Tra Fratelli Ci Si Aiuta

4244 Words
SHOTO POV "Giovane Todoroki, volevo chiederti cosa fosse successo al tuo volto. Non mi sembra possibile prendere una botta del genere in sala giochi." Il padre di Izuku mi aveva chiamato da parte. Non mi aspettavo che l'argomento di cui volesse discutere, fosse quello. "La ringrazio All might, ma non è nulla, davvero. Tuttavia la sua espressione restava preoccupata. "A me quel nulla di serio sembra grave. Non è la prima volta che io o altri insegnanti ti vedono con lividi pesanti. "Non credo sia il caso di parlarne. E comunque, so cavarmela da solo. " Ormai quello era il mio motto. "So cavarmela da solo, so badare a me stesso" cominciavo a chiedermi se fosse veramente così. "Sai ragazzo, mi ricordi molto Izuku quando venne a stare da me. Aveva paura che il suo potere andasse fuori controllo quando non era cosciente, per un lungo periodo smise di dormire. Non voleva raccontarmi nulla, voleva superare la cosa da solo, ma è nei momenti più difficili che gli amici possono esserti d'aiuto." Lo guardavo e capivo dove voleva arrivare, però era così difficile. Era stato già tanto confidarlo a Izuku e Hitoshi. Dirlo a lui, l'eroe numero uno in assoluto, sarebbe stato davvero umiliante. E poi? Cos'avrebbe pensato? Se ne sarebbe dato la colpa. Da come lo aveva descritto Izu, si sarebbe preso la colpa per tutti quegli anni di violenza che avevo subito. "Non devi parlarmene se non te la senti, ma qualsiasi cosa sia, puoi contare su di me tanto come puoi fare su Izuku." "non credo di essere pronto per questo... Mi dia del tempo per favore." "Va bene ragazzo, ma non dimenticare ciò che ti ho detto. Gli altri professori non ti faranno domande, sta tranquillo." "Grazie" "Quando vorrai ci sarò." Annuii e lo ringraziai di nuovo. Quando tornai dagli altri, gli sguardi di entrambi i miei due amici, erano fissi su di me, come se si aspettassero che mi sarei arrabbiato con loro. Con un cenno, li rassicurai per fargli capire che era tutto a posto, apprezzavo quel gesto, ma ero ancora convinto di farcela da solo. Il giorno finì e andammo tutti nelle nostre stanze, tranne bakugou ed izuku ovviamente. Li vidi infilarsi nella stanza di Katsuki insieme, hitoshi che era alle mie spalle mi avvolse un braccio al collo tirandomi più vicino. "Credo che anche stasera non riusciremo a dormire." disse. Tuttavia, mostrava sul suo volto un sorriso soddisfatto. "Già, soprattutto io visto che la mia stanza è la più vicina." mi lamentai. "Abbiamo fatto un buon lavoro, vero?" "Quanto meno fino alla prima litigata che faranno. Spero che izu non perda troppo il controllo." "Credo che sia altro quello che potrebbe fargli perdere le staffe al momento." si rivolse a me in tono più serio. "E cosa?" chiesi. "Lo sai bene. Shoto, da quando siamo diventati amici, ogni volta che tornavi a casa poi ti ritrovavamo pieno di lividi. Lo so che è dura, so quanto sia difficile anche solo provare a chiedere l'aiuto a qualcuno, ma noi siamo qui, non sei solo, non fare il mio stesso errore." Non era per nulla l'approccio che desideravo da lui. Ero ancora arrabbiato per quanto aveva fatto per ragionare sensatamente sulle sue parole. "Ma io posso farcela da solo. Sono forte no? Non mi serve l'aiuto di nessuno." Cercai di andarmene ma lui mi fermò. "Aspetta! Si può sapere che ti prende? È da stamattina che sei incazzato col mondo, che è successo? "Cosa è successo? COSA È SUCCESSO?!?! Davvero mi stai facendo questa domanda?" Lui ancora non capiva. "Hito, sei abbastanza sveglio e sono sicuro tu te ne sia