Passarono altri due giorni in cui Natsuo, per tutto il tempo passato al dormitorio, restò sotto stretta sorveglianza di tutta la 2A che curiosa di aneddoti su Shoto, non lo mollava un attimo. Qualche volta, i racconti gli sfuggivano di mano e Sho, prendeva fuoco dalla rabbia o dall'imbarazzo delle storie, in un paio di occasioni si azionò anche l'allarme antincendio per via delle fiamme alte.
Ma finalmente, oggi partiva il festival.
Ero con tutta la classe nello spogliatoio della 2A, pronti ad iniziare da un momento all'altro. Erano tutti esaltati e da vari minuti non facevano altro che gridare tutti in coro il motto della scuola. Stavo per unirmi a loro quando qualcuno mi tirò in disparte per il colletto della tuta.
"Kacchan, ma che vuoi? Fai piano, mi strappi la felpa così." dissi mentre lasciava la presa.
"Apri le orecchie e ascoltami bene, capito?"
Mi parlò quasi in sottovoce per non farsi sentire da altri, anche se non c'era rischio visto tutto il casino che il gruppo faceva alle nostre spalle.
"Ho intenzione di vincere come l'anno scorso, non mi interessa se dovrò battere pure te, ma due cose voglio che tu sappia e che tu mi prometta."
Annui I senza discutere, visto lo sguardo serio che mi veniva rivolto in quel momento.
"Voglio che tu ti batta con tutto te stesso senza aver timore di farmi male, e voglio che qualsiasi cosa accada tu non perda il controllo sul tuo Quirk, chiaro?"
"Mi chiedi un pò troppo."
"Ti chiedo il giusto, non voglio ritrovarmi a doverti fare da baby sitter lungo il corso dell'evento."
"Va bene, ci proverò"
"provarci non mi basta, FALLO!" mi urlò.
*Speriamo vada tutto bene* fu il mio pensiero.
Entrammo nello stadio accolti dalla folla e dopo un breve discorso da parte dello studente con il miglior punteggio ottenuto nelle prove di fine anno, avremmo potuto dare inizio alla prima prova.
Ma kacchan esattamente come l'anno precedente, sfidò tutti a batterlo e soprattutto puntò il dito verso di me, avvertendomi che non si sarebbe risparmiato pur di battermi.
Le prime due prove furono assurde, sembrava di stare durante gli episodi di Takeshi's castle tanto che ad un certo punto scoppiai a ridere guardando alcuni dei miei compagni restare bloccati da alcuni degli ostacoli.
Mentre come ogni anno, la terza prova consisteva in una sfida uno contro uno. Bakugou, todoroki ed io arrivammo ai quarti di finale, shinsou aveva perso contro Tokoyami, ma era stato incredibile nel duello, gli era mancato davvero poco per vincere.
Io e sho lo tirammo su di morale, infondo poteva andare fiero di se stesso. Nell'ultimo periodo, non solo era migliorato nel combattimento corpo a corpo, ma aveva sviluppato anche il controllo del suo quirk. Aveva una nuova tecnica, si intrufolava nella mente del suo avversario distraendolo e prendendone il controllo, lo definiva attacco da remoto.
Ma quando lo aveva usato contro Tokoyami, lui aveva perso il controllo sulla sua ombra che colpì hitoshi mandandolo fuori campo.
Io avrei dovuto battermi contro di lui, invece kacchan contro shoto, aveva la possibilità di ottenere la tanto attesa rivincita dato che per lui non era stato uno scontro in piena regola quello dell'anno precedente.
Detto ciò, dopo che Kirishima, Kamimari e Sero avevano fermato kacchan per dirgli che le ragazze avevano beccato mineta a trasgredire l'obbligo che doveva rispettare, lui dicendo "nessuno si deve permettere di disubbedirmi! Quel nano è morto gliela farò pagare!" li seguì per andare a dargli la lezione che gli aveva promesso. In fondo se l'era cercata, non poteva resistere un giorno senza fare il pervertito?
Quindi Restammo io e Hitoshi, eravamo in giro nei corridoi alla ricerca di Shoto, un pò perché volevo chiedergli di non fare troppo male al mio ragazzo e un pò perché hito-kun come me temeva che potesse finire in un agguato del padre, di cui avevamo notato la presenza sugli spalti.
E il modo con cui aveva guardato il figlio per tutto il tempo aveva fatto scattare in noi molti campanelli d'allarme.
