Scappando ovunque

464 Words

Scappando ovunqueCari vertebrati, quando arrivai a Milano ero un po’ inquieto. Pensai di dover dimostrare immediatamente di essere degno della città del ritmo e del lavoro. La cosa che mi preoccupava, tra le tante, era il mio palese accento meridionale: la dimostrazione, qualora ve ne fosse ancora bisogno, e andando per stereotipi, del mio essere lento e inefficiente. La stazione centrale del capoluogo lombardo mi si rivelò subito in tutta la sua follia: frenetica e insensata. Invece, la stazione di Pirato, dalla quale provenivo, cigolava; cigolava l’insegna della fermata, cigolava il silenzio, cigolava la scarpa del bigliettaio. Cigolava perfino il mio cuore, a dover lasciare quella zolla di mondo. Quando giunsi a destinazione mi parve di capire che lì sarebbero contati solo i fatti. E

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