Colui che mi ha salvato

4225 Words
Mi tenevano continuamente sotto pressione, volevano aumentare la potenza del mio quirk. Fu in quel periodo che sentii qualcosa che contribuì a peggiorarmi la vita. Fuori dalla porta della stanza in cui ero qualcuno parlava con tono divertito. "Mi stai dicendo che non sa ancora che il capo ha ucciso sua madre?" "Finché è in quello stato meglio non dirglielo, prima o poi la sua volontà sarà piegata al volere del padrone e allora dimenticherà anche come fosse avere una madre." Ero distrutto, come poteva uno così essere davvero mio padre? Era troppo per me. chiusi gli occhi, e diedi sfogo a me stesso. Mi risvegliai in un'altra stanza, da fuori sentii la voce del dottore e di mio padre discutere. "Deve aver avuto una crisi di nervi e il suo potere si è manifestato distruggendo tutto. Sta diventando davvero forte, forse troppo, dovrebbe mettergli un guinzaglio." disse il dottore. "Non ha tutti i torti, provveda a farne uno per lui." Detto fatto! Il giorno dopo mi ritrovai con un collare al collo che mi punzecchiava ogni qualvolta che disubbidivo agli ordini. Quando quell'affare mi pungeva introduceva nel mio corpo una dose di potenti farmaci che servivano a farmi crollare quando andavo fuori controllo. Il tempo passava e cominciai a diventare insensibile al dolore, mi abituai anche a tutte le droghe che mi somministravano per tenermi buono. Ma non bastava. Non ero così forte per poterlo affrontare e liberarmi. E lui lo sapeva bene. Dovevo giocare d'astuzia se volevo davvero uscirne vivo. Finsi per un pò di stare al loro gioco ma continuavo ad essere sottoposto a test ed esami fisici. Stavo cominciando a perdere coscienza di chi fossi realmente. Il passato sembrava quasi una finzione che mi ero illuso di aver vissuto. Rimpiangevo anche le prese in giro e i giorni più oscuri passati a scuola. In quei pochi sogni che ancora facevo, tu eri lì kacchan, mi incitavi a non mollare per non sembrare una femminuccia, o per non dare la soddisfazione ad altri di potermi fare del male. Era così dolce il modo in cui mi parlavi. In alcuni di quei sogni, ti lasciavi baciare ed abbracciare e la sensazione di te sulla mia pelle, tra le mie braccia, il tuo sapore, era così bello... Ma quando aprivo gli occhi, mi ricordavo  di dove ero realmente, e la cosa che pensavo era che non ti avrei mai più rivisto. Fu in un giorno di pioggia che le cose cambiarono. Eravamo in un altro rifugio dopo che avevo distrutto il precedente e come sempre, io ero rinchiuso in una stanza. In questa vi era una piccola finestrella nell'angolo più alto della parete attaccata al soffitto, osservavo la pioggia scendere, goccia dopo goccia e pensavo a te. Forse anche tu la stavi guardando dalla tua finestra, la pioggia ti piaceva, ti rendeva più calmo. Immaginavo la tua figura assorta nei pensieri, lo sguardo rubino perso oltre il vetro e il tintinnio delle gocce che battevano contro. Ero perso nei miei pensieri su te quando mi accorsi di alcuni rumori venire da fuori. Un vortice potente d'aria rase parte della struttura, ricordo di aver pensato - beh, almeno stavolta non è colpa mia! - poi vidi mio padre che combatteva contro all might. "All for one stavolta non mi sfuggirai!" Gridò l'eroe. "Ah, sarà la tua morte ad avvenire invece!" Poi atterrarono vicino a me, mio padre mi guardò e mi richiamò a se. "Bene bene, probabilmente te ne sarai scordato di averlo già conosciuto quindi vi ripresento io, All might ti presento il mio ragazzo, figliolo quello è l'uomo che ha