Sho-kun era migliorato moltissimo col suo quirk fuoco, ma ancora aveva difficoltà a gestirlo bene e quindi, durante gli attacchi utilizzava soprattutto il ghiaccio, cosa che suo padre non gradiva.
Fu in quel momento che li trovammo in uno dei corridoi laterali, così ci avvicinammo restando nascosti dietro un angolo per ascoltare.
SHOTO POV
"Ancora ti rifiuti di usare come si deve il fuoco o è il meglio che sai fare quello che ho visto?" disse quell'uomo che era, purtroppo per genetica, mio padre.
"Ti avevo detto di non parlarmi o sbaglio, così mi distrai e basta."
"Sei di nuovo contro il ragazzetto che l'anno scorso ti ha messo al tappeto, vuoi perdere di nuovo?"
"Ho un piano d'attacco e sono in grado di cavarmela da solo."
"Per favore! la verità è che ti sei rammollito a furia di giocare agli amici con quelli che sono i tuoi rivali."
"Non osare parlare così di loro!" lui di certo non poteva capire cosa significasse avere degli amici, visto che non ne aveva mai avuti o cercati.
"Osi alzare la voce contro di me moccioso? Bada che non è per questo che sei nato, devi tenere a mente il tuo scopo principale, superare All might!"
"Io non sono un tuo burattino, non farò più quello che tu vuoi! Diventerò un'eroe perché è quello che io desidero e non per superare All might, per come sei fatto neanche con la sua stessa forza saresti riuscito mai nell'impresa di batterlo!"
Avevo detto troppo, la rabbia negli occhi di mio padre era enorme e profonda si mosse per colpirmi con tutta la sua forza, mi avrebbe scaraventato dall'altra parte del corridoio e di sicuro non gli sarebbe bastato. Ero fermo immobile proprio come quando ero un bambino, ogni volta che disubbidivo sapevo cosa aspettarmi. Non riuscivo a reagire, ero in attesa di quel colpo ma nulla. Aprii timoroso gli occhi e ciò che vidi erano i miei amici davanti a me.
IZUKU POV
Avevamo sentito abbastanza, volevo farlo nero ma non dovevo perdere il controllo. Quando vidi che stava per picchiare shoto, mentre hitoshi si era messo davanti a lui come a proteggerlo, io, attivando il one for all, bloccai il braccio di endeavor.
"Hitoshi, izuku!" gridò il nostro amico.
"Eravamo venuti a cercarti, fra poco tocca a te." gli disse Hito.
"Ragazzini toglietevi di mezzo, è una conversazione privata questa." fece in tono minaccioso quel rifiuto umano che ancora passava per Hero.
"A me non sembra affatto una conversazione e non permetto ad uno stronzo di far del male ad uno dei miei migliori amici." ringhiai allo stesso modo di kacchan.
"Come ti permetti!"
Stavo ancora usando OFA per tenerlo fermo e stringere il suo braccio, volevo spaccarglielo.
"Izuku, ti prego va tutto bene." fece shoto a bassa voce.
"STO CAZZO CHE VA BENE NON CI STO!" gridai. "QUESTO PEZZO DI MERDA NON SI DEVE PERMETTERE DI PICCHIARE IL PROPRIO FIGLIO!"
"Ha ragione lui shoto, questo è troppo, non ce la faccio più a tollerare ciò che ti fa." mi seguì hitoshi.
"Lasciate perdere o darò una lezione anche a voi." insistette suo padre. Non ne potevo più di lui.
"Quanta presunzione da un finto eroe, bada che di te non ho paura, ho avuto a che fare con gente molto più pericolosa della stupida ombra del number 1 hero, perché è questo che sei."
"COSA HAI OSATO DIRE?"
"Forse neanche la sua ombra, un essere disgustoso come te non potrebbe fargli neanche da zerbino." fece shinsou e per poco, sebbene fosse molto seria la situazione, non mi scappò una risata per quel paragone.
"TU!" stava per esplodere quando arrivò mio padre. "adesso basta."
"All might!" urlammo noi tre in coro. Era comparso alle nostre spalle. Non sorrideva e questo poteva solo far intuire quanto anche lui fosse arrabbiato in quel momento.
"Giovane izuku, giovane shinsou, calmatevi per favore."
"Non insegni il rispetto hai tuoi studenti? avrebbero bisogno di una ripassata, specialmente questo sciocco davanti a me." fiatò il mostro.
"Enji non ti permetto di parlare in questo modo ai miei studenti e soprattutto al mio ragazzo!"
