Colui che mi ha aiutato

3079 Words
Deku pov. Al rientro a scuola ci aspettava una serie di prove alla USJ, padiglione di allenamento separato dall'istituto. Dovevamo formare squadre da tre. Ovviamente io sho e hito eravamo insieme, kacchan era con kirishima e kaminari. Avremmo dovuto affrontarci in una sfida per vedere quale squadra avrebbe catturato prima l'altra. Neanche il tempo di iniziare che un esplosione catturò la nostra attenzione e quella degli insegnanti in lontananza. Erano dei villain, ci stavano attaccando. "Oh ma dai!!! proprio quando potevo avere la mia rivincita sul nerd! Questa me la pagate villain del cazzo!!!" "Calmati bro!" Kirishima cercava di calmare Bakugou. "Tu zitto! Non osare dirmi cosa fare!" "Ooh ma guarda quante pulci che ci sono." Fu ciò che disse il villain con il volto coperto da una mano. "Come hai osato chiamarci?!? Ti ammazzo!" Urlò irritato il mio ragazzo. Kacchan partì all'attacco ma io con la mia velocità al massimo lo fermai atterrandolo. "Cosa cazzo combini?!?" Mi strillò contro. "Non devi attaccarlo!" "Cos-" "È un guaio se ti tocca con tutte e cinque le dita, è molto pericoloso credimi." Dissi. "Come sai che-" Fummo interrotti dal villain da cui lo avevo messo in guardia. "OH finalmente ti ho trovato! È molto che non ci si vede piccolo esperimento da laboratorio." "Che diamine vuoi shigaraki!" Ero così incazzato che la rabbia si poteva perfettamente leggere sul mio volto. "Tranquillo, di certo non sono qui per riportarti indietro, anzi tutt'altro. Sono venuto qui proprio per ucciderti, ma prima toglierò di mezzo i tuoi amichetti." "Lasciali stare! È me che vuoi no? Allora sfida me." Non volevo che qualcun'altro fosse coinvolto a causa mia. "Eheheh, troppo semplice mio caro, credi che non sappia cosa sia successo nello scontro tra All Might e il mio maestro? Ti sbagli! Me la pagherai per ciò che hai fatto!" Iniziammo a combattere, schivavo e cercavo di colpire mentre gli altri erano occupati a badare ad altri villain. Cercavo di tenere sott'occhio tutto il movimento restando concentrato sulla battaglia tra me e tomura quando un villain che conoscevo bene attaccò kacchan. Era in difficoltà. Riuscii ad atterrare il mio sfidante e corsi da lui. "Idiota ce la faccio benissimo anche da solo, non serve il tuo aiuto qui." "Mi dispiace deluderti kacchan, ma non è solo per te che sono qui." Rivolsi uno sguardo al ragazzo che avevo di fronte. Speravo che nel tempo non fosse rimasto con quel gruppo, e invece... "Quanto tempo piccolo izuku." "Dabi, sei ancora con loro a quanto vedo." "Come ti dissi allora, è l'unica occasione che ho trovato per realizzare il mio più oscuro desiderio." "Tu non sei come quei pazzi! Se resterai con loro non andrà a finire bene per te!" "Sai izuku, non m'importa un granché di me stesso, ma possibilmente vorrei restare in vita fino a quando non avrò realizzato il mio scopo, quindi eviterei di battermi contro di te, anche perché ora sareste tre contro uno. Il ché, per dei futuri Hero, non mi pare molto leale sai?" "In tre?" Mi voltai per guardare chi altro ci fosse, shoto ci aveva raggiunto ed era fermo ad osservare il nostro sfidante. "Todoroki shoto, forse dovrei evitare di battermi anche contro di te, sai com'è, fiamma contro fiamma non mi pare proprio uno spettacolo interessante da guardare." Disse Dabi. "Potrei usare il ghiaccio contro di te." Gli rispose il mio amico cromatico. "Non credo che il tuo ghiaccio faccia molto contro le mie fiamme blu. Se vuoi ottenere risultati con me faresti meglio a sviluppare di più la tua fiamma." Si comportavano entrambi in modo strano, ed io non potevo non pensare a quanto lui mi avesse detto in passato. "Che cosa fai dabi? muoviti a farli fuori."  