distrutto i tuoi sogni da eroe, che ne dici di vendicarti adesso?" Disse All for One. All might mi fissava sgranando gli occhi. "Mi-midoriya izuku?" Disse con voce tremante. ...mi aveva riconosciuto. Qualcuno si ricordava ancora di me. "Oh, a quanto pare si ricorda. Forza figliolo fagli vedere il tuo nuovo potere." Rispose il capo dei Villain. Ero come in uno stato di tranche da cui non riuscivo a svegliarmi, alzai un braccio cominciando a creare cristalli neri qui e là per colpirlo. "No izuku, non ci siamo, sforzati di più. Desideri la vendetta vero? allora muoviti!" disse mio padre. Era tornato a torturare la mia mente con quel suo maledetto quirk ed io ero in ginocchio a terra, con le lacrime agli occhi. Ormai quello era l'unica cosa rimasta a ferirmi. Penetrava nella mia testa  come un'esplosione di mille e più aghi e rimaneva fino a quando non facevo ciò che voleva. In alcune occasioni, il guardarmi strisciare e implorarlo a terra di smetterla, lo aveva divertito così tanto che anche se avevo chiesto scusa, lui aveva continuato a torturarmi. "Lascia stare quel ragazzo e battiti con me!" Gli gridò il Number One Hero. Per tutta risposta, ricevette dall'altro sogghignante queste parole. "No! sarebbe un'occasione persa per lui, può imparare molto dall'uccidere uno come te." La testa faceva così male, ritornai ad attaccare con più impegno, All Might schivava e cercava di parlarmi mentre mio padre mi incitava a continuare. L'hero non riusciva ad avvicinarsi e lanciò un colpo a mezz'aria, io alzai una barriera di cristalli che proteggesse sia me sia il mostro che mi stava affianco. Ero riuscito anche a ferire al braccio destro il numero uno con l'acido prodotto dai cristalli. "Ottimo lavoro Izuku." Lo sentivo ghignare vicino a me. Quanto odiavo sentirglielo fare. "Dopo questo scontro, uccidere quel bullo che ti dava tanti problemi non sarà che una passeggiata per te. Non vedo l'ora di ammirarti mentre lacererai le carni di quel Bakugou." Cosa? Voleva che- che io facessi cosa? Kacchan, il mio kacchan? Avrei dovuto ucciderlo?! E solo perché lui potesse godere di quello spettacolo? La rabbia ora era Ceca dentro me. Nei mesi in cui ero stato con lui avevo percepito molti cambiamenti nel mio corpo, soprattutto quando perdevo il controllo, c'era sempre quella voce a sussurrarmi all'orecchio dentro *prendiglielo! Serve più a te, rubaglielo!* Ed ancora quella voce tornava a farsi viva, afferrai la sua giacca con una mano e con l'altra tenevo la testa, ancora dolorante. "Hisashi..." Dissi. "Oh che c'è vuoi dirmi qualcosa?" Si abbassò verso di me come se non fossi altro che un cane per lui. Mai avrebbe pensato che avrei potuto morderlo. "Dimmi figlio mio." Stava ancora ridendo. "Io non sono tuo figlio." Non ebbe il tempo di rispondermi, un cristallo nero scuarciò e dilaniò il suo corpo ripetutamente. "Ah, stupido non riuscirai a ghhh-" "Sei lento a capire eh? ciò che ti poteva aiutare adesso è mio." Mi trapassò usando uno dei suoi quirk ma un attimo dopo il mio corpo si rigenerò come se non fossi mai stato ferito. "Il tuo quirk è mio adesso." Ancora un altro colpo ed uno ancora più forte finché la sua testa non si staccò dal suo corpo. La guardai attentamente, ancora la fissavo quando qualcuno con calma si avvicinò a me, alzai una mano e attivai di nuovo i cristalli facendo esplodere in mille schizzi di sangue quel volto disgustoso. Di lui restava solo una distesa di sangue e pezzi sparsi di carne. "Midoriya izuku, calmati adesso." "Stammi lontano! sono fuori