già accorto di cosa provo per te." Era senza parole, sapevo benissimo lo avesse notato ma probabilmente non si aspettava che gli sbattessi il fatto in faccia a quel modo. "Sai quanto ci soffro? Molto più che le botte che prendo. E tu non hai fatto altro che aumentare quel dolore. Non ti chiedo di ricambiare i miei sentimenti mi basta esserti amico, ma come hai potuto scherzare coi miei sentimenti facendomi quasi baciare yayorozu per gioco! Come?!" "Hai ragione, sono stato un idiota a farlo. Dovevo riflettere prima di parlare." "Ma i fatti non cambiano. Io ci tengo davvero a voi due, non ho mai avuto amici prima. Ma vedendo Izuku così felice con bakugou mi fa anche star male, perché so che non potrò avere lo stesso rapporto con te." "Shoto io... ti voglio bene ma..." "Ma non in quel senso e lo capisco. Solo, ti prego, non giocare con me, almeno questo puoi farlo?" Annuì con la testa, vedevo che era dispiaciuto della cosa, ero felice che avesse capito. Feci per andarmene nella mia stanza ma ancora una volta me lo impedì prendendomi per il polso "Aspetta, non ho ancora finito." "Cosa c'è ancora? Se è di nuovo per Endeavor, come ti ho detto prima posso farcela da solo." "Ascolta, pure mio padre era violento come il tuo, una volta mi ha quasi ucciso. Non fosse stato arrestato per altro, adesso sarei potuto essere sotto terra, non voglio che tu ci vada vicino come è successo a me." Quelle parole mi sconvolsero. Ripensai a varie occasioni in cui ero stato punito così forte che avevo creduto di esserci andato piuttosto vicino pure io alla morte. "...Scusa non volevo... " provai a scusarmi e mi interruppe con un gesto delle mani. "Tranquillo. Solo... Fatti aiutare la prossima volta, o davvero corri il rischio che izu venga a casa tua per ucciderlo." "Va bene, te lo prometto." Lasciò andare il mio polso, ricomponendosi un attimo prima di tornare a parlare. "Forse ti conviene dormire da me stasera, sai non credo che riuscirai a dormire stando vicino a loro." Me lo aveva davvero chiesto dopo che gli avevo detto di avere una cotta per lui? Decisi di sorvolarci sopra, dopotutto non mi andava di passare un'altra notte in bianco per colpa di quei due. "Non hai tutti i torti. Aspetta, ma la tua stanza è un caos!" "No, era caotica di proposito per tenere Izu alla larga, sono più ordinato di quel che sembra." Entrati nella sua stanza, sorgeva abbastanza evidente che il suo concetto di ordine era alquanto distorto. "Ordinato eh..." Non rispose al mio commento, andando semplicemente verso l'armadio per afferrare una grossa sacca. "Usa tu il mio letto, io mi metto nel sacco a pelo." "Oh, giallo come quello del professor aizawa? "Non sono suo fan fino a questo punto." In effetti era nero. Gli sorrisi e andai verso il suo letto. "Va bene, allora buonanotte." . . Quando i primi raggi di sole del mattino entrarono prepotentemente dalla finestra, io ero già sveglio. O meglio, non avevo proprio chiuso occhio. Come aveva detto Hitoshi, data la distanza dalla camera di Katsuki, avevamo trascorso una nottata tranquilla senza percepire alcun rumore. Tuttavia, per me dormire nel suo letto si era rivelato impossibile. Le lenzuola ed il cuscino sapevano di lui. Così, per evitare sogni che alla mattina avrebbero potuto causarmi notevole imbarazzo, optai per restare sveglio tutto il tempo. Quando hitoshi si alzò, salutandomi vide le mie occhiaie. "Accidenti! Sono anche peggio delle mie, non mi dirai che non hai dormito vero? Io non ho sentito nessun rumore stavolta." disse. "No, tranquillo. È che pensavo ad