"Il tuo... Tuo figlio. Dovevo immaginarlo, avete lo stesso sconsiderato modo di agire e la stessa irriverenza. Oltre che un potere simile."
"Non ti permettere di parlargli così!" non permetteva a nessuno di parlare male di Toshinori dopo quanto aveva fatto per il sottoscritto.
"Va bene ragazzo basta così. Perché non accompagnate il giovane todoroki, è quasi il suo turno." rispose papà.
"Ma io-" provai a dire e lui mi fermò. "È tutto apposto, parlo io con lui."
"Andiamo shoto ti portiamo via di qui." shinsou prese il nostro amico per trascinarlo via quando suo padre gli urlò ancora qualcosa.
"Shoto! Non osare andartene, non è qualcosa che puoi fare senza il mio permesso."
"Posso e lo faccio. Tu non hai il diritto di dirmi cosa fare, hai smesso di essere mio padre un sacco di tempo fa, han ragione i miei amici a dire che All might ti supererebbe anche se tu avessi la stessa forza perché lui ha un cuore! non come te che lo hai gettato via."
"Ti pentirai di questo."
"Mi sono già pentito di non aver potuto fare qualcosa fino ad adesso, neanche quando touya è morto siamo riusciti a fare qualcosa ma adesso non ce la faccio più, anche fuyumi e natsuo sono stanchi, con te ci siamo arresi."
"shoto, izuku, hitoshi, adesso parlo io con lui andate."
Seguimmo il suo consiglio e andammo via.
-NEL MENTRE TRA ENJI E YAGI -
"Solo perché quei due han fatto il lavaggio del cervello a shoto non significa che non sarà in grado di realizzare quello per cui è nato. Tornerà sui suoi passi quando capirà che lo state rendendo più debole di proposito."
"Più debole? A me quel ragazzo sembra tutto fuorché debole. Sai, ho sempre voluto la tua amicizia, ti credevo un grande eroe, coscienzioso che soppesa bene le sue azioni anche se con fare rude e duro ma non mi aspettavo questo. Come hai potuto trattare così i tuoi figli?"
"Non mi fare la predica, tu hai nascosto il tuo al mondo."
"Izuku non è mio figlio di sangue ma è come se lo fosse, non volevo che i giornalisti lo assillassero per colpa della figura che ricopro e abbiamo scelto di comune accordo di non diffondere la notizia."
"Come se potessi credere a una cosa del genere, quel ragazzo ha la tua stessa forza, basta vedere il mio braccio per capirlo."
"Lui è forte sì ma anche debole, ed è con entrambi questi aspetti di sé che deve andare avanti e diventare un eroe. Lo stesso vale per il tuo, non possiamo sforzarli a diventare qualcos'altro da quello che vogliono essere."
"Non importa ciò che pensi quello è ancora un bambino ma finché saprò spronarlo a dovere riuscirà a realizzare il mio sogno."
"È questo il problema, lui deve realizzare il suo non il tuo!
Ho parlato anche con gli altri tuoi ragazzi, non posso vedere trattati in questo modo dei giovani soprattutto se è un eroe a minacciarli. Non hai scelta, ho già detto loro che possono usare la mia casa, anche izuku è d'accordo. Avevi una bella famiglia e l'hai rovinata solo per poter rivaleggiare con me e questo ha distrutto tutto."
"QUEI MOCCIOSI NON VANNO DA NESSUNA PARTE CHIARO? SOPRATTUTTO SHOTO!"
"Non hai scelta, o accetti questa condizione o andremo alla polizia e i media sapranno tutto. Non sono l'unico professore che se n'è accorto, forse sono l'unico che ha potuto agire perché izuku ha fatto capire a shoto che può essere aiutato senza dover risolvere tutto da solo.
Per come la vedo io hai smesso di essere un vero eroe da molto tempo, tuttavia non credo che i tuoi figli ti vogliano vedere dietro le sbarre umiliato. Addio enji."
Nel corridoio verso le sale di attesa per il turno di battaglia, intanto...
"Ehi sho tutto bene?" chiese il viola preoccupato nel vedere il viso pallido dell'altro ragazzo.
"Si scusate per... Tutto credo."
"Non ti preoccupare dai" continuò il verde. "Siamo amici, questo ed altro per gli amici."
"Forse ora ti conviene andare a prepararti."
"Si hai ragione."
"Qualsiasi risultato tu ottenga, non ti dovrai preoccupare capito? Metticela tutta! Ma, ti prego non fatevi troppo male okay?" lo rassicurò Izuku.
" D'accordo, non strapazzerò troppo il tuo ragazzo."