di me dalla rabbia, non riesco a controllarlo e non voglio ucciderti." Dalla mia schiena spuntò un cristallo totalmente nero, la mia mente non ragionava più, lo avevo ucciso ma il fatto di essermi ridotto come lui mi faceva incazzare. In quel momento godevo della sua morte pur arrabbiandomi con me stesso di quel sentimento. "Ti prego cerca di calmarti, potresti farti del male." "Calmarmi, CALMARMI E COME? CREDI CI SIA ANCORA QUALCOSA DI UMANO IN ME? FARESTI PRIMA AD UCCIDERMI, ORMAI NON HO NULLA AL MONDO PER FERMARMI DALLA MORTE!" "Vorrà dire che ci sarò io per te, tu non sei un mostro ma solo un ragazzo spaventato." A quelle parole il cristallo cominciò a frammentarsi e diminuire di grandezza. Scoppiai in un pianto disperato dentro le braccia del supereroe davanti a me. "Andrà tutto bene tranquillo." Fu una lunga notte, una come non ne passavo da settimane, però non era brutta come le solite. Raccontai ad All might cosa fosse successo in quei mesi, rifiutandomi di ripeterlo ad altri. Una volta bastava e avanzava, nessuno doveva permettersi di fare altre domande. Decise di portarmi a casa sua poiché, non avevo dove andare e quando avevano provato a portarmi in ospedale per delle analisi, avevo riattivato il mio potere distruggendo l'ambulanza. non ero ferito quindi alla fine si accordarono con l'eroe perché non mi perdesse di vista. Furono giorni strani, lui non era per niente capace di cucinare ma voleva fare buona impressione. Ma non mancarono le volte in cui quasi bruciò la cucina. La notte avevo degli incubi e quando mi svegliavo mi accorgevo di aver attivato il potere, quindi decisi di rimanere sveglio il più possibile, il che fece allarmare all might. "Ragazzo, non puoi continuare così." "Non ho altra scelta. Se mi addormento non lo controllerò, ne sono sicuro, questo potere è sbagliato e non dovrebbe esistere, non voglio in me una cosa del genere!" "Ascolta giovane midoriya, quel potere che hai sarà anche stato creato da tuo padre ma non è qualcosa di suo, non più, è il tuo potere e sono sicuro che riuscirai a gestirlo." "Ma come? Sono un pericolo per tutti, non riesco a tenerlo sotto controllo fuoriesce in continuazione." "Un modo c'è." "Come?" "Il mio quirk sarà in grado di tenere il tuo a bada, riuscirai a controllare l'uno con l'altro. " I-il tuo all might?" "Non volevi essere un eroe? Tu puoi farcela, so quel che dico ragazzo." Fu così che mi spiegò la sua storia e che a questo punto il suo quirk non era più necessario per battere All For one ma avrebbe potuto aiutarmi a controllare me stesso secondo quanto detto dai precedenti possessori del potere che gli avevano parlato poco dopo avermi preso con se. "Ti dovrei ringraziare." mi disse. "Grazie a te ho potuto parlare ancora un'ultima volta con la mia maestra." Anche se un pò titubante, accettai la sua proposta. In seguito ci trasferimmo su i Island dove mi sottoposero ad alcune analisi, all'inizio ero in ansia e non volevo, non perché temessi il dolore visto che non lo percepivo più praticamente, ma temevo di perdere il controllo agitandomi. Il maestro però rimase sempre con me e con lui riuscii ad accettare il mio potere. Scoprii di poter fare in un certo senso, le stesse cose di all for one, potevo prendere dei quirk ma solo quelli che fossero andati daccordo con il quirk cristallo. Hisashi aveva detto che quel potere non voleva un corpo in cui già ne era presente uno, ma non sapeva che poteva legare comunque con altri poteri. E dì fatti fu quello che accadde sin dal primo momento. Possedevo