alcune cose e non ho potuto dormire." "A cosa?" A questo ci potevi benissimo arrivare da solo. "Varie cose... " risposi evitando il contatto visivo. Alla fine ci preparammo per la colazione. Eravamo nella sala comune e per la seconda giornata avremmo avuto solo lezioni e allenamenti pomeridiani causa preparazione dell'evento. Izuku si sedette vicino a noi come sempre, e come il giorno prima, anche Bakugou che si mise al suo fianco. Con lui arrivò anche la bakusquad. "Hei bakubro non ci evitare così." si rivolse Kirishima al biondo, con un sorriso. "Fatevi i cazzi vostri. " era la palese risposta che tutti si aspettavano. "Dai kacchan, non trattare male i tuoi amici. " gli disse il suo ragazzo. "Eh? Sono solo delle comparse questi." "Senti izuku, visto che bakugou non risponde alla domanda, mi dici perché lo chiami kacchan? " gli chiese kaminari al mio amico. A me e Hito aveva spiegato il perché. Ma nessun'altro in classe sapeva che si conoscessero. "Oh, è un soprannome che gli ho dato quando eravamo piccoli. Perché non riuscivo a pronunciare il suo nome correttamente. " "Hah, ve lo dicevo che si conoscevano già!" gridò Denki. "Però i primi tempi non lo avrei mai detto. Sembrava vi ignoraste di proposito. Avete fatto pace?" chiese Sero ad Izuku. "... Qualcosa del genere, giusto kacchan? " "Basta domande del cazzo. Lasciatemi fare colazione in santa pace! " Poi notai di essere guardato da Ashido che subito dopo disse: "Ei todoroki settimana prossima organizziamo un uscita, tu ci sei vero? Resterai sorpreso del posto dove andremo. Sai puoi creare il tipo di crêpe che preferisci ed anche pancake con la faccia del tuo Hero preferito!" "OH ma dai, quel posto piace solo a te, perché non ci vai solo con le altre ragazze? " si lamentò Kaminari. "Ad Eijirou piace. Vero tesoro? " chiese Mina al suo ragazzo. "Verissimo. " Kaminari aveva rivolto un'occhiataccia al suo amico prima di parlare di nuovo. "Ma kiri, tu detesti le crêpe! " "Ma amo la sua espressione di gioia ogni volta che l'accompagno lì. " E così Denki si dovette rassegnare, per la felicità di Ashido. "Allora, vieni vero? " "Volentieri" le risposi. " A me piacciono i dolci." "Visto! Finalmente qualcuno che ti dà una soddisfazione. " "In effetti ho sempre amato i dolci, mia madre faceva spesso i pancake, ed anche mia sorella ogni tanto me li prepara quando torno a casa. " riflettei. "Bakugou, vieni anche tu? " chiese uno dei suoi amici. "No. " "Izuku, shinsou, voi? " chiese sempre la rosa. "Credo di conoscere il posto, fanno ottimi caffè, contami pure. " rispose Hito. "Beh, io vorrei venire. È tanto che non mangio le crêpe. " Izuku guardava verso Katsuki che dopo aver sospirato pesantemente rispose che sarebbe venuto con noi. Credo che mina avesse intuito la relazione tra quei due. Dopo aver finito ci recammo nello spazio del dormitorio utilizzato come sala da studio per ultimare i compiti assegnati delle varie materie saltate in quei giorni di semipausa. La suoneria del mio telefono interruppe il silenzio di quel momento. Era mio fratello, mi aspettava al cancello dell'istituto per parlarmi. La sua voce mi aveva preoccupato così dissi ai ragazzi che andavo a vedere di cosa avesse bisogno. Corsi fuori verso l'uscita della scuola il più in fretta possibile. Lui era di spalle rispetto alla mia posizione, lo chiamai e quando si girò vidi che aveva un cerotto enorme su una guancia, al braccio destro aveva delle fasce strette ma notavo del sangue uscirne. "Fratellone! Che è successo?!? " "Shoto. ascolta, non posso più restare in