fatto di partecipare a feste o andare in posti a divertirsi. Forse non aveva mai potuto farlo prima perché non aveva legato con qualcuno. Guardando Todoroki, penso avesse capito anche lui e così accettammo. Poteva essere divertente in fondo.  Dannazione a me e a quando parlo. Non sapevo ancora del casino imminente pronto a scatenarsi dietro l'angolo.  Il pomeriggio si svolse tranquillamente, kacchan chiamò me e gli altri e ci portò dai suoi amici. "Allora..." disse indicandoci il suo gruppo. "So che sapete già i nomi eccetera, comunque loro sono le bestie che non mi lasciano in pace un attimo." "Cattivo come sempre bakubro, eh." affermò kirishima con un sorriso.  "Scusate se vi disturbiamo" disse Mina portandosi davanti al gruppo. "In realtà ieri vi abbiamo visto uscire dalla metropolitana tutti insieme e ci siamo incuriositi." "Il caro bakugou ha detto che lo avete costretto a farvi da guida turistica tra sala giochi e luoghi vari e ci chiedavamo come ci foste riusciti." proseguì Denki provando ad avvolgere un braccio attorno al collo di kacchan che però lo schivò subito. Di sicuro, in questo genere di situazioni, si va a pensare direttamente ad una persona del mio gruppo che è incredibilmente bravo a persuadere gli altri al suo volere, dato il suo quirk. E infatti Kirishima è Kaminari, stavano fissando Shinsou.  "Non guardate me, non ho usato il mio quirk su di lui, ho solo detto che non lo credevo in grado di conoscere posti divertenti e lui si è autoinvitato al nostro giro." "Ok ok, però la prossima volta vogliamo esserci anche noi. Giusto gruppo?" affermò Eijirou alzando le mani come per scusarsi. Poi fu Mina a proseguire.  "Si infatti! Sai, eravamo preoccupati per todoroki pensavamo si fosse azzuffato con bakugou e che lui lo avesse colpito troppo forte."  "Ma quando ci ha detto che eri stato preso alla sprovvista dal gioco del pugno nella sala giochi, avrei voluto assistere alla scena." terminò Denki con una breve risata.  Noi tre ci guardammo e ci scambiammo sguardi d'intesa ed infine Shoto disse: "Non sapevo come funzionava, non ero mai entrato in una sala giochi fino a ieri." "Oh povero ragazzo!" esclamò l'unica ragazza del gruppo. "Quanto tempo devi recuperare, vedrai, la prossima volta vi porteremo noi a girovagare." Parlammo per una buona parte del pomeriggio, fino a che Shoto non ricevette una chiamata dai fratelli ed io fui chiamato dal maestro.  Quindi lasciai i ragazzi e andai alla saletta privata nella scuola dove incontravo All might per parlare della scuola e di come andava il resto. "Maestro, mi hai chiamato?" "Ciao Izuku quanto tempo!" mi salutò una voce a me familiare appena varcata la soglia.  "Oh, Mirio senpai! quanto tempo!" Già, troppo tempo. Mi era mancato quel simpaticone. Diedi una rapida occhiata alla stanza ed incrociai lo sguardo di un'altra persona, già nota a me.  "Sir San, c'è anche lei? Che succede? Sono nei guai forse?" "Nessun guaio ragazzino, volevo solo parlare con te e Mirio ha insistito per venire." rispose lui, seduto di fronte a Toshinori.  Avevo incontrato Mirio senpai circa sei mesi dopo il mio arrivo su I island. Era il pupillo di Sir, ex collaboratore di All might. Mi raccontò che si erano separati per divergenze di opinione ma... Scoprii che Sir, dopo lo scontro che gli aveva procurato la ferita che lo stava indebolendo sempre di più, aveva predetto la sua morte.  