quattro, o meglio dire cinque quirk. Avevo il one For all quello che all might mi aveva passato, la super rigenerazione e la psicocinesi sottratti a mio padre e cristallo quello creato in laboratorio. Tre di questi poteri si sostenevano a vicenda, cristallo faceva in modo che io mi sfogassi e non trattenessi troppo stress anche se dopo ero più depresso per non averlo saputo controllare, la parte peggiore ossia la corrosione avanzata dei cristalli, era tenuta a bada da one For all così i danni che causavo erano limitati, e rigenerazione mi aiutava quando per colpa del quirk del maestro mi rompevo le braccia. Psicocinesi era il quirk con cui mio padre torturava la mia mente creando aghi invisibili per conficcarli nella mia testa e non saprei dire il perché fosse stato sottratto insieme a rigenerazione. Il quinto... Questo fu davvero strano da scoprire. In realtà io avevo un quirk, lo avevamo chiamato cancelletto, eliminava i quirk definitivamente ma solo se li tenevo dentro il mio corpo per qualche secondo, e non solo. Appena inserirono cristallo dentro di me, cancelletto si fuse con lui e questo mi salvò la vita o sarei finito come le cavie che mi avevano preceduto su cui avevano tentato di inserirlo. In effetti, quando tentai la fuga sciogliendo la porta della mia stanza in realtà lo avevo cancellato aiutandomi con la corrosione dei cristalli. Era l'unione di due quirk che odiavano stare troppo con gli altri quirk. Insieme non si sarebbero distrutti e non avrebbero distrutto neanche il sottoscritto. Poi si scoprì che potevo attivare quirk rimasti dentro one For all appartenuti agli ex proprietari. Di tutti e sei ne sviluppai due il black wip e il float, quest'ultimo non andava d'accordo con i miei primi due poteri e quindi non lo usai più, a volte era come se quei quirk ragionassero per conto proprio coinvolgendomi ben poco. La cosa non mi piaceva ma cambiai leggermente idea il giorno in cui all might mi disse di volermi adottare. Ero così felice che non mi accorsi di aver creato cristalli piccoli e limpidi come neve, mi meravigliai io stesso, anche se non sapendo che cosa potessero fare la prima reazione fu di panico e paura. "Deve dipendere dal tuo stato d'animo, non è così malvagio come lo credi tu." Cominciai a vederlo in modo diverso ma mi rifiutai di usarlo in battaglia. Tra l'allenamento fatto nei sei mesi di torture e quello con all might il mio fisico cambiò notevolmente, ma ancora faticavo a stare con le persone. Studiavo con la figlia dello scienziato amico di toshinori. Fu lei la prima a capire il potenziale dei cristalli bianchi analizzandone uno. Divenne la mia migliore amica. Beh, l'unica a dire il vero. Fu un periodo allegro, poi all might mi disse che venire alla UA mi avrebbe aiutato di più, e così tornammo in Giappone. "Fine. Ecco ora sai tutto." Per tutto il tempo non avevo avuto il coraggio di alzare lo sguardo su di lui. Avevo il terrore che cominciasse a darmi del mostro, in fondo avevo ucciso il mio stesso padre, anche se lo meritava io avevo ucciso qualcuno. Non sentendo risposta da parte sua alzai lo sguardo verso di lui, mi stava guardando con quei suoi rubini preziosi, aveva gli occhi lucidi quasi stesse per piangere ed il volto serrato in una morsa di dolore silenzioso, rabbia forse, non riuscivo a capirlo. Poi alzò le sue mani poggiandole sul mio petto, mi spinse lentamente a sdraiarmi sul letto dove eravamo seduti e salì sopra di me. Non capivo quella situazione, poi mi si avvicinò al volto e mi baciò, un