quella casa. " "Ma che è successo? " "Nulla d'importante. Solo l'ennesimo litigio con quel vecchio pazzo. " "Cosa? E dove... Dove andrai? " "Non lo so shoto ma neanche tu puoi più restare con lui, è troppo pericoloso. Anche fuyumi deve andarsene. Non so come faremo, di certo con te non si arrenderà facilmente visto che gli servi. Ma non ti posso lasciare nelle sue mani, MI RIFIUTO! Non sarò il migliore dei fratelli e neanche il più forte ma non voglio perdere un'altro fratello per colpa sua. " "Ma i tuoi studi per diventare medico? E fuyumi ha il suo lavoro mentre io ho la scuola come possiamo mollare tutto solo per causa sua?! " "Ascoltami! Preferisco avervi entrambi vivi. È l'unica cosa che conta. Non credo che nessuno riuscirebbe ad aiutarci contro di lui. " "No, qualcuno c'è! " "Shoto, non credo che i tuoi amici possano... " "Vieni con me, lo capirai presto. " Mi stavo trascinando dietro natsuo, dubbioso su ciò che volevo fare. Ero arrivato nella saletta privata dei professori all'interno della scuola. "Non credo che i tuoi professori si metterebbero contro di lui sai? " "Non è un professore che sto cercando. " "E chi? " chiese più confuso che mai. "Un amico ragazzo! " urlò All might saltando fuori da dietro il divano. "WAA! Che spavento." disse mio fratello. In effetti aveva fatto paura pure a me. "Scusa giovanotto. Giovane todoroki, izuku mi ha detto che volevi parlarmi... " All might si soffermò sul volto di mio fratello. Il suo sorriso scomparve e lo vidi stringere i pugni con molta forza quasi a farseli sanguinare. "All might, mi aveva detto che quando sarei stato pronto avrei potuto parlarle dei miei problemi ma come vede non è solo il mio. " "Sedetevi pure ragazzi, e raccontatemi tutto." Insieme a mio fratello spiegai le motivazioni dietro a tutte le violenze, la convinzione di mio padre sul fatto che dovessi battere il numero uno per realizzare il suo sogno, il fatto che picchiava i miei fratelli se osavano intromettersi nel modo in cui mi cresceva e che l'unica volta che avevamo provato a lasciare tutti casa... Non era per nulla finita bene. A fine racconto, riuscivo a leggergli il dispiacere negli occhi. "Ragazzi io... Non so come scusarmi con voi, forse non otterrò mai il vostro perdono per quanto accaduto ma vi aiuterò in ogni modo possibile. " Natsuo era incredulo alla scena. Nostro padre non aveva mai mostrato segno di rimorso, mentre il numero uno che tanto voleva superare era davanti a noi scusandosi al suo posto e prendendosi la colpa per il comportamento di quello stronzo. "Perché ci chiedi scusa?" chiese mio fratello al grande Hero. "Non sei stato tu a farci questo. " "Però... Ne sono la diretta causa. " "Ma non puoi prenderti la colpa della pazzia di un tale individuo! Non puoi umiliarti in questo modo! " "Il fratello di sho ha ragione papà. " Izuku entrò nella stanza, seguito da Hito. Anche lui, rivolgendosi al nostro insegnante, disse: "Volevamo fosse shoto a raccontarle tutto proprio per questo. " Anche io gli confermai la stessa versione. "Izuku ha detto che di sicuro si sarebbe accusato ingiustamente per tutto. " "Papà, me lo hai detto tu che non devo prendermi colpe di cui non sono responsabile, lo stesso vale per te. Pensiamo a come aiutarli adesso non a come avresti pututo salvarli in passato. " "Hai ragione figliolo." Poi il grande eroe si coprì gli occhi, continuando comunque a mostrarci il suo sorriso. Ancora più radioso di prima. "E adesso che ti prende? Perché piangi? " gli chiese il figlio. "È solo che... Sono felice, mi hai chiamato papà