" Se viene a sapere che te l'ho detto, quello a finire strapazzato sarò io."
Skip time (izu è da Katsuki nella stanza d'attesa)
"Oh finalmente nerd, pensavo non saresti più venuto." mi disse kacchan appena entrato.
"Un piccolo problema."
"Problema? Si tratta di.."
"No. non io, shoto. Ecco suo padre sai.."
"ha provato di nuovo a colpirlo, vero?"
"Si, ma è intervenuto all might immagino sia tutto apposto adesso."
"Bene, se il bicolore non si deve preoccupare più per quello stronzo potrà concentrarsi sulla battaglia."
"Ti prego non esagerare nell'incontro."
"Ma sai con chi stai parlando?"
"Con qualcuno che non voglio devasti metà campo solo per soddisfazione del suo ego."
"Tsk. Da quando osi parlarmi così."
"Da quando ho capito che non ti arrabbi veramente se ti dico il vero."
"Allora neanche tu, vedi di non esagerare."
Skip time - finale. Izuku pov.
Riuscii a vincere contro tokoyami e bakugou contro shoto, fu una lotta molto accesa, nessuno dei due mi aveva ascoltato col risultato che avevano distrutto mezzo campo e adesso c'era una pausa forzata per ripararlo.
La finale fu tra me e kacchan. Dopo diversi colpi arrivammo alla conclusione, lui era allo stremo e si accasciò a terra ed anche io. Ero esausto tanto quanto lui anche se forse avrei potuto far notare che non ero svenuto, ma rimasi a terra lo stesso.
In infermeria quando si svegliò, gli dissi che i giudici avevano decretato il risultato come un pareggio e successivamente salimmo entrambi sul podio del primo posto. A consegnare i premi fu All might, si congratulò con noi e quasi pianse nel mettermi la medaglia del primo posto al collo tanto si sentiva fiero.
Ovviamente mi dovevo aspettare la successiva strigliata da parte di Katsuki.
"Com'è possibile che abbiamo pareggiato!?!" si lamentò bakugou nel corridoio.
"È così terribile?"
"Eccome! Non lo accetto, ci voleva lo spareggio, e poi si può sapere come cazzo ti sei lasciato battere così facilmente?"
"Guarda che non è stato facile per nulla. Inoltre ero esausto dallo scontro precedente ed anche tu."
"Se, come no. non la bevo sta scusa."
"Kacchan smettila di fare il broncio."
Lo presi da parte e portai le mie mani sulle sue guance stringendogli il volto e posando la mia fronte sulla sua.
"Perché il tuo orgoglio deve avere sempre la meglio? Non sarebbe bello farne a meno per una volta?"
Lui alzò gli occhi incrociando il mio sguardo
"Sai come sono fatto, non posso cambiare tutto d'un tratto solo perché non ti va bene."
"Ma io non voglio che tu cambi perché ti amo così come sei, orgoglio, esplosioni e tutto il resto."
A quelle parole arrossì di colpo, era così carino e tenero in quel momento. Avvicinai le mie labbra alle sue incrociando i nostri respiri per poi sfiorarlo appena e baciarlo. Un attimo dopo, quel dolce gesto si trasformò in passione pura e ci perdemmo l'uno nel respiro dell'altro.
Quando ci staccammo restai per un momento ad osservare la sua bellezza.
"Hai intenzione di farlo qui per caso?" mi chiese.
"Non sarebbe una cattiva idea."
Diventò ancora più rosso, non si aspettava quella risposta, non da me era più lui quello dai gesti sconsiderati.
"Ma come ti viene in mente idiota!"
"Scusa scusa, dai stavo scherzando, kacchan non mi picchiare così forte."
"La prossima volta ci penserai due volte prima di dirmi certe cose in mezzo al corridoio."
"Posso considerarlo un invito per continuare in privato?" mi scintilla vano gli occhi per quella possibilità.
"Se la smetti di seccarmi, forse."
HITOSHI POV
Aspettavo che shoto tornasse nello spogliatoio per parlargli. Volevo riuscire a chiarirmi con lui. Sì, avevo notato di piacergli, ed in tutta onestà non capivo come potesse provare qualcosa per uno debole come me. Lui era incredibile mentre io ero nulla al confronto.
Ma ora ero sicuro di volerlo solo per me, lui mi piaceva più di quel che pensavo. Spuntò finalmente da dietro la porta con un'espressione delusa girando si fra le dita la medaglia del secondo posto.
"Non ho vinto neanche stavolta." sospirò.