Disse un'altro villain attaccandoci. Lo colpii con un calcio usando il OFA facendolo volare a distanza di sicurezza. Kacchan mi continuava ad urlare che ci sarebbe riuscito da solo benissimo quando notai dietro di lui tomura che si era ripreso, scattai di colpo spostando Katsuki e coprendolo col mio corpo, shigaraki riuscì a toccarmi e la parte destra del mio braccio cominciò a sgretolarsi, la sua corrosione arrivò ai muscoli scoprendomi persino le ossa ma riuscii a colpirlo con il sinistro alzando un polverone fra me e gli altri, mandandolo a sbattere contro un palazzo. "Kacchan non ti ha toccato vero? Stai bene?" Ma non sentivo risposta. "Kacchan!" Insistetti. Il polverone che avevo alzato cominciò a diradarsi e riuscii a vederlo. Stava bene, ma il suo volto era pallido come se avesse visto un fantasma e puntava su di me. "Co-me..." Gli mancavano le parole. "Come puoi chiedere a me se sto bene quando tu sei ridotto così?!" Si avvicinò a me continuando ad osservarmi, poi lentamente cominciai a rigenerarmi e prima che altri se ne potessero accorgere ero del tutto guarito. Kacchan tirò un sospiro di sollievo ma la pausa non durò molto, i villain tornarono All'attacco, quando finalmente arrivarono anche gli altri professori i villain furono costretti a ritirarsi. "Dabi aspetta! non andare con loro." Lo implorai. "Scusa, non ho altra scelta, lo sai." "Izuku non finisce qui mi vendicherò ricordalo!" Mi gridò shigaraki prima di svanire in un portale di fumo violastro. Fu una giornata pesante ma per fortuna nessuno studente era ferito gravemente, i due professori erano messi peggio ma non in pericolo di vita. Ci fu detto di rientrare a casa per altri giorni in modo che la scuola potesse incrementare il sistema di sicurezza. Ero in camera mia, ripensavo alle parole che mi erano state rivolte quando sentii bussare alla mia porta, era Katsuki. "Dobbiamo parlare." Lo lasciai entrare e tornai a sedermi sul letto mentre lui si sedette di fianco a me. "Come va il tuo braccio?" Chiese. Lo guardai un attimo sorpreso. Ero convinto che avrebbe chiesto subito di quel villain e tutto il resto come prima cosa. Invece... esitava, quasi avesse paura di quello che avrei potuto rivelare. "Sto bene, vedi? Nessun segno." Mostrai il braccio muovendolo in aria. Lui afferrò delicatamente la mia mano cominciando ad osservare ogni centimetro per rassicurarsi che non vi fosse più alcun danno. "Questo non è collegato al tuo quirk dei cristalli?" "No." Risposi. "E neanche alla superforza, giusto?" "Esatto." "... Deku... Come..." Lo guardai un attimo, non sapeva davvero cosa dire ed io non sarei riuscito ancora a tenermi tutto dentro. "Come conosco quei villain giusto? È questo che stavi per chiedermi." Fece un cenno col capo. "Kacchan, spero davvero che dopo ciò che sto per raccontarti tu mi guarderai ancora con gli stessi occhi, e spero che tu non mi odierai." Con lo sguardo preoccupato senza capire il perché delle mie parole acconsentì ad ascoltare il mio racconto. "Dunque, penso si debba iniziare da dove tutto è partito, sai mia madre mi aveva detto che mio padre era morto, ma non era così. Lui era una persona orribile e quando mia madre lo capì, lo cacciò via e se ne andò con me. Due anni fa le parlò di nuovo. Ci aveva trovato o forse, non ci aveva mai perso di vista. Le disse che gli servivo e che mi avrebbe preso con sé, così mia madre decise di scappare di nuovo, ma la nostra fuga fu un totale fallimento." Feci una pausa, lui sembrava cominciare a capire quale