per la prima volta da quando siamo assieme." "No ti prego, non piangere, che figure mi fai?! " Mentre Izuku tentava di far smettere di piangere All Might, Natsuo attirò la mia attenzione picchiettandomi un dito sulla spalla, facendomi girare verso di lui mentre Hitoshi era in disparte. "Ehi Sho, da quando all might ha un figlio? E com'è che te lo sei fatto amico e non mi hai detto nulla? " "Scusa, avevo promesso di non dirlo. " "Ah, se il vecchio lo sapesse, ci resterebbe secco. Tu che fai comunella col figlio del suo peggior nemico." "Si ciò pensato anch'io. " risposi sorridendogli. Poi il professore tornò a rivolgersi verso di noi. "Ragazzi, un pò di attenzione. Allora, Il primo punto da risolvere è dove potreste andare adesso. A questo avrei pensato, visto che Izuku è d'accordo, che potreste venire a casa nostra, in fondo è abbastanza grande quindi non sarebbe un problema." "Davvero? " chiesi ancora sorpreso dalla cosa al mio amico Izuku. "Sì shoto, nessun disturbo. E poi siamo vicini al mare, vedrete che bello. " Mio fratello scoppiò a ridere. "Noi che andiamo a vivere da All might e suo figlio, questo sì che ucciderà quello stronzo." disse, poi si rese conto di aver parlato ad alta voce anziché tenerlo solo come pensiero. "Oh, scusatemi è che... Non riesco ad immaginare la scena. A Fuyumi verrà un colpo quando le diremo di questa storia." "Già dobbiamo avvisarla. Sarà a lavoro adesso." dissi io. "Sì. La chiamerò più tardi e le spiegherò tutto. Io non posso tornare a casa per adesso. So che il giorno del festival voleva venire a tenerti d'occhio allo stadio quindi potremo portare via tutte le nostre cose quel giorno. Però Shoto stai attento. " Fu in quel momento che Hitoshi, mi colse del tutto alla sprovvista. "Non devi preoccuparti. Pensiamo noi due a lui." disse coinvolgendo anche Izuku. E il modo ed il tono in cui lo disse, mi fece comprendere che avrebbe impedito in ogni modo che Endeavor potesse nuovermi. "Si fratellone, puoi stare tranquillo." confermae infine. "Bene allora lo considero un sì alla mia proposta." affermò All might. "Evvai! Sarà come se fossi anch'io vostro fratello!" saltellò gioioso il mio amico dalla chioma verde. Io e mio fratello ci voltammo verso di lui. Era davvero entusiasta del fatto che avessimo accettato di andare a vivere con loro. "Scusate, è che ho sempre desiderato di avere dei fratelli." Il fratellone gli sorrise andando a dargli una pac a sulla spalla. "Da che mi ha raccontato shoto voi tre siete inseparabili, un altro fratello lo prendo volentieri." "Davvero? Evvai! Ho un fratello, una sorella maggiore e un fratello minore siii!" "No aspetta, cosa?" feci io. "Shoto, sono nato prima di te, quindi sei mio fratello minore." "Oh è vero... Ma così sono di nuovo il più piccolo della casa!" Risero alla mia affermazione. Quando si stancarono continuammo la conversazione e ci accordammo per il trasloco. "Bene, questo è tutto ragazzi" disse l'eroe numero uno. "Per quanto riguarda il problema maggiore, ossia vostro padre ci parlerò io, se sarà necessario coinvolgerò un mio amico che lavora in polizia. Anche se spero di non doverlo chiamare. Per il momento giovane Natsuo, questa notte potresti dormire al dormitorio della 2A con tuo fratello." "Si, la mia stanza è spaziosa, solo che è in stile giapponese come casa quindi per stanotte dovrai dormire in un futon. " gli dissi. "Allora Sho, grazie dell'ospitalità." "Ma tu non avevi solo un futon?" mi chiese Izu. La risposta gli fu data dal nostro comune amico. "Era una tattica per lasciarti in