"Non ti scoraggiare, la volta buona è sempre la terza, hai ancora l'anno prossimo per tentare."
Sobbalzò sorpreso nell'aver ricevuto risposta. Forse parlava a sé stesso e non si era accorto che ero qui.
"Hitoshi! Cosa fai qui?"
"Volevo parlare con te se possibile."
"Riguardo a cosa?"
"Riguardo i tuoi sentimenti per me."
"Ti ho già detto che non ti devi preoccupare, non ti impedirò certo gli appuntamenti con le belle ragazze che ti piacciono se e questo che intendi."
"E chi ti ha detto che mi piacciono le ragazze?"
"Tu lo hai detto! Durante la sera del gioco."
"Mentivo. Volevo solo stuzzicare il Porcospino per portarlo a ebollizione con qualche battuta, così che quei due si potessero finalmente trovare insieme."
"Cosa? Ma era una verità?"
"E allora? Era un gioco, e palesemente inventato per spifferare tutti i segreti sulle varie relazioni dei partecipanti."
"Quindi non ti piacciono le ragazze."
"No, ma al momento sono cotto per una persona incredibile."
Un passo.
"È forte e bello, ma dolce e con cuore sincero. Non si rende conto che forse se gli sto lontano è proprio per il fatto di non sentirmi alla sua altezza."
Un altro passo, poi un altro. Intanto lui era rimasto senza parole.
"Ah, ed è uno dei miei migliori amici, con due occhi diversi, in uno vedo gli abissi più profondi degli oceani, e nell'altro il cielo cupo della notte un attimo prima che venga illuminato dalle stelle.
Sai indovinare chi è?"
Eravamo così vicini. Lui afferrò il mio volto portandomi vicino a lui per poi baciarmi. Fu il più bel bacio che avessi mai ricevuto.
"Perché pensi di non essere all'altezza?" chiese. "Io ti ammiro e ti amo per come sei. Sei volenteroso e non importa quanto sia dura la giornata tu sorridi e fai star bene anche me."
"Allora mi considero totalmente perdonato per quell'incidente di yayorozu."
"Solo se usciti da qui mi porti dritto nella tua stanza."
Ci stavamo nuovamente baciando quando sentimmo qualcuno entrare dalla porta. Non so perché ma finimmo col nasconderci dentro al ripostiglio. Era stretto per entrambi. Eravamo schiacciati l'uno contro l'altro. Ora, io ero davvero in una pessima situazione ma non me ne resi conto subito, Shoto lo notò e decise che quella sarebbe stata la sua vera vendetta per quello accaduto la sera del gioco.
"Shoto che cavolo stai facendo!" dissi sotto voce per non farci scoprire dai nostri compagni che a quanto pare non avevano voglia di andarsene.
"Eheh, aspetta e vedrai" mi sussurrò con sguardo divertito mentre abbassava i miei pantaloni ed i boxer. Non potevo credere a quella situazione. Eravamo in uno sgabuzzino con gente che si sarebbe potuta accorgere di noi da un momento all'altro e il mio ragazzo pensava solo a quanto potesse essere divertente torturarmi succhiando il mio cazzo.
"Tu sei matto!" gli Sussurrai.
"Sottomettimi con il tuo quirk se la cosa non ti piace."
Era terribilmente eccitante il suo volto mentre si muoveva per prenderlo tutto in bocca. Era difficile trattenere la voce anche con una mano ad impedire ai suoni di uscire. Eppure ancora non mi bastava, volevo andasse più veloce. Gli afferrai i capelli e lo aiutai nei movimenti fino a che non gli venni in bocca. Ingoiò il mio seme per poi mostrarmi un ghigno divertito.
"Tu accidenti a te!" dissi. Tornai a baciarlo con più foga di prima. Finalmente i ragazzi se ne andarono. Uscii dal ripostiglio prendendo per un polso shoto trascinandolo via mentre rideva come un pazzo.
"Che hai da ridere maledetto!"
"Sei troppo rosso."
"Lo credo bene. Da quando ami fare certi giochetti? Non mi parevi proprio il tipo."
"A me pare che tu abbia gradito."
"Ah, ancora quel sorriso! Giuro che se lo mostrerai a qualcun'altro che non sia io ti uccido."
"Addirittura? Ehi dove mi stai portando?"
"Secondo te? Mi devo vendicare per quanto appena successo e dato che hai iniziato tu non te la prendere con me se più tardi faticherai a camminare."
"La cosa ti dispiace?"
"Per niente."