sarebbe stato il punto seguente. "Sì kacchan, l'incidente del treno fu mio padre a causarlo." . . . - Flash back due anni nel passato. - "IZUKU SCAPPA!" Erano le parole che mi rimbombavano in testa, le ultime parole di mia madre. Mi svegliai e aprii lentamente gli occhi, ero in una stanza buia ed ero sdraiato su un letto. Cercai di alzarmi ma la testa cominciò a girare, così mi accasciai ad una delle pareti per cercare di trovare l'equilibrio. La porta cigolò aprendosi ed una figura entrò da essa. Un uomo con una strana maschera con dei tubi come fosse un respiratore era davanti a me. "Ben svegliato. Come va la testa?" Mi domandò. "Mi gira un pò ma credo di riuscire a stare abbastanza in piedi." "Bene." "Sc-scusi ma dove sono?" "Di questo non preoccuparti adesso, comunque è tanto che non ti vedevo ma non sembri cresciuto molto dall'ultima volta." "Come scusi? Lei chi è?" Lo guardai meglio e lo riconobbi, era l'uomo che era davanti alla mamma. "Dov'è mia madre?" Gli chiesi preoccupato di come potesse stare. "Non ti agitare, detesto le persone che si animano per un nulla." "Dov'è mia madre?! perché sono qui?! cosa vuole da me?!" Insistetti. "Sei davvero stressante eh?" Alzò la mano e la testa cominciò a farmi malissimo come se ci fossero degli aghi a conficcarsi dentro essa. Caddi a terra dolorante in ginocchio "La smetta, fa male! La prego!" Ero in lacrime dal dolore, poi si fermò abbassando la mano che supposi fosse il segnale per interrompere il suo quirk. "Bene, ora che siamo più tranquilli direi che possiamo iniziare un discorso serio fra noi." -Ma cosa voleva questo da me?- era il mio pensiero. "Immagino tu non sappia chi sia ma è normale, conoscendo quella donna avrà fatto in modo che tu scordarssi tutto per non parlare del fatto che a causa di all might il mio aspetto sia cambiato parecchio da allora." Continuai a non capire. "Per l'amor del cielo, non sei per niente sveglio ragazzo mio! Sono tuo padre, hisashi." "Cosa? Ma tu eri morto, la mamma mi ha detto-" "Certo! cosa poteva dire se non quello! E dire che lei mi sembrava anche una buona scelta. Ah, quale spreco di tempo. In più non è riuscita che a darmi un figlio inutile come te, senza quirk mentre io speravo che avresti ottenuto un incrocio tra alcuni dei miei poteri e il suo, davvero uno spreco. Poi dopo te non è stata più in grado di darmi eredi, allora tentai di darti un qualche potere ma non eri capace di trattenerne neanche uno, li rigettavi e questi sparivano del tutto non riuscivo neanche a riprenderli in me, come se tu fossi una gomma da cancellare. Li eliminavi uno dopo l'altro e quando tua madre capì che ero un villain ti prese e scappò via. Un boccone amaro da digerire, ma sai proprio quando avevo perso le speranze è saltata fuori l'opportunità di farti tornare utile e sono venuto a prenderti. Qualche mese fa il mio collaboratore e dottore è riuscito a creare un quirk che si attiva con le emozioni negative. È forte e potente, l'unico guaio è che detesta stare nel corpo di gente che è nata con un quirk o gente che lo aveva e a cui poi io l'ho rimosso. Così mi sei venuto in mente tu, di certo non avrai difficoltà ad utilizzarlo, basterà il pensiero di tutto il rancore che porti ai bulli che ti rendevano la vita un inferno o le persone che ti odiavano per essere un quirkless. Vedrai, sarai molto più utile d'ora in avanti." Cosa diamine stava dicendo? Non lo seguivo più. " Comunque, adesso non c'è tempo. Andiamo, prima metterò quel quirk dentro te e prima otterrò dei risultati." "As-aspetti io non voglio." "Cosa? Non hai sempre voluto un quirk?" "Non lo voglio in questo