trappola con la bestiaccia selvatica." Izuku divenne completamente rosso. All might e natsuo non potevano capire ma io si e risi per quello che aveva detto hitoshi. Lui notò il mio sorriso e ricambiò. Distolsi lo sguardo, era troppo bello quando faceva quei dolci sorrisi e avevo troppa paura di arrossire a mia volta. "Direi che è il momento di tornare al dormitorio, dobbiamo avvisare di mettere un posto in più alla tavola. " fece Shinsou. "Mangiate al dormitorio? " effettivamente, non avevo ancora detto nulla a mio fratello di queste cose. Il tempo che avevamo trascorso assieme era stato poco, ancora meno da che ero lì al dormitorio. E a casa quando ci trovavamo, non ero bravo nel conversare con loro. "Sì, di solito al mezzogiorno siamo in mensa e la sera al dormitorio ma dati i preparativi e le lezioni sospese la mattina restiamo a mangiare lì." dissi. "E vi cucinate da soli il pasto? È commestibile?" chiese preoccupato, Hito gli rispose. "Non sempre, ma oggi toccava al Porcospino e altri a cucinare quindi ti converrà fare doppia razione di tutto perché è un cuoco provetto! " "È vero!" fece Izuku. "kacchan è bravissimo a... Oh no NO! GLI AVEVO DETTO CHE LO AVREI AIUTATO!" "Fossi in te scapperei in un altro stato." e lo pensavo sul serio, dopo il tempo trascorso a sentirlo urlare furioso contro ogni persona che arrivava in ritardo a scuola o ad un allenamento. "No per me è già morto. È stato bello conoscerti amico. " fece Shinsou. "Corro forse se mi vede disperato avrà pietà." Corse fuori come un razzo. "Ma parlava di bakugou? Lui che mostra pietà? Si illude troppo. " disse il mio amico rivolto soprattutto a me. "Che è successo? " "Niente fratellone, ma ricorda di non litigare troppo con bakugou quando lo conoscerai. È esplosivo tanto quanto il suo quirk." a shinsou scappò una risata. "E purtroppo per il nostro amico è uno che detesta i ritardi o la gente che si scorda le cose." "Povero ragazzo mio." fece All might. Tornammo al dormitorio con mio fratello che ancora si faceva domande di cosa fosse successo prima. Arrivati nella sala da pranzo trovammo bakugou intento a strangolare il nostro amico urlandogli contro sotto gli occhi divertiti del resto della classe. "Oh shoto chi è quel bel ragazzo di fianco a te?" Disse la ragazza invisibile. Tutti si voltarono a guardare. ":Ecco lui è mio fratello natsuo. Resterà con noi fino al giorno del festival per... " Non sapevo cosa inventarmi. Non ero bravo a trovare scappatoie. Hito mi salvò col suo tempestivo intervento. " È qui per un breve stage con recovery girl riguardo l'assistenza medica ai supereroi. Studia medicina e deve fare uno studio approfondito sull'argomento per avere più crediti. " "WOW! " risposero in coro tutti quelli che si erano avvicinati a noi, quasi l'intera classe. "Dai fratello maggiore, raccontaci qualcosa sul tuo fratellino che non sappiamo, è sempre troppo riservato." "Com'è la facoltà di medicina? Dura eh?" Mio fratello fu rapito dal gruppo e sommerso dalle domande, lasciandomi da solo con hitoshi. Grazie a lui avevo evitato di inventare scure non credibili. " Hito, grazie per avermi aiutato prima." "Quando vuoi." KATSUKI POV "Kacchan puoi lasciarmi andare adesso? Non respiro. " Mollai la presa sul nerd anche se meritava che lo strozzassi davvero. Mi aveva promesso di aiutarmi e poi era sparito come suo solito, poi si ripresenta in ritardo dicendo che aveva avuto un imprevisto e sperava che me la bevessi. Tuttavia, quando poco dopo arrivarono i suoi amici col fratello del ghiacciolo capii ce non mentiva. Il