Sei. Zero. Uno. Sei erano le volte che Jack aveva cercato di scappare da quella dannata asta di scapoli. Zero quelle in cui ce l’aveva fatta. Uno era il culo che voleva prendere a calci, cioè quello di Ace. «Dai, amico, farai un figurone,» gli aveva detto l’uomo al telefono durante il suo ultimo tentativo di abbandonare l’evento di quella sera. Non lo avrebbe mai ammesso, ma lo smoking su misura grigio scuro con motivo cachemire gli stava davvero bene. Il taglio di alta sartoria gli metteva in risalto le spalle e la vita. Però si sentiva comunque soffocare. «Ma che cazzo!» La sfilza di parolacce di Joker gli fece fare una smorfia. La porta del bagno si spalancò e Jack quasi si strozzò. Si riprese alla svelta, tossendo e coprendosi la bocca con una mano. Proprio in quel momento entrò i