Il suo quirk di previsione era preciso e certo, sempre. Incuriosito dalla mia storia, era venuto sull'isola della tecnologia scientifica per incontrarmi. La prima volta che mi vide, usò il suo potere su di me, temeva che sarei stato io a portare la fine di All might e voleva impedirlo. Ma quello che vide lo portò a pensare il contrario. Mi disse che ero il primo di cui non riusciva a vedere il futuro, ciò era un bene e pure un male, a stabilire da che ago avrebbe teso la bilancia, sarei stato io. "Volevo controllare se c'erano stati cambiamenti in quello che ho visto tempo addietro." disse ed io subito gli risposi.  "Ma non ci sono stati giusto? Mi sono accorto che quando sono entrato hai usato il tuo potere, i tuoi occhi hanno brillato per meno di un secondo e la tua espressione è leggermente cambiata." "Sei attento ai dettagli come sempre, una buona qualità. Ma non era solo il tuo di futuro che mi premeva controllare." Guardai verso il maestro, lui non aveva più voluto che Sir guardasse il suo, ma io volevo che ci ripensasse e nonostante tutto, lui ancora non mi aveva ascoltato. "Qualche giorno fa, All might mi ha scritto, la sua previsione è cambiata e credo sia merito tuo." disse e mi sembrò sollevato per ciò che ora aveva accertato.  "Cos'hai visto di preciso?" chiesi.  "C'erano interferenze come quando ho provato a guardare il tuo, però la differenza sta che nel suo sono riuscito a vedere delle immagini. Era ricoverato in ospedale ma stava bene. Il fatto che vedessi interferenze come quelle della tua visione del futuro, significa probabilmente che tu dovevi essere lì al suo fianco." "Ma non sei riuscito a vedere altro." Ero un pò deluso. Ma come lui, anche sollevato. "Ho provato più volte ma è sempre la stessa. Quanto meno sappiamo che non accadrà il peggio, ma non so quali conseguenze porterà questo. Se sei riuscito a cambiarlo una volta, puoi sempre cambiarlo di nuovo. Quindi cerchiamo di stare allerta. E a questo proposito, vorrei che dopo il festival tu venissi alla mia agenzia." "Come?" e qui intervenne il maestro per spiegare.  "Giovane Izuku, ti avevo parlato che dopo il festival ci sarà uno stage nelle agenzie di eroi e che in base ai risultati del festival gli studenti ricevono più o meno offerte." "Ah, è vero. Ma mi inviti ancor prima della fine dell'evento?" mi rivolsi a Sir.  "So che sei un ottimo allievo e studente. Mi hai fatto davvero ricredere su diverse questioni e vorrei aiutarti a controllare il tuo potenziale. Verrai affiancato da mirio che si è diplomato l'anno scorso ed ora lavora per me." "Sarebbe un onore poter lavorare con entrambi." risposi sincero.  "Allora ti aspettiamo. Mirio, adesso puoi andare, so che devi badare alla piccola Eri visto che ereased head è in missione." "Vado." "Vado anch'io, grazie ancora Signore, maestro." Salutai entrambi e ci avviammo fuori. Eravamo sulla via esterna, andando verso i dormitori.  "Comunque, ho saputo che sei in 2A sei con Bakugou?" mi chiese il Senpai.  "Si, come mai lo conosci?" "Era nella missione per salvare eri Chan con noi e all'inizio ero preoccupato per i suoi modi di fare. Ma è stato in gamba, non fosse stato per lui non avremmo catturato il capo dei criminali e salvato eri Chan. Oh eccola." "Mirio San ciaooooo!" fece una piccola bambina correndo gli incontro, lui la afferrò tirandosela in braccio.  "Ohi piccola principessa, come stai?" "Kacchan mi ha accompagnata, mi ha fatto giocare fino a quando non vi abbiamo visto." Aveva detto Kacchan? Guardai più in là e di fatti, ecco appunto un Kacchan farsi, lentamente, sempre più vicino a noi.  "Ciao Bakugou, è tanto che non ci vediamo." Lui salutò Mirio con un gesto. Era ancora distante, quasi temesse di intromettersi nei nostri discorsi. Poi la bambina guardò verso di me, si rivolse di nuovo a Mirio: "Mirio San, lui è un tuo amico?" "O sì piccola, lui è Izuku." "Ciao Eri Chan, piacere di conoscerti." dissi sorridendogli, poi curioso aggiunsi: "Dimmi un pò, come mai chiami Katsuki col soprannome di Kacchan?" "Lui mi ha detto che è il nome che preferisce e perché era- mmmhmn." Ma kacchan gli tappò la bocca prima che potesse finire.  "Ehi nanetta, adesso parli un pò troppo." Mi prese per un polso e mi trascinò via. "Ok, adesso che la piccola è col badante possiamo rientrare." "Ciao Bakugou, spero di vederti presto." lo salutò Mirio sorridendo.  "Kacchan! Giochiamo ancora insieme!" fu invece il saluto della piccola.  Io ridevo mentre mi accorgevo che Katsuki era rosso in volto, me ne accorsi guardando la punta delle sue orecchie. Mi sarei potuto scottare toccandole, da come erano rosse doveva essere bollente.  "Kacchan, non sono più l'unico a chiamarti così, che peccato." sospirai fingendomi un poco triste.  "Sta zitto nerd." "Avrei voluto vedervi giocare insieme, non dovevo trattenermi così allungo nella scuola, chissà che spettacolo mi sono perso." "Stronzo, vuoi morire?" minacciò lui.  "Su, non prendertela per così poco." Si fermò e si girò verso di me. Era ancora un pò rosso ma non glielo feci notare. "Perché eri con quello e dove sei stato?" Ecco che partiva all'attacco con un altro interrogatorio. "Il mio tutore aveva bisogno di parlare con me e poi ho incontrato Mirio, l'ho visto tempo fa e ci siamo fermati a parlare." "E il tuo tutore?" "Adesso sta parlando con un'altra persona, quindi sono andato via." "E perché ci parla a scuola? Gli altri professori sono tutti in giro oggi." chiese giustamente confuso, visto che ancora non sapeva chi fosse ad occuparsi di me.  "Perché il mio tutore lavora qui, ora basta domande, pensavo che avresti aspettato che fossi pronto a parlartene, esattamente come io sto aspettando una risposta da te." Si zittì e tornò a camminare verso il dormitorio. "Kacchan, scusa, non volevo farti arrabbiare, perdonami." "Non ti devi scusare." disse mentre, a passo più rapido, proseguivamo il percorso. "È per colpa del mio carattere se perdo subito le staffe, tu non c'entri nulla." "Kacchan..." provai a prendergli la mano per fermarlo e scusarmi meglio, ma lui la scostò.  "No tranquillo, non devi davvero." Tornammo nelle nostre stanze prima di scendere per la serata che ci aspettava.  Bakugou pov Il bicolore e Deku se l'erano svignata con una scusa e quando anche lo zombie si allontanò lo seguii. Volevo chiedere al nerd ma lui era uscito di corsa con ancora il cellulare all'orecchio, quindi non mi restava che lui.  "Ehi aspetta salgo con te, devo parlarti." gli dissi. Avevamo raggiunto il nostro piano, quando capelli viola si voltò verso me. "Allora, che devi dirmi?"  Non sapevo come chiederlo. "Da quando sei così timido?" mi sollecitò.  "Sta zitto... Il bicolore... Secondo te se la é presa per quello che ho detto?"  Mi fece una faccia a dir poco stupita.  "Non credo, anzi credo fosse felice di non dover inventarsi una scusa per quel livido. È molto simile ad Izuku in questo, non è bravo nel raccontare bugie." "Meglio così." "Sai, stai cambiando in queste settimane, la cosa non può che farmi piacere. Ah, Izuku mi ha detto della tua strampalata idea di me e lui insieme, ci terrei a precisare che Izu mi piace, è simpatico ed una tra le persone migliori che io abbia mai incontrato, ma è e sarà sempre il mio miglior amico, quindi non metterti strane idee per la testa." "Era solo che... Sembrate molto più che amici." molto più che con quell'altro comunque.  "Questo perché abbiamo in comune il fatto di avere tutti un bastardo per padre, il ché ha aiutato molto a unire tutti e tre." "Tutti e tre?" non mi era chiaro il senso di quelle parole. Deku non aveva più un padre già da piccoli.  "Si, oh forse è meglio che tu chieda a lui per i dettagli, anche io e Shoto non sappiamo moltissimo sull'argomento. Beh è un tasto dolente, persino io non ne ho parlato granché con gli altri. Ma quello che più ha problemi è Sho, visto che il suo ce l'ha ancora in casa." "Va bene, scusa per il disturbo." lo scansai per andare in stanza.  "Tu che chiedi scusa? Mi devo segnare la data sul calendario." "Bada a come rispondi capelli viola!" "Oh sei di nuovo tu, come non detto." Mi squillò il cellulare e vidi un messaggio da parte del prof Aizawa. Sì, aveva il mio numero da quando aveva adottato una bambina soccorsa durante una missione in cui avevo partecipato mesi addietro.  Ed ogni tanto mi toccava badare a lei. Rinunciai al mio pisolino e tornai verso l'ascensore.  " Devo andare, ci vediamo dopo."  "Senti, ancora una cosa, io ci tengo ad Izuku e so quanto lui sia cotto di te. Ma vedo anche come lo guardi tu e beh, se non riesci a capire ciò che voglio far intendere, siamo davvero messi male. Lui è un ingenuo, finché non ti spiegherai chiaramente non capirà mai." Concluso il discorso col viola, mi avviai infine verso il dormitorio del prof.  "Bakugou, ti affido Eri finché Mirio non si libera, potete avviarvi verso la scuola. Lui sta parlando con alcune persone al momento, ma si libererà a breve." "Va bene." risposi.  "Eri, fa la brava capito?" "Si papà!" disse la piccola.  "Non sono... Non fa nulla, mi raccomando." "Si si." quasi risi per il suo modo rassegnato. La ragazzina salutò il bruco finché non uscì dalla nostra visuale.  "Allora mostriciattola." dissi dopo abbassandomi per essere alla sua altezza. "Come ci occupiamo il tempo finché faccia da smile non si libera?" "Kacchan, voglio giocare ad acchiapparella! Corriamo fino alla scuola!" Sbuffai un sorriso. Non lo ammetteva a nessuno ma adoravo quella piccola.  "E va bene, ma dovrai essere molto veloce, Corri!" "Waaaaah!" iniziò a correre via strillando, mentre io per stare al gioco, la inseguivo più lento.  Perché mi chiamava Kacchan? Non so di preciso perché le avevo detto che poteva usare quel nomignolo. Un pò mi mancava, un pò vedevo in lei qualcosa di simile a Deku. Da quando l'avevamo salvata, lei aveva iniziato a seguirmi ovunque proprio come Izuku un tempo. Dato che all'inizio non sapeva gestire il suo quirk, ero io ad andare a trovarla, poi quando ci riuscì imparò anche a sgattaiolare fuori dal suo dormitorio per venire a trovarmi nel mio. Era brava a scappare e più volte sono stato svegliato da un certo professore bruco che era disperato dopo la fuga della figliola.  "Kacchan, oggi mi sembri più felice." mi disse lei ad un certo punto mentre per riprenderci eravamo sdraiati sull'erba del parco attorno.  "Tu dici?" "Si, io non ti vedo mai con quel sorriso." Mi toccai il volto e compresi dalla forma che aveva assunto che stessi facendo un vero e proprio sorriso.  "Mah, forse non hai tutti i torti." "Daaaai dimmi cos'è successo." mi incoraggiò la piccola a parlare.  "Ecco vedi, ti avevo detto che c'era una persona che mi chiamava Kacchan prima di te vero? E che non sapevo dove fosse e la cosa mi preoccupava. Beh, è tornata ed anche se ancora non so cosa sia successo, sono felice che lui sia qui. Anche se è finito col crescere più di me e non penso mi seguirà come prima." "Ma è stupendo! Me lo farai conoscere il tuo amico vero?" "Si appena riuscirò a capire dove scappa sempre, sai anche prima è scappato via." Poi notammo due figure in lontananza, una era lo smile. La piccola scattò in piedi iniziando a correre verso di lui.  "Eri chan!" gli urlò abbracciandola. Io rimasi indietro, forse sorpreso dal fatto che chi affiancava quel tipo tutto muscoli, fosse Deku. Quei due sembravano conoscersi da vario tempo.  Dopo un pò, mi avvicinai al gruppo e feci appena in tempo a tappare la bocca alla piccoletta prima che potesse spiattellare la ragione per cui le avevo chiesto di chiamarmi col nomigliolo che il nerd mi aveva dato.  Ero rosso per l'imbarazzo, presi Deku per il polso e lo trascinai via. Volevo chiedergli di ciò che mi aveva detto lo zombie ma alle prime domande sul perché fosse con quello smile si mise sulla difensiva e offeso mi voltai continuando verso i dormitori.  Lui mi chiese scusa per come si era comportato, ancora una volta ero riuscito a ferirlo. Non era colpa sua ma mia, dannazione a me e il mio carattere di merda. Dopo il mio tentativo vano di chiedergli scusa rientrammo ed aspettammo la serata senza più parlare tra noi.  Pov deku.  Ero sceso da poco e il caos affollava già la sala comune. Chi si era occupato dei dolci e degli sneck non si era risparmiato, bevande di ogni tipo. Qualcuno si era messo a giocare in gruppo a twist, altri mettevano su la musica, altri conversavano. Gli amici di Katsuki avevano preso talmente a cuore il fatto che Shoto non avesse sperimentato molte delle cose che erano normali per gli altri, che si erano messi attorno a lui e gli stavano facendo assaggiare ogni schifezza possibile chiedendogli se gli piaceva. Era una scena assurda e la cosa più comica era il fatto che a Sho kun non dispiacesse anzi, sembrava divertito lui stesso da quella situazione. "Sono uno spasso quei ragazzi vero?" mi disse Hito dopo avermi affiancato.  "Ho le lacrime agli occhi da tanto fa ridere." risposi.  "Senti, hai chiarito qualcosa con il riccio?"  "Perché?" "Potrei aver accennato qualcosa come al fatto di aver in comune dei gran bastardi al posto di padri e mi è sembrato strano. Tu mi hai detto che è ricomparso dopo che lo credevi morto, ho pensato che fosse dovuto a questo la sua reazione. Dovresti dirli qualcosa almeno su questo." "Lo farò grazie." forse avrei potuto davvero iniziare da quello.  Dopo aver attinto ad ogni schifezza preparata per la serata, ci ritrovammo divisi in due gruppi, uno si era messo a guardare un film e gli altri si erano ritrovati in un'altra sala per non disturbare ma ancora non si era deciso cosa fare. Fino a quando non si optò per obbligo o verità e dato che il capoclasse era rimasto nel gruppo film, i peggiori elementi presenti nel nostro che presumo non aspettassero altro, proposero che si dovesse bere un bicchiere di vodka ogni volta che un obbligo o verità non veniva rispettato. Ci sedemmo in cerchio e iniziammo. Il primo giro doveva scegliere chi avrebbe iniziato con la prima domanda e avrebbe scelto anche a chi farla. si fermò su Mineta.  "Si ahahahah bene allora mina tu dev-msmmmm."  Kirishima gli aveva bloccato la bocca, era molto geloso della sua ragazza.  "Scusatelo." disse. "Lui passa il turno, giriamo di nuovo la bottiglia."   "No, dai cambio persona..." insistette il grappolo d'uva. "Jirou, dai qualcosa di Leger- " Questa volta venne fulminato da denki con una scossa elettrica. Era chiaro che fosse per la grande cotta che dimostrava nei confronti della ragazza. Tuttavia ancora non si era dichiarato.  "Bene proseguiamo col giro." continuò Kaminari girando la bottiglia di nuovo, si fermò su Sero.  "Bene, allora partiamo all'attacco, Izuku obbligo o verità?"  Te pareva se non prendevano di mira il nuovo arrivato. Ossia me. "Verità."  "Hai frequentato qualcuno su I island o il tuo cuore ha trovato qualcuno qui? Dai che è facile." Sospirai e cercai di rispondere senza troppi dettagli. Non volevo bere già dalla prima domanda.  "No, su I island non c'era nessuno. Non nego che qui al contrario ci sia una persona, ma non stiamo ancora insieme.  "Wow che scoop visto?!" si mise ad urlare Ashido.  Vidi delusione o esaltazione su tutti i volti dei miei compagni eccetto quelli che già sapevano. Girai e la bottiglia che finì su kaminari.  "Obbligo o verità?"  "Obbligo." rispose.  "Imita la faccia di quando ti si scaricano le batterie, non l'ho mai vista e voglio vedere se è spassosa come dicono gli altri."  "Ma ragazzi che gli avete raccontato su di me?" chiese lui a tutti.  Ci fu una grande risata sia prima che dopo il suo tentativo di imitare se stesso. Poi girò la bottiglia che si fermò su Shinsou, scelse Verità.  "Allora sentiamo, qual è il tuo tipo di ragazza?"  Lui ci pensò un pò e poi rispose: "Beh, grandi tette un bel culo ma deve avere buon senso altrimenti non se ne fa nulla, mi importerebbe di più che sia una con la testa sulle spalle, ma del resto agli occhi di un innamorato, persino la persona più esplosiva risulta gradevole." Lanciò uno sguardo malizioso verso me e Kacchan e in quel momento, entrambi ci saremmo voluti alzare per prenderlo a pugni. Non tutti sembrarono capire l'assonanza che aveva fatto ma alcuni amici di Katsuki sì e la cosa mi preoccupava.  Girò di nuovo e finì su Yayorozu che scelse obbligo.  "Bene moretta, vediamo cosa potrei farti fare... potrei farti baciare Shoto sulle labbra."  E qui scoppiò il caos, c'era chi urlava di fargli scegliere quello, chi rideva come un matto, ma fu in quel momento che Shoto prese fuoco ed io che ero alla sua sinistra rischiai di diventare un arrosto, mentre alla sua destra, Hitoshi era rimasto mezzo congelato. "Ok, forse non è il caso." aggiunse infine Hito, staccandosi un blocco di ghiaccio dal braccio.  La reazione di Todoroki aveva stupito un po' tutti e la sua espressione verso Hito era veramente infuriata. "forse l'abbinamento giusto sarebbe il capoclasse." disse a quel punto il mio amico dalla capigliatura viola.  "Come?" fece Momo.  "Andiamo, non sono l'unico che ha notato una certa scintilla tra voi. Fatti coraggio e va ad interrompere quella noia di film che guarda l'altro gruppo, bacia il robot e torna pure, se ti lascia andare ovviamente."  Yayorozu si alzò e andò verso l'altra sala dove il capoclasse guardava tranquillamente il film.  I più curiosi di noi, ovvero quasi tutti, seguirono la scena. Momo si sedette vicino Iida e poco dopo lo prese baciandolo sulle labbra, facendolo arrossire come un peperone. Sentirono che gli sussurrava qualcosa ma nessuno capì cosa. Ma potete immaginare da soli. Poi tornò al suo posto, ancora più rossa di prima e sotto gli applausi del gruppo, girò la bottiglia che finì su di me. Scelsi verità.  "Ci puoi dire come sei finito su i Island se prima eri qui? Perché ti sei trasferito per poi tornare, è una cosa che ha reso curiose tutte le ragazze." fu la sua domanda.  Restai in silenzio un momento prima di rispondere : "Dammi un bicchiere." "È così brutta come domanda?" chiese nuovamente.  " Datemi un bicchiere!" urlai stavolta.  Nessuno disse più nulla, io bevvi e il gioco proseguì. Dopo qualche giro toccò nuovamente a Shinsou, che rispose ad un'altra verità, girò la bottiglia che si fermò su Katsuki.  "Verità."  "Descrivici nei dettagli il tuo primo bacio, e non provare a negare di non averne avuto uno." Era probabilmente già morto. E forse anch'io per aver raccontato ad entrambi i miei amici del bacio che c'era stato tra noi. Kacchan avrebbe preferito un milione di volte bere ma gli altri lo avrebbero sfinito con quella storia fino a farsela raccontare.  "È stato... Acceso, intenso, passionale e inaspettato. Non era un bacio che avevo chiesto, non era qualcosa che ero pronto a dare, ma non era non voluto. Ti basta come risposta?" lo guardò serio mentre Shinsou annuiva.  "Più che soddisfatto." rispose.  Dopo quelle parole, cercavo di coprire il rossore in volto ed evitai accuratamente il suo sguardo per non prendere fuoco. Un altro giro e la bottiglia finì su Mineta.  "Allora nano pervertito." cominciò a dire Kacchan. "tu scegli Obbligo." "Ma non dovrei scegliere io?" "No! Per la gioia di tutti noi il tuo obbligo sarà non portare all'esaurimento nessuna ragazza durante il festival sportivo e se ti becco a trasgredire prima le becchi da me e poi ti appendo davanti al dormitorio così che tutte le ragazze possano prenderti a botte fino a che non sono soddisfatte." Mineta sbiancò di colpo mentre le ragazze presenti si alzarono applaudendo ed acclamando katsuki come un vero eroe, cosa che gli fece piacere ma lo nascose sotto la sua solita maschera di indifferenza.  Passato un pò di tempo quasi tutti avevano bevuto almeno una due o tre volte, vuoi per l'obbligo o per essere brilli come gli altri.  Ora toccava di nuovo a me, avevo evitato tutte le domande e anche gli obblighi più scomodi. Adesso ero ad un'altra verità e la faccia di Kaminari non mi ispirava nulla di buono.  "Visto che non rispondi su quello che hai fatto su i Island raccontaci un pò della tua famiglia allora, come sono tuo padre e tua madre?"  "Mio... Mio padre?"  In quel momento penso che Shoto, Hitoshi e Kacchan fossero in totale stato di allarme e panico, ma non me ne resi conto. Per non perdere il controllo lì davanti a tutti, mi alzai bruscamente e mi diressi verso le camere.  HITO POV.  L'avevano combinata grossa questo era troppo. Come me, sia Bakugou che Sho si erano alzati, io mi voltai e dissi: "Certo che sei uno stronzo! Non vuole parlare delle sue faccende personali, un motivo ci sarà deficiente!"  Io e Todoroki con Bakugou, salimmo al nostro piano, la porta di Izuku era aperta, sentimmo che era sotto la doccia, forse era riuscito a calmarsi e a non perdere il controllo. La stanza sembrava apposto, tranne per qualche pugno che aveva intaccato il muro.  "Vai tu Bakugou, di sicuro con te si calmerà più che con noi." dissi.  Lui seguì il mio consiglio ed entrò. Non volli aspettare davanti alla porta, salutai Shoto, rassicurandolo e avvisai gli altri che andavamo a letto, soprattutto per assicurarmi che nessuno salisse a chiedere spiegazioni per interromperli. Era l'ultima cosa che volevo. Speravo che comunque sarebbe stata la giusta serata affinché si mettessero finalmente insieme. 
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