bacio delicato quasi avesse il timore che avrei potuto spezzarmi da un momento all'altro. Sentii le mie guance bagnarsi di lacrime ma non erano le mie, lui stava piangendo per me. Ci staccammo e con una mano gli asciugai le lacrime "Ehi va tutto bene, sono qui vedi?" Gli dissi come a rassicurarlo che adesso era tutto a posto. Lui mi prese la mano fra le sue e iniziò a baciarla, si avvicinò ancora al mio viso per baciarmi di nuovo, stavolta con un bacio meno casto del primo, restammo così a coccolarci per diversi minuti, poi lui iniziò a spogliarmi ed io spogliai lui, era ancora sopra di me. Feci per muovermi ma lui con una mano sul mio petto mi bloccò. "Faccio io." Detto questo proseguì fino a quando non fummo entrambi nudi, ricopriva il mio corpo di baci mentre con una mano lo vedevo prepararsi per farmi entrare dentro se. Dopo poco prese posizione facendomi penetrare la sua apertura e dopo essersi abituato cominciò a muoversi da solo. Decisi di aiutarlo nei movimenti quando per gli spasmi di piacere aveva iniziato a rallentare. Venimmo nello stesso momento lui si accasciò di lato a me e ricominciò a baciarmi, quasi dovesse verificare che fossi davvero lì con lui. Appena si calmò un attimo mi avvolse le braccia attorno al collo e si avvicinò a me più che poteva. Nessuno disse altro fino al mattino restando a bearci del calore l'uno dell'altro. . . . . KATSUKI POV Mi svegliai presto, con la testa ancora intontina. Il nerd mi aveva raccontato tutto. Non era stata una cosa facile per lui, ma era quello che volevo fin dal primo momento in cui me l'ero ritrovato davanti. Ebbene, ora sapevo. E mi sentivo uno schifo per come avevo insistito. La luce del mattino era fastifiosa, sentivo i miei occhi bruciare. Non ero abituato a piangere e quando lo facevo era seccante. Stavo cercando di alzarmi per andare alla finestra e tirare un pò di più la tenda ma non ci riuscivo. Deku aveva esagerato, io pure e onestamente credo che le mie gambe non avrebbero retto il mio peso. Mi stavo rassegnando a dover tollerare quel fastidio quando un ombra mi fece da riparo. "Va meglio?" Deku copriva la luce con una sua mano. "Ti chiudo la finestra, resisti ancora un pò." Si alzò e la chiuse. Finalmente i miei occhi potevano tirare sollievo. "Grazie." "OH di nulla. Scusa, lo so che al mattino non ami essere svegliato dalla luce, avrei dovuto chiudere la finestra ieri." "Di nuovo? Quante volte ti dovrò ripetere di smetterla di scusarti per cose insensate?" Lui sorrise e sdraiandosi di nuovo sul letto, mi avvolse in un abbraccio tirandomi a sé. "Ti dispiace se rimango così per un pò?" "Fai quello che vuoi nerd." Tornammo a dormire ma non per molto. A svegliarci stavolta furono il bicolore e lo zombie. "Ragazzi scusate se vi disturbo ma c'è una cosa di cui shoto vorrebbe parlare con izuku e... È piuttosto importante." Disse shinsou. Vedere il volto di todoroki mi fece capire quanto preoccupante la cosa potesse essere. Ci rivestimmo e aspettammo che fosse lui a parlare. "Izuku... Il villain dalle fiamme blu di ieri tu lo conosci? Sai il suo vero nome?" Disse il cromatico. "L'ho sempre chiamato dabi come gli altri, ma non so dirti se abbia un altro nome." Si leggeva la delusione sul suo volto. "Io... Ho avuto l'impressione di conoscerlo... Io..." "Credi che sia tuo fratello touya ho ragione?" Provò ad indovinare Izuku. "Come..." "Il fatto è che questo dubbio è venuto anche a me. Quando hai traslocato qui e mi hai mostrato la sua foto mi è sembrato un volto familiare. Sono bravo nel