modo, non mi serve, posso vivere senza." Emise una risata agghiacciante. "quante sciocchezze. Zitto ragazzino, non farmi pentire di averti ripreso con me." Mi trascinò via, tentai invano di liberarmi ma come era ovvio senza un quirk con cui difendermi non ci riuscii. Mi legarono su una sedia e poi delle siringhe con enormi aghi si conficcarono nel mio corpo. Il dolore era atroce, mi sentivo bruciare, la testa esplodeva e poi un attimo dopo mi ritrovai a terra, la stanza distrutta ed ero avvolto da cristalli oscuri che corrodevano quello con cui venivano a contatto. La mia schiena rimase sfregiata per colpa del quirk appena ricevuto. "Ahahaha grandioso dottore, grandioso! È stato un successo!" L'uomo che aveva detto di essere mio padre venne verso di me, io mi alzai per correre via ma fui atterrato da lui. "Eh no figliolo, non vorrai scappare spero? Ti insegnerò come essere utile. Vedrai, diventerai una grande risorsa per noi. Ah, e se speri di ritorcere contro di me quel potere, sfortunatamente ne ho uno molto più veloce a rigenerare i tessuti che potresti corrodere." furono i sei mesi più brutti della mia vita, un vero e proprio inferno. Le continue torture fisiche e mentali per farmi utilizzare quel quirk non mi lasciavano il tempo per pensare a come reagire. Durante uno degli allenamenti che mi forzavano a fare conobbi shigaraki, volevano che combattessi contro di lui. Ma io non volevo usare quel potere, specialmente contro una persona. Per il mio avversario tuttavia, era diverso, tanto che mi colpì una gamba col suo quirk e in quel momento persi il controllo di me distruggendo l'intero laboratorio. Seppur raggiunto il loro scopo venni messo in isolamento per i seguenti giorni. La stanza era grigia e di un materiale abbastanza resistente alle corrosioni prodotte dai cristalli.  La mia gamba fu sistemata in modo da permettermi di camminare. Mi controllavano ogni due ore e potevo uscire solo per andare in bagno. Stavo davanti alla porta e pensavo a come fuggire... *avvicinati alla porta* una voce sottile simile alla mia mi aveva parlato, che stessi impazzendo? *ti aiuto io ad aprirla* contro ogni senso logico mi avvicinai alla porta, alzai una mano e la posai sulla serratura. Che cosa sciocca, come se potessi davvero aprirla. In quel momento la serratura si sciolse grazie ai cristalli che penetrarono nella fessura che divideva il muro dalla porta, quasi a cancellare l'intero meccanismo. Forte! Okay, adesso ero riuscito ad uscire ma non ero ancora libero. Il più silenziosamente possibile, sgattaiolai nei corridoi. Mi persi quasi subito poiché allenamenti a parte non mi era permesso uscire. Dopo un pò vidi dei villain entrare da un lungo corridoio, pensai che forse l'uscita poteva trovarsi lì. Purtroppo per me scoprirono la mia fuga e fecero partire l'allarme. Corsi a perdifiato per il corridoio quando mi sentii afferrare al collo e finii al tappeto. Un ragazzo dai capelli corvini e con bruciature sul volto e braccia mi aveva bloccato. "Cosa credi di fare?" Mi chiese. "Ti prego lasciami andare, mi tortureranno di sicuro per quello che ho fatto, io non ce la faccio più a stare qui, voglio tornare a casa!" "Oi vedi di calmarti prima che... Oh bene, ascolta, ztai zitto e non fiatare." Mi diede un pugno allo stomaco facendomi quasi vomitare. "Dabi, lo hai trovato!" Fece il tizio con la mano in faccia. "Non proprio" rispose il ragazzo dalle bruciature. "Sai che ero curioso di vedere il ragazzino che ti aveva ferito però quando sono andato da lui ho visto che stava male, mi ha chiesto di accompagnarlo al bagno ma mi sono perso, questo posto è un