maggiore dei todoroki era parecchio conciato. Doveva essere colpa del padre. "Deku, ti lascio vivere ma mi dovrai raccontare cos'è successo, un'idea me la sono già fatta ma voglio la tua versione. " IZUKU POV Acconsentii alla sua richiesta. Quella sera ci ritrovammo tutti nella stanza di shoto (che era quella più spaziosa vista la quasi assenza totale di mobili) e spiegammo tutto anche a lui. "Quindi ti porterai il bicolore e famiglia a casa? " chiese kacchan. "Non sapevano dove andare ed all might a proposto casa nostra. " Sapevo che avrebbe fatto storie, considerava i miei amici come rivali in amore perché quando c'erano loro non guardavo solo lui, o almeno era quello che pensava. Erano giorni che invece shoto e hitoshi erano arrabbiati con me perché li ignoravo correndo dal mio dolce Porcospino. "Va bene. Ghiacciolo, sappi che ti tengo d'occhio." "Ti prego kacchan, non abbiamo già chiarito questa storia?" "Col cavolo! Solo perché lo zombie ha detto che ti è solo amico non significa che il bicolore non abbia intenzioni di quel genere nei tuoi confronti. " "Oh, state insieme? Adesso capisco il discorso di oggi." fece il fratello di Shoto. "Natsuo lascia stare, e comunque bakugou calmati. Anche per me Izuku è solo un amico. " rispose il fratello minore. Tuttavia il mio ragazzo, non sembrava per nulla convinto della cosa. Il fratello di Todoroki non si fece problemi col fatto che io e kacchan fossimo una coppia. Già mi era simpatico. Si, sarebbe stato divertente averlo come fratello maggiore. SHOTO POV Uscirono tutti e andarono nelle loro stanze, io e natsuo dopo aver steso i futon entrammo sotto le comerte per dormire. "Sono felice di non aver sbagliato sui tuoi amici. Sono delle grandi persone e ti vogliono molto bene. Persino quello che chiamate Porcospino nonostante il suo atteggiamento mi è sembrato preoccupato per te. Ma quello più preoccupato di tutti è quel shinsou. " Disse rivolgendomi uno sguardo ed un sorriso furbetto stampati in volto. "Ma che dici natsuo! " "Andiamo fratellino, sai quanto è che io e fuyumi abbiamo capito che non ti interessano le ragazze? " "No e come fate, cioè... Perché tiri in ballo proprio hitoshi. Siamo solo amici noi due. Lui... Non ricambia i miei sentimenti. E poi è etero quindi ogni cosa sarebbe inutile. " "Ma per favore! Ho visto come vi guardate, lui ci tiene a te. " "Non credo sia così. " "Sho sai qual è il tuo problema? Sei eccezionale, hai molte qualità. Intelligenza, bellezza, agilità, forza e un quirk potente. Ma non sei altrettanto sveglio nell'accorgerti di ciò che davvero pensano gli altri." "Non ti seguo. " "Perché pensi di non essere mai riuscito a trovare amici? " "Per gli allenamenti? La cicatrice? Per il fatto di essere figlio del numero due che ha un volto che farebbe scappare chiunque? I motivi sono tanti. " "No shoto, il motivo è solo uno. " Ancora non capivo cosa volesse dirmi. "Sho, sei talmente incredibile che molti hanno paura ad avvicinarsi a te perché si sentirebbero un freno alle tue capacità o per paura di sentirsi dire che non sono alla tua altezza. Forse anche per shinsou è così. " Mio fratello poteva essere brusco a volte ma aveva un grande cuore, capiva molto delle persone. "Proverò a parlargli. " "Bravo, così si fa. " "Davvero credi che lui possa provare qualcosa di più verso di me? " "Sì, quindi fatti forza e non mollare, mi sta simpatico quel ragazzo. " Le sue parole avevano riacceso le mie speranze. Sarebbe stato davvero bello se fosse stato vero. 
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