riconoscere la fisionomia di una persona, ma potrei anche sbagliarmi." Affermò il mio ragazzo. "Vuoi dire che potrebbe..." Chiesi. "Kacchan, tu già lo sai di quello che mi disse quando lo incontrai, anche per questo penso possa essere lui." "Cosa ti ha detto?" Gli chiesero quei due. Guardai il volto di izuku e gli strinsi una mano, era stato difficile affrontare il passato per farmi sapere come erano andate le cose. Sapevo che voleva dirlo anche a loro ma gli mancavano le forze. "Ragazzi, quello che sto per raccontarvi non credo sarà facile da capire ma cercate di ascoltarmi fino alla fine perché non credo sarò più in grado di raccontarlo di nuovo." Disse. I suoi amici fecero un cenno di assenso e dopo che ebbe preso fiato, per la seconda volta lo sentii raccontare la sua storia. ******* " E questo è quanto." Concluse per la seconda volta il verde. " Izu io... Non so cosa..." "Non dire nulla sho, spero ti possa aiutare per quanto riguarda la faccenda di dabi. So che non è molto ma..." "No, è anche troppo, scusa se ti ho costretto a ricordare." "Era già molto che volevo dirvi tutto ma... Mi mancavano le parole." In tutta la stanza, shinsou era quello che sembrava più sconvolto. "Hitoshi, se ora hai paura di me lo capisco." Gli parlò deku. "Paura di te?" Rispose. "No, assolutamente! Izuku io... Non so come dirlo, è solo che... Sapevo che eri più forte di me, ma quello che hai fatto... Non credo che al tuo posto avrei avuto lo stesso coraggio. Uno che con il potere che ho io che non riesce a rivolgerlo contro il proprio padre per evitare le botte e tu invece... Sei incredibile." "Hitoshi. Tu sei altrettanto incredibile, non dovresti parlare di te così." Lo incoraggiò il verde. "È vero, noi sappiamo quanto sei forte." Seguì todoroki. Ed infine aggiunsi anch'io qualche parola. "I due scemi hanno ragione, perché ancora tu ti faccia ste seghe mentali sul fatto di non essere in grado di stare al passo con gli altri proprio non lo capisco." "Come?" Fecero confusi tutti quanti. "Kacchan ma stai bene?" "Lui che fa un complimento a qualcuno che non sia se stesso o izuku, qui serve un medico!" Fece il viola. "Teste di cazzo! Smettetela con sta manfrina!" "Oh, è tornato il solito." Disse todomerda. E quegli scemi scoppiarono tutti a ridere. "Comunque, pensi che dabi possa essere touya?" Gli chiese Izuku al bicolore. "Non lo so, ero piccolo quando è scomparso. Lui giocava con me quando riuscivamo a scappare dai duri allenamenti di endevaor. Ma il suo corpo era debole come quello della mamma e non riusciva ad usare il suo potere appieno. Natsuo mi ha raccontato che da piccolo la sua fiamma era come la mia ma crescendo cambiò intensità aumentando forza e calore fino a raggiungere una fiamma viola. Può darsi che ora sia azzurra. (seguendo la scala di avanzamento del colore di una fiamma, dal viola si passa all'azzurro quando il calore aumenta maggiormente.) "Le bruciature?" "Forse se le è fatte durante la fuga dalla villa dove era per l'addestramento. Aveva litigato con nostro padre e lui lo aveva spedito da solo ad allenarsi in un rifugio che avevamo in montagna con un maestro per controllarlo. Ma lui perse il controllo del suo quirk e l'intera zona bruciò a temperature così elevate da non lasciare traccia del cadavere." (e voi direte" che inventiva autrice!" lo so che è la stessa teoria dell'anime, mi piaceva l'idea, nella prossima mi farò uscire qualcosa di nuovo) "Capisco." Disse annuendo il verde. "Izuku se lui è touya io voglio che torni con noi." "Anche io vorrei