labirinto." "E c'era bisogno di rompere la porta? Non potevi chiamare qualcuno?" "Sembrava sul punto di vomitare l'anima." Mi sollevò mostrandomi all'altro villain. Di sicuro non si poteva dire il contrario guardando al mio aspetto. "In effetti non sembra stare bene. Beh visto che hai causato tu il problema tu lo riporti in stanza, i bagni sono dall'altra parte comunque." Detto questo, per non attirare sospetti, mi accompagnò in bagno. "Scusa per il colpo. Non mi è venuto in mente altro." "Perché non gli hai detto che stavo scappando?" "Meglio evitare le torture quando si può no?" "E allora perché mi hai fermato, perché non mi hai lasciato fuggire?!" "Come se tu potessi farcela, sappi che anche una volta fuori non riusciresti a fare più di un passo. Siamo in una tormenta di neve al momento, ecco perché nessuno può andarsene di qui." "Una tormenta? Siamo in montagna?" In fondo non mi era stato mai permesso di uscire da quelle gallerie. Quando ci si doveva spostare mi addormentavano in modo che non cercassi di fuggire nel trasloco. "Non dovrei dirtelo ma sì, quindi rinuncia alla fuga almeno per ora." "A te non importa che io fugga?" "Onestamente no." "Ma tu sei uno di loro la cosa dovrebbe importarti!" "È vero che sto con loro ma solo perché mi fanno comodo e possono aiutarmi nel mio obiettivo, per il resto se anche morissero tutti non mi importerebbe granché." "E allora perché mi hai aiutato?" "Mi hai ricordato qualcuno che conoscevo." "Chi?" Chiesi curioso. "Ora non esageriamo con le domande. Se hai finito ti riporto nella tua stanza." A malincuore, venni riportato nella stanza di isolamento a cui nel frattempo era stata sostituita la porta. "Dabi, ti chiami dabi giusto?" "Si." "Io sono izuku... Dabi verrai a trovarmi ancora?" "Se mi annoierò potrei passare." E così sperai davvero che si annoiasse parecchio in quei giorni. Era la prima persona a trattarmi... Come una persona. Due giorni dopo Dabi si presentò davanti alla mia porta, il mio isolamento era finito e dovevo tornare nella stanza normale. Dabi aveva il compito di riaccompagnarmi. A quanto pare si sarebbero fermati per un pò di tempo a causa del suo capo che doveva occuparsi di una faccenda con mio padre. Il che significava che per un pò avrei evitato torture, grida e allenamenti. Dabi passò molto del suo tempo con me insegnandomi a giocare a carte e altro. "Dabi, posso chiederti perché stai con questi villain?" "Vedi, devo realizzare il mio obiettivo ad ogni costo. E con loro di sicuro potrò farlo." "Perché proprio loro?" "Perché non sono così forte come sembro e loro mi possono aiutare." "Non c'è un altro modo per farlo?" "No." "Ma tu non sei come loro, potresti trovarla un'altra soluzione ne sono convinto!" "Oh piccolo izuku, purtroppo il mondo è quello che è. Non credo che qualcuno aiuterebbe uno come me. In fondo nessuno mi ha aiutato quando davvero avevo bisogno. Per questo devi imparare a cavartela da solo poiché, senza qualcosa in cambio nessuno ti aiuterà mai in nulla." "Tu però mi hai aiutato ed io non ho nulla da darti." "Ti ho detto perché l'ho fatto, quindi siamo a posto." "Dabi dobbiamo andare sbrigati!" Fece shigaraki da dietro la porta della mia cella. "Cosa? Vai via oggi?! Non mi hai detto nulla!" "Scusa piccolo, non volevo intristirti." "Ve-verrai ancora?" "Non lo so ragazzino." Dabi... Il ragazzo che ti ricordo... Sei tu vero?" "Non farti battere moccioso, ne dal tuo potere ne da tuo padre, non fare i miei stessi errori." Dopo quel giorno non riuscii più a rivederlo. E sempre dopo quel giorno, il mio inferno aumentò.
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