che scaricasse quei villain, lui non è come loro, l'ho percepito benissimo." Gli rispose. "Quindi che si fa?" Chiese il viola. "Non possiamo mica chiamarlo e sperare che salti fuori dal nulla." Dissi. "Per ora chiederò ad all might aggiornamenti sull'indagine. Gli ho raccontato di dabi, sapeva che se fosse riapparso avrei voluto aiutarlo io questa volta. Per il momento teniamo questo sospetto di possibile parentela fra noi quattro. So che è brutto non dire nulla ai tuoi fratelli, ma è per il loro bene." Fece deku. "Si hai ragione." Disse il cromatico. . . . IZUKU POV Era ora di colazione ed in gruppo scendemmo tutti per andare in cucina dove trovammo mio padre. "buongiorno ragazzi." "Buongiorno." Fece il nostro coro. Io e kacchan stavamo preparando il pane per dei toast con marmellata mentre shoto e hitoshi erano intenti a prendere tovagliette e posate per la tavola. All might era seduto al tavolo della cucina a sorseggiare il suo caffè quando vidi il suo orologio per la copertura della trasformazione fare un lampo e spegnersi facendo apparire il suo vero aspetto. Lui non si era accorto ancora e nemmeno gli altri per fortuna, dato che ero l'unico girato verso di lui. A gesti cercai di fargli notare la cosa ma lui non capì subito. "Si può sapere cosa stai facendo?" Kacchan era sospettoso. "Niente!" Feci io. "Cos'è che guardi con quell'aria agitata? Un momento dov'è finito all might?" Domandò shinsou. "Certo che è strano era qui un attimo fa." Disse Shoto. E di fatti era ancora lì, nascosto sotto al tavolo a litigare con quel dannato orologio. Il suo amico si era raccomandato di trattarlo con cura o si sarebbe rotto ma lui lo sbatteva di qui e di là a caso. Cercai di distrarre tutti in modo che potesse squagliarsela in un'altra stanza ma quando stava per uscire dalla porta natsuo saltò fuori. "Buongiorno a tutti." Fece. "Buongior- MA QUELLO CHI È?!?" Esclamarono gli altri. "Oh, buongiorno all might." Disse Natsuo. "Buon- buongiorno ragazzo." Rispose Toshinori. "QUELLO È ALL MIGHT?!?!" Urlarono in coro i ragazzi. Addio copertura. Beh vivendo tutti sotto lo stesso tetto era questione di tempo. Aspetta... "scusa natsuo ma come facevi a sapere che era lui?" Chiesi. "L'ho scoperto l'altro giorno quando l'ho visto litigare con l'orologio in bagno perché non funzionava. Ha continuato a picchiettarlo finché non è partito." Rispose. Ora ero furioso. Quante volte gli era stato ripetuto sia da David, sua figlia e anche dal sottoscritto che doveva trattare bene quel marchingegno?! "Yagi toshinori, noi due dobbiamo fare un discorsetto!" Mai una volta che mi ascoltasse. "Scusa figliolo non ti arrabbiare, lo sai che mi fai paura quando fai così." "Oh allora preferisci che chiami direttamente David e sua figlia per spiegare nei dettagli COME si è rotto quel coso così da essere sgridato da loro." Dissi. "No ti prego risparmiami." Stavo ancora parlando con lui quando una mano picchiettò sulla mia spalla. "Spiegazioni, ORA!" Fece il mio ragazzo. così dovetti spiegare a tutti che per via di una ferita di vecchia data, All might non poteva restare sempre nella sua versione muscolosa. Fortunatamente David doveva venirci a trovare e avrebbe potuto ripararlo prima del rientro a scuola. I miei amici e kacchan giurarono di non dirlo a nessuno. "Beh, sono sollevato almeno non dovrò tenerlo più acceso in casa." Disse papà. "Non ho finito con te, dopo ne riparliamo." E non mi sarei risparmiato nello sgridarlo questa volta.
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